A Londra il contante ora rischia l’estinzione, allarme della Bank of England

17 Aprile 2019 0 By Luna Rossa

Nel Regno Unito il rapporto con il reddito pro capite è del 30%, in Italia tocca il 65%

LONDRA – Nella metropolitana di Londra abbondano i cartelloni pubblicitari di una nuova banca: si chiama Starling e promette di far aprire un conto in pochi minuti. In effetti è così: con la app si fa tutto dal divano di casa, nel tempo di uno spot in tv. Dopo un paio di giorni arriva a casa un bancomat (ma in Inghilterra si chiama debit card) dal design accattivante. A Londra dilagano le smart bank: basta entrare in un supermercato Tesco, da Pret-A-Manger o dal fai-da-te Leyland per vedere decine di persone che avvicinano il telefonino per pagare.

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Lo smartphone è l’ultima frontiera dei pagamenti elettronici nella capitale britannica. Mentre in Italia parte dei consumatori è ancora scettica a usare carte, l’Inghilterra si sta avviando a essere un paese senza più contanti nel giro di 10 anni. Il contrario dell’Italia, il paese del contante: Londra e Roma sono praticamente agli antipodi. Ma le cause socio-antropologiche, con gli inglesi più abituati alle tecnologie e gli italiani più attaccati al denaro fisico, spiegano solo una parte del divario. La scomparsa del contante nel Regno Unito è alimentata dai negozi: quasi nessuno accetta più contanti. C’entra molto la struttura economica: in Uk negozi a gestione familiare sono quasi inesistenti; ormai sono tutte catene in franchising. E le casemadri spingono per i pagamenti elettronici, così in ogni momento possono vedere i flussi di cassa e gestire la loro finanza. A fine giornata hanno già in tempo reale tutti gli incassi.

Il fenomeno è così veloce e pervasivo che la Banca d’Inghilterra ha lanciato un allarme: nel paese il contante rischia di scomparire (ed è un problema sociale ed economico). Uno studio del colosso finanziario Citi, che proprio a Londra ha di recente organizzato un summit sul digital money, ha calcolato che nel Regno Unito il rapporto tra reddito pro capite e contanti è del 30% (su uno stipendio medio di 40mila dollari); in Italia è il 65% su un reddito addirittura inferiore (35mila dollari).

Dieci anni fa, l’Inghilterra era ancora un paese dove i contanti muovevano l’economia: nel 2007, le banconote pesavano per il 60% delle transazioni, più della metà. Dieci anni dopo, c’è stato il sorpasso: per la prima volta le debit card (gli italiani bancomat) hanno superato il contante. Oggi la quota è scesa al 30 per cento. E tra meno di dieci anni, nel 2027, il denaro fisico sarà sceso ad appena il 16% dei pagamenti. Praticamente sparito. «Ridurre il contante va bene, ma eliminarlo è un problema», sintetizza Sarah John, chief cashier della Banca d’Inghilterra. Per incentivare l’uso del denaro fisico, l’anno scorso la banca centrale della Regina ha lanciato un nuovo pezzo da 50 sterline, in polimeri, ossia fatto di plastica (molto più sicuro). E il prossimo anno sarà emessa una nuova banconota da 20 sterline su cui si potrà mettere la firma personale. Basterà per impedire l’estinzione del volto della Regina Elisabetta II, l’effigie che da quasi 70 anni campeggia su ogni banconota del regno?

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