Pages Navigation Menu

il contenitore dell'informazione e della controinformazione

.

Spread, così l’Italia si avvicina pericolosamente alla Grecia – il sole 24 ore

 

di Andrea Franceschi

Fino a pochi giorni prima che il governo italiano comunicasse le sue nuove stime sul deficit al 2,4% diversi analisti e gestori guardavano con un moderato ottimismo alla scadenza del 27 settembre entro cui il governo italiano avrebbe dovuto comunicare i dettagli della nota di aggiornamento al DeF. C’era un’aspettativa piuttosto consolidata sul fatto che la legge di bilancio, sebbene espansiva, sarebbe stata prudente sul tema del deficit che il consensus di mercato dava tra l’1,8 e il 2 per cento.

La sorpresa per il rapporto deficit/Pil indicato al 2,4% ha costretto i fondi che si erano posizionati al rialzo sui BTp scommettendo su un calo dello spread a chiudere le posizioni ed è partita una violenta speculazione al ribasso. Le vendite di questi giorni sono state estremamente violente. Alla vigilia della comunicazione sul deficit il rendimento dei BTp a 2 anni viaggiava intorno allo 0,8 per cento. Ieri è volato fino a un massimo di seduta all’1,6 per cento.

La volatilità di questi giorni ha finito con l’allontanare sempre di più l’Italia. Sia dai Paesi più solidi dell’area euro come Francia e Germania. Sia da altre economie periferiche come Spagna e Portogallo i cui rendimenti sul mercato dei titoli di Stato viaggiano da mesi su livelli di molto inferiori ai BTp. Lo spread con la Spagna in particolare ha superato nei picchi di massima tensione quota 190 punti come non era accaduto neppure durante la crisi dello spread di fine 2011.

LO SPREAD ITALIA-GRECIA A 10 ANNI
Differenziale di rendimento tra i titoli decennali dei due Paesi da inizio anno. Dati in punti base (Fonte: Thomson Reuters)

L’Italia si allontana sempre di più dal resto dell’Eurozona e si avvicina pericolosamente al Paese che ha dato inizio alla crisi dell’euro: la Grecia. Il differenziale di rendimento tra i BTp a 10 anni e gli analoghi titoli greci si è nettamente ridotto rispetto ai livelli di inizio anno. Era a quota 197 punti a gennaio. In questi giorni è sceso sotto i 100 punti base come non accadeva dal 2009. La distanza che separa la Germania dall’Italia (balzata ieri oltre quota 300 punti base) è tre volte tanto quella che separa Roma da Atene.

Anche il mercato dei credit default swap fotografa questa situazione. A inizio anno il prezzo dei derivati per assicurarsi a 5 anni sul rischio default dell’Italia era pari a 121 punti base. Per coprirsi dallo stesso rischio sulla Grecia bisognava mettere tre volte tanto. Da inizio anno il costo dei derivati sull’insolvenza dell’Italia è più che raddoppiato arrivando a quota 265 punti mentre quello della Grecia è risalito di pochi punti per attestarsi a quota 387. Mai questi due indicatori erano stati tanto vicini dal 2009 ad oggi.

 

Sorgente: ilsole24ore.it

Spread the love
  •  
  •   
  •   
  •   
  •   
  •  
  •  
468 ad
< >

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

adwersing