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“Per fare danni basta poco tempo, ma per rimediare poi servono anni” – La Stampa

Il vicepresidente Ue Valdis Dombrovskis: l’aumento dello spread avrà effetti negativi su investimenti e fiducia

«Da esperienze precedenti, abbiamo visto che i danni all’economia possono essere fatti rapidamente. Ma poi ci vogliono anni per ripararli». In un colloquio con La Stampa, Valdis Dombrovskis lancia l’ultimo avvertimento al governo italiano. Mette in guardia dalle conseguenze che possono derivare da determinate scelte di politica economica: ciò che state decidendo oggi – è il senso del suo ragionamento – potrebbe costare molto caro domani. E anche dopodomani. Dombrovskis non si nasconde, ammette che l’Ue «sta valutando» l’apertura di una procedura per debito: un tunnel che imporrebbe una serie di misure correttive a Roma e legherebbe le mani ai governi italiani per i prossimi anni.

Solo il governo può evitarla. Entro martedì il Tesoro deve inviare a Bruxelles un nuovo progetto di bilancio, dopo la bocciatura del precedente. La Commissione chiede di rivedere la composizione della Finanziaria e di ridurre il deficit, che rischia di essere molto più alto di quello stimato dal governo: il 2,4% scritto nella nota di aggiornamento al Def potrebbe infatti salire fino al 2,9%. Ma il ministro Giovanni Tria difende la Manovra del Popolo, dice che il rispetto delle regole Ue equivarrebbe «a un suicidio» e bolla come una «défaillance tecnica» le stime di Bruxelles. «Gli slogan – scandisce il vicepresidente della Commissione – non possono cancellare la realtà economica».

 

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Il costo del debito

Tra il 2009 e il 2014 Dombrovskis è stato premier della Lettonia. Esponente dei popolari, negli ultimi mesi si è tenuto alla larga dalle valutazioni squisitamente politiche sull’Italia e sulla nuova maggioranza. È rimasto un passo indietro rispetto al collega Pierre Moscovici, che invece si è spesso gettato nell’arena per criticare soprattutto la Lega di Matteo Salvini, principale alleato di Marine Le Pen. Ma, una volta esaminata la manovra, anche Dombrovskis ha iniziato a cambiare toni e linguaggio. Il 23 ottobre, presentando l’opinione negativa sul progetto di bilancio, si era spinto a fare un paragone piuttosto significativo. Aveva sottolineato che l’Italia spende in interessi per il debito la stessa cifra che destina all’istruzione: 65 miliardi di euro l’anno. Oggi torna su quel punto e avverte che la spesa per interessi è destinata a crescere: «I tassi sono aumentati considerevolmente. L’Italia paga da 1 a 1,5 punti percentuali in più sul debito rispetto a un anno fa. E questo significa meno soldi per servizi pubblici come istruzione, spesa sociale o sicurezza». La Commissione stima che il tasso medio sui titoli decennali italiani sarà del 3,7% nel 2019 (il governo si aspetta il 3,3%).

La Commissione stima che il tasso medio sui titoli decennali italiani sarà del 3,7% nel 2019

L’aumento dello spread ha anche ulteriori effetti collaterali. Dombrovskis, che ha la delega all’Euro e ai servizi finanziari, è particolarmente preoccupato per le possibili ricadute. «L’aumento dei tassi – continua – sta avendo un effetto negativo sull’economia reale. L’accesso ai costi di finanziamento sta aumentando, sia per le imprese che per le famiglie. Con un potenziale impatto negativo sugli investimenti e sulla fiducia». Per questo, sostiene, «è innanzitutto nell’interesse dell’Italia continuare a ridurre il deficit e il debito». Ma il governo, secondo la Commissione, sta andando in una direzione contraria. «Purtroppo le nostre previsioni mostrano che l’attuale strategia di bilancio porterà un effetto opposto – spiega l’ex premier -, con un sostanziale aumento del deficit e un debito che rimane a un livello molto alto, attorno al 131% del Pil».

 

La zavorra tricolore

Giuseppe Conte non è d’accordo. Da presidente del Consiglio dice che «il deficit diminuirà con la crescita e questo ci permetterà di far diminuire il rapporto debito/Pil». Da Avvocato del Popolo ritiene che «l’Italia contribuirà alla crescita di tutto il continente». Per Dombrovskis, però, si tratta di «stime ottimistiche». La realtà, ai suoi occhi, è molto differente: le strategie del governo «stanno rallentando ulteriormente l’economia italiana». E i dati non lasciano molto spazio alle interpretazioni: «Nel 2018 l’Italia sarà il Paese con la crescita più lenta di tutta l’Ue, con un’espansione all’1,1%». Altro che effetto traino.

 

Sostegno dell’Eurogruppo

Si tratta di concetti che il vicepresidente della Commissione ha ripetuto anche ieri a Helsinki. Al termine di un incontro con il ministro finlandese delle Finanze, Petteri Orpo, le domande dei giornalisti si sono concentrate su un unico argomento: l’Italia. Dombrovskis ha spiegato di essere in attesa della risposta del governo italiano, «dopodiché agiremo di conseguenza». Ma, «parallelamente», l’esecutivo Ue sta già preparando le prossime mosse: «Stiamo valutando se c’è la necessità di aprire una procedura per debito». Al suo fianco, il ministro Orpo ha spiegato che «la Commissione ha il pieno supporto del governo finlandese» e che «nell’ultimo Eurogruppo è emerso un forte sostegno, unanime, da parte dei ministri dell’Eurozona».

Sorgente: “Per fare danni basta poco tempo, ma per rimediare poi servono anni” – La Stampa

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