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il manifesto del 07.11.2018 con i primi articoli online

Il governo mette la fiducia al senato sul decreto sicurezza, si vota oggi. Salvini ottiene la sua vittoria sugli alleati e la pretende in solitaria: non c’è ancora l’accordo sulla prescrizione. Lo cercheranno, ma i 5 Stelle dovranno fare qualche passo indietro

Prescrizione, intesa rinviata

Andrea Fabozzi

Salvini tiene Di Maio sulla corda e rimanda il vertice risolutivo. Vuole la vittoria in solitaria sul decreto sicurezza, le minacce grilline di mettersi di traverso a questo punti non sono credibili. E i 5 Stelle dovranno fare qualche passo indietro dalla loro proposta originaria. L’emendamento alla legge anti corruzione che ancora aspetta di essere dichiarato ammissibile per Conte è “una proposta da mettere a punto sul piano tecnico”

Prescrizione, così si fa a pezzi il principio di non colpevolezza

Andrea Fabozzi

Il presidente di Magistratura democratica: in nome dell’interesse dello stato viene violato l’articolo 27 della Costituzione. Così la proposta del M5S è sbagliata nel metodo e pericolosa nel merito. Meglio sarebbe stato attendere i risultati della riforma già fatta e concentrarsi sui tempi del processo

De Magistris prepara il fronte verso le europee

Adriana Pollice

«La porta è aperta a tutti quelli che stanno difendendo i diritti degli italiani e di chi ha scelto di abitare qui», avverte il sindaco che non scioglie il nodo della candidatura, «ma è certo che non lascerò il mio ruolo a Napoli»

Il lascito dell’Isis: scoperte 202 fosse comuni in Iraq

Chiara Cruciati

L’Onu ipotizza 12mila morti nell’ovest e il centro del paese: «A loro va dato un nome, alle famiglie verità e giustizia». Intanto a Baghdad il parlamento non riesce a scegliere i ministri del nuovo governo

Brevi dal mondo: Myanmar, Arabia saudita, Tunisia

Red. Esteri

Facebook ammette di non aver fatto abbastanza per impedire la diffusione di odio verso i Rohingya. Quasi “ammissione” anche da Riaydh che girerà una compensazione alla famiglia Khashoggi. In Tunisia ennesimo rimpasto di governo, ma a metà

CULTURA

Una dolce anestesia per corpi riottosi

Benedetto Vecchi

A proposito di «Narcocapitalismo» di Laurent de Sutter, per ombre corte. L’autore cerca di individuare percorsi politici di liberazione nel passaggio dal singolo alla folla

L’infinita Storia di Vecchioni

Stefano Crippa

Il 9 novembre esce il nuovo album del professore a cinque anni dall’ultimo disco di inediti. Tra i brani un duetto con Francesco Guccini

Un’energica meditazione sui maestri

Guido Festinese

«Selfie», l’album di Claudio Fasoli con il suo nuovo gruppo americano, i N.Y. 4et, che sa infondere ulteriore carica alle composizioni del sassofonista

Sedotti dal ritmo spezzato della cumbia

Grazia Rita Di Florio

Secondo volume della raccolta opera di un gruppo di musicisti, produttori, dj e ingegneri del suono. Un genere frutto dell’immigrazione e dell’incrocio fra mondi diversi

Troppi silenzi, pubblici e privati

Lea Melandri

La serialità, nello spettacolo come nella vita reale, ha il potere di spegnere sorpresa, emozione e, alla lunga, anche la voglia di pensare

RUBRICHE

Niente tagli alla cultura? Parole, parole…

Vincenzo Vita

Forse l’attuale compagine «gialloverde» non ha interesse per un incremento della consapevolezza di massa, figlia di istruzione e di diffusione dei saperi. Trionfa l’era della soggezione alla dittatura degli algoritmi su cui si reggono i social. È il momento di rilanciare gli obiettivi della giornata di mobilitazione del 6 ottobre. Contro la macelleria attuata dai governi presieduti da Berlusconi l’iniziativa si fece sentire. E ora?

Droghe e San Lorenzo, il degrado mediatico

Claudio Cippitelli

Come un crimine odioso quale quello perpetrato su Desirée Mariottini diviene l’occasione per mettere a tema fenomeni complessi e controversi come l’offerta e la domanda di sostanze psicotrope e la gestione degli spazi urbani

L’ULTIMA

Oventik, 35 anni a testa alta

Andrea Cegna

Nel novembre 1983 gli indios venivano insultati per strada. Grazie alla rivoluzione zapatista oggi si autogovernano. E festeggiano il Leone d’oro Alfonso Cuarón proiettando «Roma»

Sorgente: il manifesto del 07.11.2018 | il manifesto

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