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Maltempo, strage a Palermo: fiume straripa e sommerge una villa, dieci morti. Tra gli annegati due bambini – il corriere

Una tragedia sconvolgente, ancora causata dal maltempo che sta flagellando l’Italia da giorni: un’intera famiglia ha trovato la morte in una villa di Casteldaccia nel Palermitano. Tre superstiti, uno di loro ha dato l’allarme arrampicato su un albero

di Alessandro Fugoni

Una tragedia sconvolgente, ancora causata dal maltempo che sta flagellando l’Italia da giorni. Un fiume d’acqua in pochi istanti ha travolto un’abitazione, sommergendola. E un’intera famiglia — nella notte tra sabato e domenica — ha trovato la morte in una villa di Casteldaccia, in provincia di Palermo: nove persone, nonni, genitori e figli, sono annegate nei locali invasi dalla piena del Milicia, ingrossato dalle piogge. Tra i morti ci sono due bambini di 1 e 3 anni e un ragazzo di 15 anni. I corpi sono stati tutti recuperati dai vigili del fuoco.

Chi sono le vittime

Le vittime sono: Rachele Giordano, un anno; Francesco Rugò, 3 anni; Federico Giordano, 15; la madre Stefania Catanzaro, 32 anni e moglie di uno dei tre sopravvissuti (Giuseppe Giordano che si trova in ospedale con una bambina, forse la figlia); il nonno Antonino Giordano, 65, e la moglie Matilde Comito, 57; il figlio Marco Giordano, 32 anni, e la sorella Monia Giordano, 40; Nunzia Flamia, 65.

Un altro morto a Vicari

Ma è tutta la Sicilia ad essere bersaglio del maltempo che sta provocando gravi danni ovunque. La decima vittima si registra a Vicari. È un benzinaio travolto dalle acque con la sua jeep, Alessandro Scavone, 44 anni, mentre era con amico disperso per qualche ora e trovato vivo in mattinata. Il cadavere di Scavone è stato trascinato fuori dal veicolo dalla furia dell’acqua ed è finito incastrato sotto il guard rail: è così annegato.

Disperso a Corleone

A Corleone è disperso un medico quarantenne, Giuseppe Liotta, del quale si sono perse le traccia dopo che ha abbandonato la sua auto su una strada intransitabile per gli allagamenti. Sabato sera avrebbe dovuto prendere servizio, ma a causa degli allagamenti non è riuscito a raggiungere il paese e ha abbandonato la sua macchina, forse per cercare scampo a piedi. Tragedia sfiorata a Monreale, dove una frana ha investito una palazzina abitata da otto famiglie che sono riuscite ad abbandonare in tempo l’edificio. Forti piogge pure ad ad Agrigento, dove ha esondato il fiume Akragas e la piena si è riversata nel quartiere del Villaggio Peruzzo. Una cinquantina di famiglie sono state evacuate.

Arrampicato su un albero, dà l’allarme

A Casteldaccia la famiglia si era riunita in una villa di contrada Dagale Cavallaro, una zona collinare sulle alture che portano ad Altavilla Milicia e Casteldaccia. Altre tre familiari delle vittime si sono salvati, e tra questi Giuseppe Giordano, marito di Stefania Catanzaro e padre di Federico Giordano. È stato uno dei tre superstiti a dare l’allarme con il telefono cellulare. Quando la piena ha travolto la casa è riuscito a salire su un albero ed è così scampato alla furia dell’acqua.

Il padre del bimbo morto: «Era bellissimo»

Strazianti, le scene che hanno visto i primi soccorritori. «Era bellissimo. Era il mio cuore. Non c’è più». Grida di dolore Luca Giordano, che nella tragedia ha perso il figlioletto e la moglie. Si è salvato perche si era allontanato da casa con la nipote per fare spese. L’uomo piange accanto una statua che raffigura San Giovanni posta all’inizio della stradella che porta alla villetta travolta dall’acqua.

Il sindaco: «Il Milicia è un piccolo fiume, mai dato problemi»

Giovanni Di Giacinto, sindaco di Casteldaccia, che parla di tragedia spaventosa», cerca di dare una prima spiegazioone: «il Milicia è un piccolo fiume con una portata molto limitata d’acqua. Non ha mai rappresentato un pericolo e quella di ieri a Casteldaccia non è stata una giornata molto piovosa». «Si tratta di un fiume che nasce nella zona di Ciminna, sembra che sia arrivata una improvvisa piena — racconta il primo cittadino, interpellato dal sito di informazione locale LiveSicilia — che ha sorpreso le persone all’interno della villetta».

Altri danni in Sicilia

La pioggia che ininterrottamente cade sul versante sud occidentale della Sicilia ha causato lo straripamento del fiume Belice. Numerosi gli allagamenti delle zone attigue all’alveo. A Menfi (Agrigento) alcune persone hanno dovuto ripararsi raggiungendo i tetti delle loro residenze situate all’altezza dell’alveo del fiume. Quattordici persone che si trovavano all’interno della struttura ricettiva «Terme Acqua Pia», nel comune di Montevago sono state tratte in salvo dal Nucleo speleo-alpino-fluviale dei vigili del fuoco, intervenuto da Palermo. A Sciacca alcune famiglie residenti nella località balneare della Foggia sono state evacuate a seguito dello straripamento, sabato pomeriggio, di un torrente. Hanno trascorso la notte in albergo. A Ribera c’è stata apprensione per le sorti di un giovane pastore travolto dalla piena del fiume Platani. I soccorsi sono stati immediati ed è stato ritrovato in ipotermia: è ricoverato in ospedale. Lo straripamento del fiume Verdura ha allagato anche il «Verdura Golf Spa Resor»t di Rocco Forte a Sciacca.

Chiesto l’intervento dell’Esercito

Mentre la prefettura di Palermo ha chiesto l’intervento dell’Esercito per la gestione della viabilità «molto critica», resta pesante la situazione nel nordest, in particolare nel bellunese in Veneto, ma anche in Trentino e in molte zone del Friuli. Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, oggi (domenica) sarà a Belluno e Venezia. Per oggi la Protezione civile ha segnalato allerta arancione in tutte e tre le regioni e anche in Emilia Romagna, Calabria e Sardegna.

Sorgente: corriere.it

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