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Martina annuncia le dimissioni da segretario del Pd (cosa succede ora)

Milano, 28 ott. (askanews) – Maurizio Martina annuncia le dimissioni “nei prossimi giorni” da segretario del Pd, perchè “il mio mandato è completato”. Nonostante il tentativo dei renziani, in questi giorni e ancora questa mattina, di promuovere le ragioni di uno slittamento, il congresso Dem dunque si terrà prima delle Europee. Ma lo stesso Martina avverte: “È uno strumento utile per completare il lavoro, ma dipenderà da come lo facciamo”. Perchè anche il Forum di Milano ha restituito l’immagine di un partito diviso, con – parole di Gianni Cuperlo – “un fantasma che ancora aleggia”, ovvero quello di Matteo Renzi.Il prossimo passo saranno dunque le dimissioni della segreteria Dem, e poi la convocazione dell’Assemblea nazionale: “Propongo l’11 novembre”, dice Martina. A quel punto l’abbrivio per il congresso sarà inarrestabile, anche se – lo ripetono in molti anche nelle conversazioni al Forum – “nessuno lo vuole”. “Non lo voleva Renzi, non lo voleva Martina, e nei colloqui privati anche Zingaretti non era così ostile al rinvio”, riferisce un parlamentare di lungo corso del Pd.Perchè il rischio è che sia drammaticamente divisivo: anche per questo oggi Dario Franceschini chiedeva un passo indietro a tutti, per convergere sulla candidatura di Zingaretti: “Sarebbe logico e naturale” che anche i possibili sfidanti Minniti e Martina “sostenessero il governatore del Lazio”, sostenendo in un’intervista a Repubblica che “Zingaretti è il più adatto a interpretare il bisogno di discontinuità” visto che “ha sempre allargato il campo delle alleanze”.Dunque grande preoccupazione per le modalità con cui il congresso si svolgerà, ma anche attenzione ai tempi: “Il congresso è necessario, forse l’avremmo già dovuto fare”. Ma la campagna elettorale per le Europee “sarà importante quanto quella del ’46 e il Pd dovrà andarci compatto, serrando le fila. E se questo dovesse portare a posticipare il congresso non mi scandalizzerei”, aveva detto il renziano Marcucci dal palco del Forum, provocando qualche disappunto nella platea: “Fatemi finire… Ma se il congresso va fatto, va fatto in tempi rapidi, non possiamo arrivare a fine marzo altrimenti succederà che i candidati non sapranno se saranno candidati, con quale simbolo o schieramento quando dobbiamo fare la campagna elettorale”. Un tema sottolineato anche dal sindaco di Milano Giuseppe Sala, in riferimento all’ipotesi listone aperto proposta ancora da Franceschini: “I tempi lo consentono? C’è un tema di rispetto verso chi si vuole candidare, che dovrà decidere entro dicembre visto che le Europee sono il 26 maggio: la circoscrizione è molto larga e bisogna andare in giro. Se si dice lista nuova, bisogna dirlo se si è in condizione di farla. Il tempo stringe”.E la domanda su “che congresso vogliamo fare?” se l’è posta anche Gianni Cuperlo: “Minniti, Zingaretti, Martina: ho letto i manifesti di Maurizio e Nicola e li condivido parola per parola, conosco Marco da anni, ma su cosa i compagni dovrebbero scegliere? Non abbiamo bisogno di una nuova cordata di potere, ma di una politica e di una proposta che dia alternativa politica e sociale a questa destra. Solo così il congresso acquista il senso di una scelta vera”. Perchè, ha ricordato Cuperlo, “l’unità è figlia della chiarezza”, mettendo in guardia “contro il trasformismo”, perchè “non ho condiviso molto di quanto fatto da Renzi, ma trovo insopportabile che chi l’ha fatto spieghi a chi non li ha condivisi i gravi errori fatti. Nessuna abiura, ma discontinuità sì”.Rea/Int9

Sorgente: Martina annuncia le dimissioni da segretario del Pd (cosa succede ora)

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