I commissari di Bankitalia per Etruria sono indagati per abuso d’ufficio – La Stampa

16 Gennaio 2019 0 Di luna_rossa

Alla procura di Arezzo un fascicolo sulla vendita delle sofferenze dell’istituto prima della risoluzione. Un’operazione da poche decine di milioni che ha condizionato a lungo le banche italiane.

I commissari di Banca Etruria, nominati da Banca d’Italia nel febbraio del 2015 e rimasti in carica fino alla risoluzione del novembre successivo, sono indagati dalla procura di Arezzo per abuso d’ufficio.

La vicenda è quella relativa alla vendita di un pacchetto di sofferenze dell’istituto, realizzata dai commissari a ridosso della risoluzione. Un pacchetto di crediti del valore nominale di 301,7 milioni di euro venne venduto per 49,2 milioni , ovvero circa il 17% del nominale. Su quella cessione Etruria realizzò anche una piccola plusvalenza, circa un milione di euro.

Gli effetti della vendita sul sistema

Ma quella singola operazione, sulla quale la procura aretina sembra adesso intenzionata a far luce, occupa un posto particolare nelle vicende bancarie italiane degli ultimi anni e in qualche misura proietta la sua ombra anche oggi. Su quella base infatti la Commissione europea stabilì il prezzo delle sofferenze di tutte e quattro le banche trasformate in «bad bank».

Da lì iniziò la pressione sul sistema bancario italiano per lo stock di crediti deteriorati presenti nei bilanci delle banche e la necessità di maggiori svalutazioni

E da lì iniziò la pressione sul sistema bancario italiano per lo stock di crediti deteriorati presenti nei bilanci delle banche e la necessità di maggiori svalutazioni rispetto a quelle, in molti casi fin troppo esigue, realizzate fino ad allora. Una «attenzione» che, come dimostra la giornata di ieri dei titoli bancari in Borsa, continua a distanza di quattro anni e nonostante le ingenti svalutazioni realizzate in questi anni.

Il pacchetto di crediti venne acquisito da Credito Fondiario, società specializzata che è adesso controllata dal fondo Elliot. Il contratto di cessione venne chiuso il 16 novembre del 2015 e approvato da Bankitalia. Qualche giorno dopo, il 22 novembre, un decreto del governo Renzi stabilì la risoluzione per Etruria e per altre tre banche commissariate: Banca Marche, Carife e CariChieti.

L’ipotesi della procura

Il fascicolo di Arezzo è stato aperto nel 2018, a quasi due anni e mezzo dai fatti. Mentre precedenti accertamenti della Guardia finanza sulla stessa cessione erano stati inviati alla procura di Roma, insieme ad una serie di esposti arrivati ad Arezzo sull’attività di Bankitalia su Etruria prima e durante il commissariamento e fino alla risoluzione. Nell’ottobre scorso il gip di Arezzo ha autorizzato la proroga delle indagini per altri sei mesi.

«Violato il dovere d’imparzialità tenuto conto delle offerte o disponibilità avanzate da terzi»

Nell’inchiesta di Arezzo l’ipotesi di reato come detto è l’abuso d’ufficio, perché secondo quanto riportato nella richiesta di proroga delle indagini la vendita sarebbe avvenuta «a prezzi, condizioni contrattuali e in tempi tali da violare quanto disposto» dall’articolo del testo unico bancario che regola i compiti dei commissari. Nonché la violazione da parte dei commissari – Riccardo Sora e Antonio Pironti – dell’articolo 97 della Costituzione circa il dovere d’imparzialità tenuto conto delle offerte o disponibilità avanzate da terzi».

La lunga trattativa

Secondo quanto ricostruito da La Stampa, per la cessione venne seguita una procedura di gara e l’unica offerta ricevuta dai commissari per il pacchetto di sofferenze arrivò dal fondo Algebris di Davide Serra, all’epoca considerato molto vicino all’allora premier Matteo Renzi.

Per la cessione venne seguita una procedura di gara e l’unica offerta ricevuta dai commissari per il pacchetto di sofferenze arrivò dal fondo Algebris di Davide Serra

Lo stesso fondo che a febbraio del 2015, subito dopo il commissariamento, aveva presentato un’offerta complessiva – anche a Bankitalia – per la banca, con un piano complessivo per acquisire direttamente tutte le sofferenze e impegnarsi per una ricapitalizzazione da 400 milioni da parte di altri investitori da individuare. E che trattò con i commissari per acquisire pacchetti di sofferenze criticando aspramente la decisione di vendere a Credito Fondiario, sostenendo di aver presentato una offerta complessivamente migliore o di essere comunque disposto a offrire di più.

Sorgente: I commissari di Bankitalia per Etruria sono indagati per abuso d’ufficio – La Stampa

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