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Mattarella: «Abbiamo un debito con Genova, si deve ricostruire»  | Il Secolo XIX

Rimini – Parlando davanti ai rappresentanti dell’Anci, l’associazione che riunisce i Comuni italiani, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricordato «l’assurda, inaccettabile tragedia del ponte Morandi di Genova», che però, «con il suo prezzo tremendo di vite umane, di sofferenza, di privazioni e di disagi, ha mostrato ancora una volta la solidarietà dei genovesi e quanto sia stata intensa la vicinanza degli italiani. Questo è il nostro paese. Con la sua cultura, le sue diversità, i suoi limiti, i suoi slanci straordinari. Il debito che abbiamo verso Genova è di sostenerla, di aiutarla a ricostruire rapidamente».

Allo stesso modo, ha aggiunto il capo dello Stato, «continueremo a essere al fianco dei Comuni del Centro colpiti dal terremoto: i lavori proseguono» ma «per ricostituire adeguatamente il patrimonio infrastrutturale, immobiliare, storico-artistico ci vorrà ancora tempo. Ma le comunità locali devono sapere di poter contare sempre sulla solidarietà del paese».

| Speciale Il crollo di ponte Morandi |

Bucci: con l’ok alle modifiche avremo una legge forte
Sul Dl Genova, invece, Marco Bucci, sindaco e commissario alla ricostruzione, ha detto che «abbiamo lavorato bene: se tutte le modifiche proposte saranno approvate, avremo una legge forte, con cui si potrà lavorare».

Il primo cittadino ha parlato in vista della giornata di domani (mercoledì 24 ottobre), quando il provvedimento, il cui testo è stato “licenziato” dalle commissioni alla Camera, inizierà a essere discusso a Montecitorio: «Rispetto al testo originale abbiamo una serie di modifiche che mi auguro verranno approvate – ha detto Bucci – Ho partecipato alla stesura di un gran numero di queste e, tra aiuti alle imprese e porto, agli sfollati, al sistema di infrastrutture, parliamo di qualche centinaio di milioni in più».

Il sindaco, insomma, è convinto che «Genova sarà meglio di quanto fosse prima del crollo, perché avremo un grande ponte, avremo altre nuove infrastrutture e avremo una ricaduta di questi finanziamenti del decreto sul territorio, il quale ne beneficerà».

Il Dl Genova verso la Camera, polemica sul condono
Tornando al testo, dopo una “maratona” dal pomeriggio di ieri alle 7 di oggi, e la ripresa dopo pranzo, il “decretone Genova” è stato approvato dalle commissioni Ambiente e Trasporti e approderà appunto in aula, “carico” di emendamenti (per le opposizioni, «è stato riscritto quasi tutto») e polemiche per il condono concesso a Ischia con il via libera della Lega, che si è rimangiata il “no” di una settimana fa.

In mezzo, le critiche furiose di Pd e Leu, anche se per il sottosegretario ai Trasporti, il ligure Edoardo Rixi, «è un accordo di buon senso»: in extremis, nel provvedimento sono rientrate anche le norme antimafia che il commissario Bucci dovrà rispettare, dopo l’allerta del presidente dell’Anticorruzione, Raffaele Cantone, e le rimostranze delle opposizioni.

Il decreto, che parte dal capoluogo ligure e arriva a Sud passando per i paesi terremotati del Centro, fa discutere proprio per quei 46 articoli in cui le emergenze si sommano, nonostante le differenze. E l’emendamento sul condono per Ischia è l’esempio più evidente e più “bersagliato”: in commissione è arrivato quasi a mezzanotte, quando i due relatori, Gianluca Rospi (M5S) e Flavio Di Muro (Lega) chiedono di aggiungere all’articolo 25 sulle procedure di condono vincoli normativi sugli abusi edilizi “pendenti” per le case danneggiate dal sisma del 2017; in particolare, si chiede che le pratiche presentate secondo la legge sul condono del 2003 debbano avere l’ok della Soprintendenza. L’emendamento, comunque, esclude sanatorie per gli abusi presentati da persone condannate per associazione mafiosa e, al terzo comma, nega il contributo per la ricostruzione a chi ha fatto aumenti di volumetria poi sanati.

L’opposizione non ci sta: secondo la ligure Raffaella Paita (Pd) «è una sconceria aver infilato il condono tombale di Ischia nel decreto che doveva essere su Genova»; urla al «colpo di mano» per «uno scambio di favori nella maggioranza giallo-verde» la deputata Rossella Muroni (Leu), mentre Forza Italia si è astenuta sul provvedimento e Giorgiò Mulè parla del «decreto del gioco dell’oca», prendendosela soprattutto con gli “stop and go” continui, la confusione e i «grandi assenti» del Dl, ossia la Gronda e il Terzo Valico, di cui non si parla.

Da domani, comunque parte la discussione in aula: le opposizioni ripresenteranno gran parte dei loro emendamenti, ma il governo conta di chiudere in pochi giorni, passando al Senato dalla prossima settimana.

Sorgente: Mattarella: «Abbiamo un debito con Genova, si deve ricostruire» | Speciali | Il Secolo XIX

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