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Il debito pubblico? Solo gli interessi ci costano un cappuccino e brioche al giorno – Il Sole 24 ORE

L’Italia paga 146 milioni di dollari al giorno a titolo di interessi sul debito pubblico sin qui cumulato, ovvero 2,4 per cittadino. Gli Stati Uniti ne spendono 1,4 miliardi, la Francia 80 milioni e il Giappone “appena” 13. Come mai queste differenze in apparenza “paradossali”?

Dati in milioni di dollari
Dati in milioni di dollari

Debito pubblico, deficit, spread. Non c’è giorno in cui questi termini non finiscano nelle case di tutti, suscitando obiettivamente un senso di preoccupazione. Il disagio di fondo nasce dall’idea (sbagliata) che il debito pubblico (a differenza di quanto accade per i debiti privati) debba essere un fantomatico giorno estinto. In quello stesso giorno gli italiani saranno automaticamente e finalmente liberi da un fardello da 38mila euro a testa (numero che si ottiene dividendo il debito totale di 2.300 miliardi per la popolazione di 60 milioni).

Non è proprio così. Se stipulo un mutuo per la casa devo estinguerlo. Ma uno Stato che emette dei titoli di Stato per finanziare la spesa pubblica non è chiamato, nel giorno x, a rimborsare ai propri creditori tutto il debito contratto.
È una differenza non da poco che porta a confutare un’altra idea (sbagliata) secondo la quale uno Stato e una famiglia/azienda siano sullo stesso piano. Non è proprio così, come peraltro ci ricorda Paul Krugman, premio Nobel per l’Economia, nel libro “Lo Stato non è un’azienda”. È bene quindi chiarire che il debito pubblico segue una logica totalmente differente (nel senso che non deve essere estinto ma deve essere sostenibile) rispetto al debito di una famiglia (che invece deve essere estinto).

Del resto, se i debiti pubblici dovessero essere estinti non si spiegherebbe allora come mai non esista Paese al mondo che non abbia in questo momento un debito pubblico. La verità è che tutti i Paesi hanno debito perché il debito è oggi la forma più comune per emettere moneta. Il punto non è quindi l’esistenza del debito, ma la sua sostenibilità e il suo costo sociale, in termini di interessi (tassa indiretta) e di inflazione (tassa occulta) eventualmente generati.

Infatti, è vero che lo Stato non può essere paragonato a una famiglia/azienda ma non vuol dire che non debba fare attenzione ai conti. Uno Stato deve preoccuparsi della sostenibilità del debito. E può dirsi sostenibile un debito che generi interessi sostenibili per l’economia del Paese. Perché se uno Stato paga troppi interessi per sostenere il debito è costretto algebricamente a sottrarre ricchezza ai propri cittadini, agendo su altre leve, come l’aumento delle tasse o la riduzione della spesa pubblica.

Detto ciò, quanto può dirsi sostenibile oggi il debito italiano? La classifica che emerge da una ricerca di Deutsche Bank indica che tra i Paesi del G-7, in rapporto alla popolazione, l’Italia è il Paese europeo che paga di più: 146 milioni di dollari al giorno, ovvero 2,4 dollari a testa. L’equivalente di un cappuccino e cornetto. La Francia spende 56 milioni di dollari di interessi al giorno, ovvero 83 centesimi a testa. I cittadini di Parigi spendono quattro volte quanto i vicini tedeschi (19 miliardi, ovvero 23 centesimi a testa).

Nel confronto internazionale gli Stati Uniti pagano più di tutti, sia in termini assoluti che per cittadino. Gli interessi costano 1,4 miliardi al giorno, ovvero 4,3 dollari a testa. Stupisce, ma solo in apparenza, il Giappone. È il Paese che ha il più alto debito/Pil al mondo, 220% (contro il 130% dell’Italia e il 100% di Francia e Usa). Ma paga “solo” 13 milioni di dollari al giorno per sostenerlo (meno quindi della Germania) che corrispondono a 10 centesimi di dollaro al giorno.

Questa classifica ci spiega che non sempre l’ammontare di un debito coincide con la percezione di sostenibilità dello stesso da parte degli investitori (altrimenti il Giappone dovrebbe pagare più dell’Italia). E che, allo stesso tempo, ai tassi attuali il debito italiano è, nonostante tutto, considerato sostenibile. Ma se tassi e spread dovessero restare alti (il governatore di Bankitalia Visco ha sottolineato che ai livelli attuali, con lo spread che è aumentato da maggio di 200 punti base, il debito nel 2019 costerà 5 miliardi in più) o salire ulteriormente, quella colazione che oggi ogni italiano paga al Tesoro potrebbe trasformarsi in un pranzo. E le cose diventerebbero più complicate per tutti.

Sorgente: Il debito pubblico? Solo gli interessi ci costano un cappuccino e brioche al giorno – Il Sole 24 ORE

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