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L’Uomo Vitruviano verso il Louvre: la trattativa segreta tra Italia e Francia | Rep

Per le celebrazioni a Parigi. Il ministero verifica la possibilità di prestare il disegno simbolo di Leonardo custodito a Venezia. In vista di uno scambio con opere di Raffaello

di Vera Mantengoli

Ha 529 anni, ma ancora oggi l’Uomo Vitruviano è corteggiatissimo. Il capolavoro di Leonardo, raffigurante l’equilibrio tra uomo, cielo e terra, potrebbe uscire dal blindatissimo caveau veneziano delle Gallerie dell’Accademia e spiccare il volo verso il Museo Louvre. L’occasione sarebbe la grande mostra che Parigi dedicherà in autunno al maestro del Rinascimento, morto proprio in Francia a 67 anni nel 1519. Questo almeno è il desiderio del Mibac, dimostrato da una riservata corrispondenza per verificare le condizioni dell’opera, resa nota da La Nuova Venezia e non smentita né dal ministro Alberto Bonisoli, né dal sottosegretario Giovanni Panebianco, attuale direttore per avocazione delle Gallerie dell’Accademia.

L’Uomo Vitruviano di Leonardo, forse il disegno più celebre del mondo. E’ conservato nel Gabinetto dei Disegni e delle Stampedelle Gallerie dell’Accademia di Venezia. Rappresenta le proporzioni ideali del corpo umano

Il capolavoro di Leonardo, risalente al 1490, sarebbe infatti il dono ideale per rilanciare i rapporti tra Francia e Italia e spianare la strada per futuri prestiti di opere d’arte, in particolare di Raffaello, che servono al nostro Paese per le esposizioni in programma nel 2020. Tuttavia il disegno, realizzato a penna e inchiostro su un foglio di carta di 24 per 34 centimetri, è custodito gelosamente a Venezia che non lo prestò nemmeno in occasione dell’Expo nel 2015. L’opera, simbolo del genio rinascimentale, conosciuta in tutto il mondo e ormai parte dell’immaginario collettivo, è delicatissima al punto che può essere esposta soltanto qualche mese ogni sei anni circa. L’ultima volta che il disegno ha visto la luce è stato nel 2013 a Venezia per Leonardo. L’Uomo Universale e la prossima sarà dal 19 aprile al 14 giugno per Leonardo. L’uomo è il modello del mondo, in entrambi i casi sempre alle Gallerie dell’Accademia.

Eppure il Mibac sta facendo il possibile per averlo. La trattativa in corso era tenuta top secret, fino a quando è spuntata una e-mail, datata lo scorso 7 marzo, tra il direttore Panebianco e i funzionari delle Gallerie in cui il sottosegretario scrive: “Ritengo che il Museo possa valutare la riapertura della questione, ai fini di un eventuale prestito dell’Uomo Vitruviano. Desidero acquisire elementi tecnici utili a tale ipotesi di prestito, con la massima urgenza”. Il Mibac ha ammesso così che, nell’ambito di ricomposizione dei rapporti con la Francia, l’Italia in effetti sta facendo un’ulteriore verifica tecnica per capire se davvero non ci sia nessuna possibilità di spostare quel Leonardo.

L’avvincente caso Leonardo risale alla scorsa legislatura. Allora, il già ministro del Mibac Dario Franceschini avvia una trattativa informale con la Francia sulla possibilità di prestarsi a vicende delle opere. L’iniziativa è stoppata quando si insedia il governo gialloverde e Laura Borgonzoni, sottosegretaria della Lega del Mibac, ritiene che non ci siano le condizioni per un equo scambio. Lo scorso ottobre infatti, alla richiesta della Francia di avere l’Uomo Vitruviano, le Gallerie dell’Accademia danno l’ok per sei disegni, ma non per il capolavoro. Anzi, per tutelarlo ancora di più, le Gallerie lo inseriscono nel fondo principale del museo, costituito da 17 opere che, per l’articolo 66 del Codice dei Beni culturali, non potrebbero uscire per legge dalla Repubblica.

La questione sembra chiusa e l’accordo destinato all’oblio. A fine 2018 tra Francia e Italia c’è un po’ di maretta e l’ultimo pensiero del governo è l’Uomo Vitruviano. Tuttavia sembra che la tensione ultimamente si sia allentata, come dimostrano le molte occasioni di incontro tra l’attuale ministro Bonisoli e il suo omologo Franck Riester al punto che l’Italia sarà ospite d’onore al Salon du Livre nel 2021. Il dialogo riprende in modo più pragmatico e disteso, tanto che più volte, sia in Italia che in Francia, Bonisoli non perde occasione di ribadire la collaborazione con i francesi. Nel crescente sodalizio potrebbe essere inserito il tentativo del Mibac di riprovarci con alcune opere desiderate di Leonardo come per esempio l’Autoritratto (custodito nella Biblioteca Reale di Torino), l’Annunciazione (Galleria degli Uffizi) e l’Uomo Vitruviano. Per ora il tentativo non ha portato i risultati sperati. Eike Schmdit, direttore degli Uffizi, ha detto che per motivi di sicurezza le opere fiorentine non potranno essere spostate.

Sembra che la corrispondenza tra Panebianco e le Gallerie sia stata mantenuta sottotono proprio perché Venezia non vedrebbe di buon occhio lo spostamento dell’opera che, invece, per il critico d’arte Vittorio Sgarbi potrebbe spiccare il volo: “Nell’ottica di uno scambio reciproco, noi diamo Leonardo e loro Raffaello, non vedo perché, dopo Venezia, l’uomo Vitruviano non potrebbe andare a Parigi. È delicata, ma ancora in buone condizioni”. Per il critico il valore economico sarebbe sui 200 milioni. A questo punto però le Gallerie dell’Accademia dovrebbero togliere momentaneamente dal fondo l’Uomo Vitruviano per rendere possibile lo spostamento. I soldi in ballo sono molti, la gloria internazionale anche, ma per adesso Venezia si tiene stretta il suo Leonardo e concede di vederlo solo a casa, alle Gallerie dell’Accademia dove dimora dal 1822.

Sorgente: L’Uomo Vitruviano verso il Louvre: la trattativa segreta tra Italia e Francia | Rep

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