Il Congresso di Verona. Da Forza nuova ai neonazi così l’ultradestra sale sul carro pro-vita | Rep

30 Marzo 2019 0 By Luna Rossa

Da Forza nuova ai neonazi, così l’ultradestra sale sul carro pro-vita

E oggi arrivano i ministri Fontana e Salvini

VERONA. Dai gradoni della curva neonazi dell’Hellas alle poltrone di velluto del Palazzo della Gran guardia. Dalle bandiere con la croce uncinata e i cori per Rudolf Hess e contro i “neghèr” ai colori pastello scelti per simboleggiare i neonati della famiglia del mulino verde. È la lunga marcia dell’estrema destra veronese: un fronte di impresentabili che, giocando di sponda con la Lega e il “colonnello” Lorenzo Fontana — il politico di riferimento, assieme al sindaco Federico Sboarina — ha posato il fèz sul Congresso delle famiglie. Ci saranno anche loro oggi alla Gran Guardia ad applaudire i due ministri più graditi: quello alla Famiglia, che gioca in casa, e Matteo Salvini, il “capitano” sovranista.

Eccoli i partiti e i gruppi neofascisti: Fortezza Europa e Forza nuova. Anche CasaPound, che pur non avendo sposato ufficialmente l’evento si è fatta viva con un messaggio diffuso su Facebook dalla costola giovanile Blocco studentesco: uno striscione nel quartiere multietnico Veronetta, “Hasta la vista antifascista”. Sotto, 8 militanti incappucciati della Mastino Gang-Parkour Division e l’avvertimento: «NON benvenuto a tutti gli antifascisti» in arrivo per protesta contro il “World congress of families”.

Verona, dunque, da culla dello squadrismo nero Anni 70 a laboratorio del fascioleghismo. Quale miglior palcoscenico di una vetrina mondiale dove, tra integralisti cattolici e oligarchi russi, patriarchi antiabortisti e crociati no-gender, c’è spazio anche per i camerati di “Old School Verona”? È il brand identitario sfoggiato da Sboarina la notte dell’elezione, 27 giugno 2017. Lo produce l’azienda di Yari Chiavenato, ultrà dell’Hellas e tra i promotori di Fortezza Europa, formazione d’ispirazione neonazista nata due anni fa da una frazione di Forza Nuova. Il nome è quello con cui la propaganda del Terzo Reich indicava l’Europa nazista. Il presidente è Emanuele Tesauro, “frontman” della rock band nazionalista Hobbit, tatuaggio con la scritta “Rsi”, che stringe mani nelle sale del congresso. Con lui Andrea Bacciga “Barzi”, anch’egli “fortezzino”, il consigliere del saluto romano alle femministe di Non una di meno.

Cosa lega i camerati di Fortezza e Fontana? Non solo la curva Sud del Bentegodi. Due anni fa — non ancora ministro, prima di scagliarsi contro la legge Mancino — Fontana partecipa a un convegno di FE sulla legittima difesa. Moderatore: Tesauro. Cerchi che si chiudono. Come il marchio “European brotherhood”, commercializzato dalla Future Company di Chiavenato e di altri 4 soci di estrema destra. In rete, i capi “European brotherhood” fanno il paio con la linea “Offence best defence”, indossata da Salvini in una foto postata il 29 luglio 2018. Segni. Dietro c’è il terreno che salda Lega ed estrema destra: proposte di legge antiabortiste, campagne antigay e antigender come quella del consigliere leghista Zelgher, la politica delle armi. I temi che hanno convinto Roberto Fiore a portare in piazza domani le sue teste rasate insieme al popolo Pro-Vita. Con l’ex terrorista nero ci sarà il delfino Luca Castellino, pure lui tra i capi della curva dell’Hellas dove la domenica si grida «Sieg Heil!».

Che ci azzecca la famiglia con violenti e pregiudicati? Non poco, stando alla “claque” neofascista di Sboarina e Fontana. La Verona nera che plaude al Congresso è la stessa della curva e la stessa che si ritrova sotto le due frecce incrociate di Fortezza Europa. C’è Umberto Formosa, segretario particolare del sindaco, un Daspo per reati da stadio; ci sono Nicola Martello e Stefano Armigliato, finito in manette nel 2003 per il blitz squadrista in uno studio tv contro Adel Smith, allora presidente dell’Unione musulmani d’Italia. Poi Francesco Gragnato, Simone Derio Sentinella e Simone De Rossi, condannato per sfruttamento della prostituzione e sistemato nella multiservizi ambientale da Andrea Miglioranzi, ex Veneto Fronte Skinhead. Quarant’anni fa Verona era l’eversione nera: Ordine nuovo, il Fronte nazionale di Franco Freda, la Rosa dei venti del generale Amos Spiazzi, la sanguinaria banda neonazista Ludwig. Oggi il braccio teso si allunga sul congresso delle famiglie. Con la benedizione della Lega.

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