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I dissidenti fanno paura. Verso la fiducia sul decreto Sicurezza

La discussione del disegno di legge di conversione del decreto sicurezza e immigrazione è in Aula al Senato

E’ iniziata al Senato la discussione del disegno di legge di conversione del decreto sicurezza e immigrazione. Secondo quanto confermato da fonti governative di entrambi i partiti di maggioranza, M5s e Lega, il governo porrà la questione di fiducia al ddl.

Evidentemente la pura dei dissidenti si fa sentire. Ad avvalorare questi tesi anche il susseguirsi di interviste, per niente rassicuranti, sul futuro di chi deciderà di votare contro il provvedimento, fiore all’occhiello della politica salviniana.

I dissidenti

A Circo Massimo su Radio Capital il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Stefano Buffagni è stato chiaro: “Se Gregorio De Falco non voterà il decreto “si assumerà le sue responsabilità. Se non si ritrova nella maggioranza sono certo che si dimetterà e tornerà a fare il suo lavoro”. Il riferimento è all’ex comandante che aveva sollevato dei dubbi sul decreto tanto da arrivare a dichiarare che non lo avrebbe votato. Il senatore M5S risponde a stretto giro: “La replica non esiste. Ho sempre assunto su di me le responsabilità del mio ruolo in ogni momento, e le responsabilità del mio ruolo non le decide Buffagni”.

Ma non è il solo ad avere dei dubbi. Fra i dissidenti grillini c’è anche Paola Nugnes ed Elena Fattori, entrambe senatrici M5S. Tutte e due hanno già dichiarato che la votazione è inopportuna e che usciranno dall’aula al momento del voto. Il motivo? “Il Dl sicurezza non è che non mi piace, è che noi del M5S abbiamo costruito un programma sull’immigrazione – ha detto in un’intervista Fattori-. E’ un tema che conosco molto bene. Quando è arrivato questo Dl sicurezza immaginavo che andasse incontro agli obiettivi che erano nel contratto di governo, poi mi sono accorta che invece va in direzione opposta. Sposta tutti i fondi dal pubblico al privato depotenziando gli sprar. In una prima versione si davano gli appalti ai privati senza gara pubblica. Si dà spazio a chi specula sui migranti. Di Maio ha sempre dichiarato che per stroncare il traffico dei migranti bisogna far gestire i centri migranti dal pubblico, in questo Dl sicurezza invece si fa tutto il contrario”.

Un atteggiamento che non passa inosservato. Dal Pd fanno notare come nel Movimento ci si comporti come in una caserma: “Quanti bocconi amari staranno mandando giù tanti M5s in questo momento. Pensavano di essere in un movimento plurale, dove contava la democrazia diretta, e invece si trovano in una caserma dove bisogna ubbidire e stare zitti” dice Edoardo Patriarca, senatore Pd.

Per la senatrice Caterina Bini invece la fiducia è il primo segnale di crisi della maggioranza: “Il M5S-sottolinea la parlamentare- si appresta a reagire al dissenso nell’unico modo che conosce: la minaccia di nuove espulsioni. Il tutto avviene per approvare una legge bandiera della Lega, priva di effetti concreti per la sicurezza dei cittadini, ma solo di tanti nuovi intralci che renderanno l’illegalità più estesa”.

Sorgente: I dissidenti fanno paura. Verso la fiducia sul decreto Sicurezza

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