ATTENTATO A STRASBURGO/ La firma è dell’Isis, ma il terrore ha già cambiato volto

12 Dicembre 2018 0 Di luna_rossa

Ieri un uomo, tuttora ricercato dalla polizia, ha sparato nel mercatino di Natale di Strasburgo uccidendo 4 persone e ferendone 11

di Massimo Introvigne

Dopo un pomeriggio passato a commentare le dichiarazioni di Salvini su Hezbollah come organizzazione terrorista – forse una “voce dal sen fuggita”, non un cambio di strategia nella politica estera italiana – il terrorismo si è manifestato a Strasburgo. Nel momento in cui scrivo non si sa ancora chi siano i terroristi, ma si sa che sono terroristi. Di solito gli attacchi “natalizi” sono una specialità dell’Isis, ma se ne saprà di più nelle prossime ore.

L’attentato mostra che il terrorismo è tra noi, e nello stesso tempo che si tratta di una categoria difficile e sfuggente. Sappiamo quali atti costituiscono terrorismo: violenza sulle persone o sulle cose (anche far saltare un edificio senza nessuno dentro e terrorismo). Ma è più difficile stabilire quali organizzazioni possono essere definite terroriste. È diventato di moda per i ministri degli Interni del mondo intero affermare dopo gli attentati che non c’è dietro nessuna organizzazione e che si tratta di “lupi solitari” o “squilibrati”. Forse lo si dirà anche a Strasburgo. Ma ci sono raramente lupi davvero solitari e anche i veri squilibrati hanno veri manovratori e suggeritori. Dietro il cosiddetto lupo solitario, pazzoide quasi per definizione, c’è spesso un’organizzazione che recluta e incita, almeno via Internet.

Ma che cosa fa di un’organizzazione un gruppo terrorista? Qui le cose si fanno più ingarbugliate. Le dichiarazioni di Salvini su Hezbollah possono essere state estemporanee, anche se – come ha rilevato lo stesso ministero della Difesa – aumentano i rischi per i nostri militari in Libano. Salvini non è peraltro da solo. Gli Stati Uniti hanno rimosso Hezbollah dalla lista dei gruppi che costituiscono una “minaccia terroristica attiva” ma, contrariamente a quanto si può leggere su qualche tabella di Wikipedia, continuano a considerare il gruppo libanese come intrinsecamente terrorista. Lo stesso fanno Francia, Canada, Olanda e naturalmente Israele. Gli Stati Uniti e Israele però non sono mai riusciti a convincere l’Unione Europea, né l’Italia, a elencare Hezbollah fra i gruppi riconosciuti come terroristi, anche se molti Stati distinguono fra l’organizzazione politica, con cui mantengono un dialogo, e le milizie, ai cui dirigenti sono rifiutati visti per entrare nei rispettivi Paesi.

Ognuno ha le sue opinioni. Chi sta con Assad e con i suoi padrini russi ovviamente non considera Hezbollah, decisiva sul piano militare per mantenere il presidente siriano al potere, un gruppo terrorista ma una componente legittima dell’esercito libanese alleato della Siria. Gli Stati Uniti, che preferiscono chiunque ad Assad, fondamentalisti islamici compresi, ritengono gli Hezbollah terroristi non nonostante il riconoscimento dei governi siriano e libanese ma precisamente perché sostengono la Siria e ne sono in cambio riconosciuti e sostenuti.

Qui, precisamente, sta il problema. Le liste di organizzazioni terroriste ormai non significano più nulla, o hanno un mero significato politico. Ogni Paese ha le sue. I gruppi ucraini che sono terroristi per gli Stati Uniti sono eroi per la Russia. Quelli che sono eroi per gli Stati Uniti sono terroristi per la Russia. E così via, in tutte le aree di tensione del mondo. La curiosa coincidenza del caso Salvini-Hezbollah e dell’attentato di Strasburgo ci dice forse che è tempo di concentrarsi sugli atti di terrorismo, piuttosto che continuare le diatribe politiche sulle organizzazioni.

Sorgente: ATTENTATO A STRASBURGO/ La firma è dell’Isis, ma il terrore ha già cambiato volto

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