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Carabinieri alla proiezione del film-denuncia su Cucchi: “Dateci la lista dei presenti” – La Stampa

È successo in una libreria calabrese durante un evento-dibattito. La titolare: non era mai successo. La moderatrice dell’incontro: sensazione di intimidazione. Il colonnello: era solo un’attività di routine

di Filippo Femia

È successo in una libreria calabrese durante un evento-dibattito. La titolare: non era mai successo. La moderatrice dell’incontro: sensazione di intimidazione. Il colonnello: era solo un’attività di routine

Due carabinieri, in divisa, si dirigono alla cassa della libreria. In una saletta adiacente sta per iniziare la proiezione di «Sulla mia pelle», il film sugli ultimi giorni di vita di Stefano Cucchi. «Mi hanno salutato e chiesto la lista dei partecipanti». Roberta Strangio, titolare di 40 anni, rimane spiazzata davanti a una richiesta inusuale. Risponde che un elenco non esiste e loro, con gentilezza, si congedano. Ma non lasciano il locale. Fanno la spola tra l’interno e l’esterno, per tutta la durata dell’evento. La vicenda risale al 21 ottobre scorso, una domenica pomeriggio. Al centro commerciale Le Gru di Siderno, Comune di 18 mila abitanti della Locride, la Libreria Mondadori ha in programma il film che ha sollevato polemiche in tutta Italia – proiettato gratuitamente in circoli di partito, collettivi di studenti ma anche in sale «clandestine» – e si è trasformato in un rito politico. «Vi proponiamo un momento di riflessione e discussione», si legge sulla locandina dell’evento pubblicizzato sui social, a cui sono interessate oltre 500 persone. Alla fine i partecipanti sono un centinaio.

 

Qualcuno di loro vede i due carabinieri ma non si fa troppe domande, qualcun altro non si accorge nemmeno. Altri ancora sono convinti che parteciperanno all’evento. Come Flavia Multari, psicologa di 36 anni: «Li ho visti all’ingresso, credevo avrebbero preso parte al dibattito per fornire una testimonianza positiva sull’Arma», racconta. Qualcosa di simile è accaduto in altre proiezioni in giro per l’Italia. Ad Andria, la settimana scorsa, l’appuntato dei carabinieri Riccardo Casamassima, che con la sua deposizione ha permesso di riaprire il caso Cucchi, ha raccontato la sua storia dopo il film.

 

I due carabinieri di Siderno non entrano nella saletta della proiezione. «Quanto manca alla conferenza?», chiedono alla titolare della libreria. Terminati i cento minuti del film, alle 18,45, c’è un collegamento telefonico con Irene Testa, della Onlus «Stefano Cucchi». «Credevano fosse Ilaria Cucchi e mi hanno domandato come avessimo fatto a organizzare l’evento», dice ancora Roberta. Quando risponde che non si tratta della sorella, racconta, i carabinieri sono come sollevati.

 

Inizia un breve racconto dell’attivista collegata via Skype, qualche domanda e poi il dibattito entra nel vivo, moderato da Maria Teresa D’Agostino, una giornalista free lance di 50 anni. «Ogni tanto i due si affacciavano nella saletta per ascoltare, ma non sono mai intervenuti. Non c’è stata alcuna intimidazione, sia chiaro», dice. La discussione procede e qualcuno si scalda, pronunciando frasi contro le istituzioni. Ma i toni rimangono sempre abbastanza composti. «Ho cercato di tenere a freno gli animi più caldi, come mi succede sempre. Non volevo che il dibattito assumesse toni offensivi. Facciamo spesso dibattiti anche su temi pesanti come la mafia, quindi sono abituata a questo tipo di situazioni», racconta la giornalista.

 

Intorno alle 20 Maria Teresa D’Agostino accetta l’ultima domanda e annuncia la fine del dibattito. «In quel momento – racconta la titolare – i due carabinieri si sono allontanati dalla libreria». Come erano arrivati, senza troppe spiegazioni e mai con toni minacciosi. «Non hanno chiesto i documenti a nessuno, neanche le persone uscite prima della fine della discussione», precisa Roberta Strangio. I carabinieri sono spesso in servizio all’interno del centro commerciale, per questo molti non hanno dato peso alla loro presenza. «Dopo la conclusione del dibattito ho ripensato a ciò che è successo e mi sono sentita un po’ intimidita. Ma solo in un secondo momento», dice Maria Teresa D’Agostino. Anche Roberta Strangio, titolare della libreria, rimane inizialmente spiazzata dalla richiesta della lista dei presenti: «Non ho domandato quale fosse il motivo, ma mai in passato mi era accaduto che le forze dell’ordine avanzassero una richiesta di questo tipo».

 

Il colonnello Gabriele De Pascalis, comandante del Gruppo di Locri, esclude una volontà di schedare i presenti. E chiarisce: «I carabinieri erano lì per attività di routine e hanno interloquito con gli organizzatori per sapere se c’era qualcuno delle istituzioni o autorità, in un’ottica di ordine e sicurezza pubblica. A noi non interessa alcun elenco, soprattutto in una manifestazione che non aveva alcun rischio di ordine pubblico. Noi siamo sempre tra la gente e non vogliamo che l’accaduto venga strumentalizzato, specie in una vicenda triste e delicata come quella di Stefano Cucchi».

Sorgente: Carabinieri alla proiezione del film-denuncia su Cucchi: “Dateci la lista dei presenti” – La Stampa

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