Reddito e quota 100, ecco il testo del decreto

17 Gennaio 2019 0 Di ken sharo

E’ pronto il ‘decretone’ su reddito di cittadinanza e quota 100 al centro del Cdm iniziato poco fa. Al termine della riunione è prevista una conferenza stampa a cui parteciperanno il presidente del Consiglio Conte e i vice presidenti Di Maio e Salvini che ha assicurato: . “Andrà liscio, conto duri mezz’ora”. REDDITO – “Possono prevedersi anche misure non monetarie ad integrazione” del Reddito di cittadinanza (Rdc), “quali misure agevolative per l’utilizzo di trasporti pubblici, di sostegno alla casa, all’istruzione e alla tutela della salute”. E’ quanto si legge nella bozza del dl, in possesso dell’Adnkronos, che dovrebbe approdare oggi nel Cdm in programma alle 18 su reddito di cittadinanza e quota 100. E ancora. Non hanno diritto al reddito di cittadinanza “i nuclei familiari che hanno tra i componenti soggetti disoccupati a seguito di dimissioni volontarie nei dodici mesi successivi alla data delle dimissioni, fatte salve le dimissioni per giusta causa”. “Non hanno diritto al reddito di cittadinanza – viene inoltre confermato nel decreto – i soggetti che si trovano in stato detentivo, per tutta la durata della pena, nonché coloro che sono ricoverati in istituti di cura di lunga degenza o altre strutture residenziali a totale carico dello Stato o di altra amministrazione pubblica”. Il reddito di cittadinanza, che partirà da aprile, “decorre dal mese successivo a quello della richiesta” e potrà essere percepito “per un periodo continuativo non superiore ai diciotto mesi. Il Rdc può essere rinnovato, previa sospensione dell’erogazione del medesimo per un periodo di un mese prima di ciascun rinnovo. La sospensione non opera nel caso della Pensione di cittadinanza”. Confermato il tetto di 100 euro mensili per il prelievo di contanti: “Il beneficio economico è erogato attraverso la Carta Rdc”, si legge nella bozza che prevede “di effettuare prelievi di contante entro un limite mensile non superiore ad euro 100,00 per un singolo individuo”.Accettare “almeno una di tre offerte di lavoro congrue” entro i 100 km nei primi sei mesi e sopra i 250 oltre i sei per non perdere il reddito di cittadinanza. Superati i 18 mesi, per avere ancora diritto al sussidio, le offerte di lavoro dovranno essere accettate “ovunque nel territorio italiano”, almeno che non si abbiano minori o disabili nel nucleo famigliare”. Chi si trasferisce ovunque nel territorio italiano pur di avere un lavoro “continua a percepire il beneficio economico del Rdc per i successivi tre mesi dall’inizio del nuovo impiego, a titolo di compensazione per le spese di trasferimento sostenute”.

Chiunque, al fine di ottenere o mantenere il beneficio, mediante l’utilizzo o la presentazione di dichiarazioni o di documenti falsi o attestanti cose non vere, ovvero mediante l’omissione di informazioni dovute, consegue indebitamente il reddito di cittadinanza è punito con la reclusione da due a sei anni. Alla condanna in via definitiva consegue la revoca del beneficio con efficacia retroattiva”. “Il beneficiario dichiarato decaduto è tenuto alla restituzione di quanto indebitamente percepito. Il beneficio non può essere nuovamente richiesto prima che siano decorsi dieci anni dalla condanna”, conclude il testo.

Sgravi fiscali e incentivi alle imprese che assumono chi percepiva il reddito di cittadinanza. Ma a patto che l’assunzione sia “a tempo indeterminato e nei primi 24 mesi il beneficiario” non venga “licenziato senza giusta causa o giustificato motivo”.

QUOTA 100 – “I dipendenti pubblici che maturano entro il 31 dicembre 2018 i requisiti previsti, conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico dal primo luglio 2019”, si legge nella bozza del dl. “In via sperimentale, per il triennio 2019-2021, gli iscritti all’assicurazione generale obbligatoria e alle forme esclusive e sostitutive della medesima, gestite dall’Inps, nonché alla gestione separata – si legge-, possono conseguire il diritto alla pensione anticipata al raggiungimento di un’età anagrafica di almeno 62 anni e di un’anzianità contributiva minima di 38 anni”, la cosiddetta ‘pensione quota 100′ che “non è cumulabile, a far data dal primo giorno di decorrenza della pensione e fino alla maturazione dei requisiti per l’accesso alla pensione di vecchiaia con i redditi da lavoro dipendente o autonomo, ad eccezione di quelli derivanti da lavoro autonomo occasionale nel limite previsto dalle disposizioni vigenti”.
I dipendenti pubblici che maturano dal primo gennaio 2019 i requisiti previsti, si legge nella bozza, “conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi sei mesi dalla data di maturazione dei requisiti stessi” ; “la domanda di collocamento a riposo deve essere presentata all’amministrazione di appartenenza con un preavviso di sei mesi”. Ai fini del conseguimento della ‘pensione quota 100’ per il personale del comparto scuola ed Afam, si legge nella bozza dl, “si applicano le disposizioni di cui all’articolo 59, comma 9, della legge 27 dicembre 1997, n. 449. In sede di prima applicazione, entro il 28 febbraio 2019, il relativo personale a tempo indeterminato può presentare domanda di cessazione dal servizio con effetti dall’inizio rispettivamente dell’anno scolastico o accademico. Sono fatte salve le disposizioni che prevedono requisiti più favorevoli in materia di accesso al pensionamento”.

Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto sono nominati i Presidenti di Inps e Inail“, si legge ancora nella bozza del dl. Il Cda di Inps e Inail è ripristinato nelle funzioni ed è composto dal Presidente e da quattro componenti. Gli emolumenti omnicomprensivi di presidente e componente del Cda di Inps e Inail “sono definiti con Decreto del Ministro del Lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze”. Il costo complessivo degli emolumenti e degli oneri riflessi “è compensato con una riduzione di pari importo delle spese di funzionamento degli Enti”.

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