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Finlandia: socialdemocratici primi e populisti quasi

Socialdemocratici vittoriosi di misura, e ora c’è da chiedersi se potranno governare e con chi: in Finlandia non si può parlare di vera svolta, perché i primi dati, che rafforzavano il centrosinistra e relegavano al quarto posto il Partito dei Veri Finlandesi, sono poi stati ridimensionati se non sovvertiti nelle ore successive. La destra populista alla fine è seconda a un’incollatura dai socialdemocratici.

Facile immaginare che la tendenza potesse cambiare, perché i dati forniti subito dopo la chiusura dei seggi erano quelli del voto anticipato, cioè circa un terzo degli aventi diritto. In Finlandia una norma varata nel 1970 per favorire la partecipazione elettorale consente di votare in anticipo rispetto al giorno di apertura dei seggi, e quest’anno si è votato per una settimana fino a martedì scorso. Il risultato di quel voto è stato fornito nella domenica elettorale subito dopo la chiusura dei seggi, e il resto del conteggio si è aggiunto poco alla volta.

Evidentemente l’orientamento di chi ha votato di domenica è diverso da quelli che avevano votato in anticipo.

Fatto sta che il Parlamento di Helsinki offre ora ancora meno soluzioni per un governo, con i 200 seggi divisi tra otto partiti, i primi quattro dei quali superano i 30 seggi.

Partito Percentuale Seggi
Socialdemocratici 17,7 40
Partito dei Finlandesi 17,5 39
Coalizione Nazionale 17 38
Partito di Centro 13,8 31
Verdi 11,5 20
Alleanza di Sinistra 8,2 16
Partito popolare degli Svedesi 4,5 9
Cristiano-democratici 3,9 5
Altri 5,9 0
Totale 100 200

In pratica, o si ripropone la coalizione uscente a tre (centristi, il centrodestra di Coalizione Nazionale e populisti), che però il premier Sipilä non voleva ritenendo che i Veri Finlandesi si fossero spostati troppo a destra, oppure si potrebbe pensare a un’alleanza dei centristi con i socialdemocratici, i verdi e la sinistra. Ma anche in questo caso la governabilità è dubbia.

Difficile individuare il vincitore reale (forse nessuno) e quello morale (rivendicano questo ruolo sia i socialdemocratici, sia i Veri Finlandesi di cui l’alleato Salvini celebra il successo).

Lo sconfitto invece è più facile da individuare e ha nome e cognome: Juha Sipilä. Il premier uscente paga lo scotto, il suo partito ha perso 18 seggi rispetto alle elezioni del 2015 e anche se dovesse far parte di una coalizione di governo, a destra o a sinistra, è difficile immaginare che Sipilä possa ancora ricoprire un ruolo.

D’altra parte lo stesso premier uscente ha ammesso la sconfitta, e se ne è assunto la responsabilità, quando lo spoglio era ancora in corso.

Sorgente: Finlandia: socialdemocratici primi e populisti quasi

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