La vergogna di Libero, anche lo sponsor dice no-democratica.com

24 Gennaio 2019 0 Di ken sharo

Ho scritto al principale sponsor di Libero, Ristora. Bene che l’azienda abbia fatto sapere di aver deciso di ritirare la pubblicità dal giornaleFeltri colpisce ancora. E quella vergogna camuffata da giornale che lui dirige ha aperto l’edizione di oggi con il titolo “Calano fatturato e Pil ma aumentano i gay”. E come occhiello? “C’è poco da stare allegri”. Certo, nel testo, Filippo Facci, firma di punta del giornale, spiega che non c’è nessuna correlazione tra i vari dati riportati, che si voleva semplicemente fornire una fotografia dell’Italia di oggi.Lo spunto iniziale è la riproposizione al contrario del film con Marco Giallini dove tre disperati si ritrovano catapultati dal 2019 al 1982. Qui si cerca di immaginare la situazione contraria, cioè un passaggio dei tre dal 1982 al 2019. La situazione che si troverebbero di fronte viene riassunta in un ulteriore occhiello nelle due pagine interne, dove l’articolo prosegue dalla prima: “Stagnazione e ambiguità sessuale: la foto di un’Italia che cambia e che resta uguale”.Si cita il Pil in calo, il basso numero di fatture elettroniche, riportando i dati dell’Associazione dei Commercialisti, con molti soggetti economici ancora non attrezzati per rispettare gli adempimenti di legge, e, infine, gli ultimi dati dell’Office for National Statistics sulle persone che fanno coming out nel Regno Unito, aggiungendo a questi i dati del sondaggio Ipsos sulla sessualità e quelli dell’Istat sul numero di persone lgbt in Italia.Una sommatoria di cose a caso, avvicinate l’una all’altra con la scusa di restituire una fotografia dell’Italia del nostro tempo. La correlazione nel testo non viene esplicitata, ma si gioca chiaramente sul non detto per vedere l’effetto che fa.Verrebbe da pensare all’innesco di una sorta di “effetto farfalla” – assurdo – della serie: un coming out in UK porterebbe a una fattura elettronica mancata in Italia con annessa decrescita del Pil. Fa persino girare la testa tutto questo. Questo modo di fare informazione è vergognoso. Si lanciano messaggi sbagliati, falsi, si gioca sulle paure e sulle insicurezze, si restituisce una sorta di ritratto apocalittico (secondo l’avviso di Libero) del nostro tempo. Questo è il modus operandi che contraddistingue la politica di Salvini, della Lega, del Movimento 5 Stelle, dei populisti in genere. Quella di Libero è sempre una linea tra il provocatorio e l’oltraggioso che dobbiamo continuare a “denunciare”.Oggi ho fatto un passo in più. Un piccolo gesto che vi invito a seguire. Ho scritto al principale sponsor di Libero, Ristora. Ho mandato una mail per chiedere alla società di dissociarsi immediatamente dal vergognoso titolo del giorno e di valutare se continuare la sponsorizzazione di una testata che semina odio e istiga alla discriminazione. E sono davvero contento che, immediatamente, l’azienda abbia fatto sapere di aver deciso di ritirare la pubblicità da Libero.La responsabilità sociale delle imprese, una delle questioni su cui mi batto come parlamentare europeo, è questo: il dovere, per le aziende, di prendere posizione, di dire a quale clientela intendono rivolgersi e che modello economico hanno in mente.Ho scritto per la mia personale dignità, oltre che come co presidente dell’Integruppo per i diritti lgbti al Parlamento europeo, per la dignità delle persone lgbt e di tutte le minoranze colpite ripetutamente, senza motivo, da Libero. Quel giornale, non abbiamo dubbi, continuerà a divulgare i suoi vergognosi messaggi, ma da oggi dovrà farlo con uno sponsor in meno.

Sorgente: La vergogna di Libero, anche lo sponsor dice no

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