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Mosaico di Pace – Note di Pace: dialoghi con Agnese

Intervista di Laura Tussi, Fabrizio Cracolici, Alessandro Marescotti – PeaceLink con Agnese Ginocchio, la Joan Baez italiana
6 novembre 2018 – Laura Tussi

La pace passa dal quaderno pentagrammato. In dialogo con Agnese Ginocchio, cantautrice di musica per la pace

Mosaico di Pace – Note di Pace: dialoghi con Agnese

Intervista di Laura Tussi, Fabrizio Cracolici, Alessandro Marescotti – PeaceLink con Agnese Ginocchio, la Joan Baez italiana

Agnese Ginocchio, Angelo di Pace

1) La politica musicale di Agnese Ginocchio crea anche nuove comunità culturali e creative con centinaia di persone a sostegno di progetti compositivi davvero alternativi: hai rotto con il pensiero unico della produzione musicale in Italia. Agnese ha preso nettamente le distanze da mercati e case discografiche, per comporre in modo indipendente. Come si delinea questa scelta etica e artistica?

( Risposta 1 ) Innanzitutto un ringraziamento agli autorevoli professori impegnati della Rete di Pace: PeaceLink e Anpi, Laura Tussi, Fabrizio Cracolici e Alessandro Marescotti, per avermi dedicato questo articolo. Cercherò di rispondere e di dare il mio piccolo contributo a sostegno di questa grande causa che ci accomuna tutti: la Pace.

La mia musica (mi reputo solamente “una voce, uno strumento” che si sforza di “cantare per la Pace”) che ha iniziato la sua metamorfosi dopo l’11 Settembre del 2001 per poi trasformarsi in musica impegnata dopo il 15 Febbraio 2003 quando cioè in Italia e nel mondo si svolse la più imponente manifestazione pacifista contro la guerra in Iraq, ha l’obiettivo di “svegliare le coscienze” in particolare dei giovani e di chi ascolta. Non si tratta della solita musica, sono i contenuti che cambiano notevolmente. Attraverso questo strumento cerco di affrontare tematiche sociali “scomode” per chi preferisce vivere una vita di routine, interrogano le coscienze di ciascuno, invocando il cambiamento di rotta e domandando: “Qual è la tua parte?” Con il tempo per essere veramente credibile al mio ideale di Pace, mi sono resa conto che per essere autentici e veri non si possono servire due padroni, non si possono pertanto stringere i cosiddetti “patti con il diavolo”. Sono stata sempre una libera pensatrice, una ribelle non allineata al sistema; poi, avendo a suo tempo frequentato ambienti artistici e musicali, da vicino mi sono resa conto di quanto sia difficile far veicolare un certo tipo di messaggi dai forti contenuti. Gli ambienti di produzione musicale mirano solo a produrre e poi quando non sei più in grado di farlo, ti chiudono le porte senza pensarci due volte. Una sorte alla “usa e getta”, dove sei trattato come oggetto e non più come essere umano. Se dipendesse da me, l’intero sistema di produzione musicale andrebbe completamente rifatto. E siccome in questo momento domina il dio denaro, preferisco prenderne le distanze.

Non è per me.

Preferisco essere voce libera, libera pensatrice che canta nel nome della Pace ciò che sente e che vede formandosi alla “scuola di strada” a contatto con la comunità, i suoi problemi e le emergenze, da cui impara la migliore lezione della vita che incontra lungo il suo cammino impegnato. Questa scelta di principio etico ed artistico infine, credo sia una scelta ancora in fase di definizione, appartenente a una nuova corrente che nasce e si ispira dal Movimento per la Pace del III Millennio. Probabilmente sono la madre di questa nuova corrente. Ai posteri l’arduo compito di scoprirla e di studiarla sui banchi di scuola.

2) Comporre dischi di livello e spessore non è scontato e automatico, ma significa avere ancora argomenti da proporre dopo anni di impegno musicale e artistico. Come vivi la tua scelta?

(Risposta 2) Si, è difficilissimo perché innanzitutto devi essere sveglio, sempre attento, mai lasciarti distrarre dalle tendenze di passaggio, devi essere in grado di captare le voci inascoltate nel caos di questo mondo in balia alla deriva morale, devi essere in grado di comprendere l’ emergenza del momento, farla tua e da qui trovare l’ispirazione per lanciare un nuovo messaggio in musica finalizzato allo scuotimento dei dormienti. Di argomenti da proporre ce ne sono tantissimi. Basta documentarsi ed essere aggiornati, avere una visione oltre che locale, anche globale sulle vicende che ci circondano e da qui partire per una “missione” musicale, giacché credo che questo tipo di musica è nel contempo “missione e azione”. Io miro a colpire non le masse (quelle non le vedrete mai da queste parti perché le masse corrono dietro idoli passeggeri ), ma i cuori e le menti scuotendole alle azioni.

3) Molte tue canzoni recuperano i valori e l’etica della Resistenza Partigiana Antifascista, che era stata recepita nel dopoguerra, a livello letterario, da personaggi straordinari, tra cui Calvino, Fenoglio, Pavese e molti altri, nei più svariati campi artistici: un grande fenomeno di letteratura, cinematografia e arte. Poi è subentrato un vuoto politico e istituzionale, ma proprio da questo baratro artistico è emerso un nuovo attuale movimento culturale sulla Resistenza. Come ti poni rispetto a questi temi?

(Risposta 3) La Resistenza Partigiana Antifascista con i suoi gloriosi padri che per noi tutti rappresentano dei veri e propri modelli da studiare ed imitare (se oggi fossero vivi andrebbero nei palazzi del potere e caccerebbero via, come già fece un altro grande profeta di nonviolenza “Cristo”, tutti i mercanti dal tempio sacro…), è uno degli argomenti più affascinanti ai quali intendo ispirarmi. In realtà, quando penso a loro avverto dentro di me, una forte emozione e una grande forza perché penso di non essere sola in questo percorso, ma che ci sono stati tanti che anni or sono, mossi da forti ideali di libertà e di verità, si diedero da fare per l’affermazione della Pace, anche a costo di dare la loro vita per questo.

In realtà noi oggi camminiamo sulle strade della resistenza, bagnate dal sangue innocente e martire dei nostri gloriosi padri. Dovremmo solo fermarci a riflettere, a portare rispetto, a commemorare, a issare Monumenti di memoria…Proprio a questo modello cui l’attuale politica dovrebbe ispirarsi per uscire dal baratro del qualunquismo e della pochezza di ideali con cui è stata capace di condizionare anche quella gran parte di popolo che a sua volta vive senza ideale e senza essere culturalmente e socialmente impegnata in cause importanti. Così assistiamo in diretta al degrado materiale e sociale. Quello materiale che si manifesta attraverso tutte quelle forme di violenze ambientali inferte contro la nostra Madre Terra ed il pianeta in cui viviamo. Queste altro non sono che la netta conseguenza del degrado morale, risultato dell’assenza dei valori fondanti e dei veri ideali a cui ispirarsi, in cui l’uomo è miseramente caduto. Questa piaga se non viene fermata con gli anticorpi necessari per bloccare la metastasi sociale, porterà solo alla paralisi e al declino totale. Per questo bisogna rilanciare con forza gli ideali che hanno mosso tutti i nostri Padri della Resistenza, che hanno scritto la storia.

Agnese Ginocchio e la musica per la Pace

4) Potresti raccontare la tua lunga esperienza di collaborazione con il noto padre comboniano Alex Zanotelli? che ora sta portando avanti la Campagna “Siamo tutti Premi Nobel per la Pace con ICAN”, rete internazionale per il disarmo nucleare e con padre Raffaele Nogaro vescovo emerito e tanti altri?

(Risposta 4) Con Padre Alex e i missionari comboniani, sono tantissime le iniziative con cui ho condiviso il mio percorso di Pace: ai tempi del lancio della campagna “Pace da tutti i balconi”, alle iniziative di protesta contro la Bossi – Fini, legge Turco – Napolitano, alla campagna per i referendum a sostegno dell’acqua pubblica e del “No” al nucleare. Ci siamo visti di recente a Roma in Piazza San Pietro e a Montecitorio, proprio durante il lancio dell’ultima mobilitazione denominata “Digiuno di Giustizia” per protestare contro le politiche disumane che stanno facendo scivolare il nostro Paese in una sorta di disumanizzazione e di pochezza di valori. Ho aderito a questa importante iniziativa, al cui appello tra i diversi firmatari spiccava la firma dell’autorevole padre vescovo emerito di Caserta Raffaele Nogaro, una voce autorevole della nostra terra da sempre accanto agli ultimi e schierato contro le mafie, il sistema di potere e l’ingiustizia, consapevole che non può esserci Pace senza applicare il valore dell’accoglienza e della Solidarietà, che sono i principali pilastri sui quali poggiare il nostro percorso. Se la politica non cambia rotta adottando linguaggi e scelte di Pace, non è politica ma solo abuso di potere. In ultimo la campagna “Siamo tutti Premi Nobel per la Pace con ICAN”, a sostegno di una politica per il disarmo unilaterale e totale e la promozione di un programma nonviolento, alla quale tutti noi impegnati nella rete di Pace, abbiamo il dovere di far conoscere e promuovere nelle scuole e invitando gli Enti locali ad aderirvi.

5) Con la Campagna “Siamo tutti Premi Nobel per la Pace” con ICAN – Campagna Internazionale per l’abolizione degli ordigni nucleari, realtà internazionale che è stata insignita a Oslo del Premio Nobel per la Pace 2017, per il disarmo nucleare universale, di cui tutti noi facciamo parte da molti anni con varie associazioni italiane, accreditate con ICAN, tra cui PeaceLink e i Disarmisti Esigenti, vorremmo coinvolgere sempre maggiori persone, associazioni, istituzioni, gruppi e movimenti sui temi del disarmo nucleare, del pacifismo e della nonviolenza. Puoi, da questa intervista e con queste importanti premesse, lanciare un tuo messaggio per tutti coloro che vogliono ancora credere e impegnarsi attivamente per un mondo di pace?…per non dimenticare.

(Risposta 5): Ogni giorno, a conclusione delle mie riflessioni e dei miei interventi in lungo e in largo, termino con questa frase: “La Pace è l’unica strada alla follia dell’odio che genera guerra”.

La guerra si combatte con le armi. L’origine di tutti i mali sono proprio questi ordigni di morte. Quando le persone, di fronte alle immagini belliche che provengono dalla Siria, dalla Palestina e da più parti del mondo dove sono in corso conflitti, inorridiscono e si domandano il perché non viene fermata la guerra, io rispondo semplicemente questo: la guerra è invenzione delle lobby armate. Sulla produzione di armi investono i loro soldi. Basta impedire questa produzione e le guerre cesseranno immediatamente di esistere. Ci riusciremo? Non basta indignarsi e provare orrore. Bisogna agire, scendere in campo e metterci la faccia. Una valida azione è proprio questa campagna promossa da Padre Zanotelli, Disarmisti esigenti e PeaceLink, alla quale anche il Movimento per la Pace della mia provincia di cui sono portavoce, aderisce. “Il cambiamento è possibile, basta crederci, ma bisogna lavorare intensamente e sensibilizzare le coscienze partendo da quei luoghi dove si fa informazione, istruzione, cultura e politica, per raggiungere quest’obiettivo. Insieme possiamo farcela a dare un calcio e cambiare le sorti di questo mondo”. E’ un grande segnale dei tempi che l’intera rete di Pace aderente ad ICAN (Campagna Internazionale a sostegno del disarmo nucleare) abbia ottenuto questo grande riconoscimento: il Premio Nobel per la Pace , un segnale che chiama ciascuno, in particolare la politica a riflettere e a convergere le proprie scelte in politiche di Pace.

6) Potresti attribuire un giudizio e dare una spiegazione sulle motivazioni dell’involuzione psicologica del ceto politico e sul conseguente livello di degrado anche culturale dell’attuale classe dirigente?

(Risposta 6) Carissimi Laura, Fabrizio e Alessandro, tutto quello a cui stiamo assistendo altro non è che il risultato di una scarsa conoscenza storica. Abbiamo dimenticato con troppa facilità quanto accaduto in passato. Siamo governati da una politica senza memoria e senza ideali, che sta trascinando una parte del popolo (da cui mi dissocio) nell’ignoranza e in un degrado culturale mai visto prima d’ora. Cosi si assistono o capita spesso di leggere commenti di persone che ci reputano sapienti inveendo contro chi si permette di obiettare e che non sanno neanche esprimersi o scrivere bene. Insomma, dai contenuti e dalle forme, ci rendiamo conto che il popolo è sceso davvero in basso. Il popolo vota il proprio governo. Credo che se non si interviene con una massiccia opera di istruzione e di ritorno allo studio, in particolare della storia, partendo proprio da quei luoghi che hanno segnato la storia della Resistenza partigiana della guerra di liberazione, sia davvero molto difficile venirne fuori e recuperare la propria identità. Pertanto credo che questo modello di istruzione e di educazione vada proposto alle scuole, perché è sui giovani che dobbiamo investire in cultura e in formazione. Senza conoscenza per la memoria storica, avremo un popolo ignorante totalmente allo sbando che si lascia affascinare dal primo sbandieratore di passaggio. Ahimè, ci siamo già dentro. Occorre urgentemente cambiare rotta.

7) L’Istituzione Scuola dovrebbe avere una missione formativa, ma soprattutto informativa, inerente i processi di coscientizzazione e conoscenza del presente, dei conflitti contemporanei, delle cosiddette “guerre umanitarie” sdoganate per “missioni di pace”, in contrasto con l’articolo 11 della Costituzione. Quali strumenti dare ai giovani per comprendere il presente, tramite scelte scolastiche orientate a comprendere la Storia, come strumento di lettura dell’attualità, oltre le prevaricazioni neofasciste dei revisionismi e dei negazionismi?

(Risposta 7) L’Istituzione Scuola è fondamentale per la formazione del discente. Per questo motivo reputo che bisognerebbe nuovamente introdurre l’ora di educazione civica, ormai abolita con le nuove riforme. A mio avviso l’attuale Ministero dell’Istruzione dovrebbe attivarsi nell’opera di ripristino. La Scuola è il primo Organo istituzionale a cui viene affidato il compito di istruire ed indicare le linee guida al discente erede del futuro. Pertanto l’Istituzione scolastica non deve limitarsi solo alla semplice lezione dell’ imparare a leggere e a scrivere, ma andare oltre e spingersi insistendo maggiormente nell’opera di formazione e di educazione dei giovani e di educare i giovani alla coscienza critica e alla responsabilità. Come strumenti e linee guida per la coscientizzazione e la conoscenza del presente, come già ribadito, è necessario ripartire dai percorsi della memoria storica, leggere e approfondire i testi della Resistenza, visitare i luoghi della memoria, attingere ai testi di educazione e storia della Pace, leggere gli articoli della Costituzione e della Carta Universale dei Diritti Umani, nostri DNA in cui è stata scritta la storia della liberazione. Bisogna avere una visione chiara e non confusa. L’articolo 11 parla chiaro: L’Italia “RIPUDIA” la guerra, non la giustifica, né l’ appoggia votando a sostegno delle cosiddette “missioni di pace”, che invece sono solo “missioni di guerra”. La Pace é “ripudio” di ogni forma di violenza armata, percorrendo l’unica strada opposta e cioè quella del disarmo e della Nonviolenza. Poi bisogna conoscere gli orrori perpetrati dal nazifascismo, leggendo i testi e le testimonianze dei sopravvissuti, visitando i luoghi della memoria si può ottenere un buon risultato, scongiurando i nuovi fascismi frutto di pochezza culturale e della scarsa conoscenza della memoria passata, che stanno emergendo in questi ultimi anni. Un popolo senza memoria, che evoca a pericolose apologie, che hanno solo causato morte e distruzione, è un popolo già sconfitto in partenza. L’antidoto a tutto ciò è la conoscenza e lo studio della storia.

8) Su quali presupposti basare il cambiamento della società, a partire dall’attuazione autentica della Costituzione, troppo spesso travisata?

(Risposta 8) Io credo che la società potrà cambiare quando affermeremo il valore dell’umanità, del “Restare umani” (parafrasando il grande Vik – Vittorio Arrigoni), della convivenza civile e della Solidarietà, dell’amare e rispettare il prossimo come se stessi e del non fare agli altri ciò che non si vuole venga fatto a noi. Su questi parametri si fonda il cambiamento della società, partendo da se stessi. L’attuazione autentica della Costituzione si realizzerà solo quando verranno adottate politiche di Pace, di Nonviolenza e di accoglienza. Non ci sono altre strade. Senza perderci in chiacchiere. I politici che fanno finta di non vedere e di non sentire, si aggiornino e prestino attenzione a questi argomenti altrimenti sarà l’ennesima delusione che porterà la nostra nazione (il nostro mondo) al declino totale.

9) Latouche con il pensiero della “decrescita felice” apre orizzonti a un sistema basato sull’ecosostenibilità, sull’utilizzo delle energie alternative, contro le lobby del nucleare, dell’acciaio e delle armi, aprendo a prospettive di “conversione ecologica”, per citare Alex Langer. Qual è il tuo contributo a questo pensiero?

(Risposta 9) Nella “decrescita felice” anticipata a suo tempo dal grande Alexander Langer, profeta non capito e poi ripresa da tante autorevoli voci ambientaliste, economisti, filosofi ed esponenti della Chiesa fra cui Al Gore ( Premio Nobel per la Pace 2007), Papa Francesco e a seguire Latouche, che si fonda su un modello di ecosostenibilità, con l’uso di energie alternative non inquinanti e non aggressive per il nostro Pianeta, credo sia la soluzione decisiva per uscire dalla crisi globale che è in atto. La difesa del diritto alla vita venga anteposta in ogni programma politico e sostituita al dio profitto. Il mio personale contributo in musica poi, lo spiego attraverso il brano “Salviamo la Terra” (come tutti i brani si può ascoltare completo di video sul mio canale youtube, in questo video vengono elencati una serie di disastri provocati dagli abusi dell’uomo); poi aiutare a combattere l’inquinamento scongiurando la costruzione di impianti a combustione che immettono nell’aria diossine che generano le nanoparticelle, ossia quei veleni mortali che rappresentano il fattore scatenante dei tumori che uccidono l’uomo; poi cerchiamo di usare il meno possibile le auto, perché anche queste immettono diossine e gas serra nell’aria e di promuovere uno stile di vita più equo e sostenibile, come quello di andare in giro a piedi o con la bici, perché fa bene anche alla salute, di evitare cibi troppo ricchi la cui provenienza spesso è il risultato di sfruttamento da allevamenti intensivi, ed infine, per le nostre belle e amate comunità, piantiamo Alberi, perché gli Alberi ci donano l’elemento principale per vivere: l’ossigeno, e ci preservano da tante calamità. Aiutiamo la nostra Madre Terra a recuperare il suo equilibrio, per poter vivere in Pace. Non potrà esserci Pace infatti, se non rispetteremo il Creato con tutte le creature che lo abitano, come rispettiamo ed amiamo noi stessi. Un giorno non molto lontano dovremo dar conto di tutte le nostre azioni!

A voi tutti un abbraccio grande che accoglie, nel segno della Pace e della memoria dei nostri Padri Partigiani della Resistenza. W la PACE!

Sorgente: Mosaico di Pace – Note di Pace: dialoghi con Agnese

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