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La sfida di Trump a Putin sugli armamenti: l’America uscirà dall’intesa sul nucleare – La Stampa

Washington accusa i russi di violare il Trattato sui missili a medio e corto raggio. Missione di Bolton al Cremlino

L’amministrazione Trump si prepara ad abbandonare il trattato firmato da Reagan e Gorbaciov per vietare i missili nucleari a raggio breve e intermedio. La mossa viene giustificata dal fatto che Mosca sta violando l’accordo, e la Cina ne approfitta per guadagnare terreno strategico rispetto agli Usa. L’effetto però rischia di essere una corsa al riarmo dai risultati imprevedibili.

 

Reagan e Gorbaciov avevano firmato l’Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty nel 1987, dopo che lo schieramento degli SS-20 sovietici aveva terrorizzato l’Europa. Reagan e Gorbaciov avevano firmato l’Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty nel 1987, dopo che lo schieramento degli SS-20 sovietici aveva terrorizzato l’Europa L’intesa prevedeva di eliminare tutti i vettori nucleari e convenzionali basati a terra, con raggio breve tra 500 e 1.000 chilometri, e con raggio intermedio tra 1.000 e 5.500 chilometri, mentre quelli in aria e mare restavano non regolamentati. Anche i sistemi di lancio dovevano essere smantellati, bloccando poi lo sviluppo di armi simili in futuro. Il risultato era stata la distruzione complessiva di 2.692 missili, 1.846 da parte di Mosca e 846 da parte di Washington.

Secondo il Pentagono la Russia ha progressivamente iniziato a violare il trattato, in particolare con l’SSC-8, schierando vettori che avevano lo scopo di intimidire o minacciare gli ex membri del blocco sovietico, e i Paesi dell’Europa orientale. Nel 2014 l’amministrazione Obama aveva lanciato ufficialmente la sua accusa, ma senza denunciare il trattato Inf, un po’ perché sperava di convincere Putin a rispettarlo, e un po’ perché gli alleati Nato e in particolare la Germania temevano la ripresa della corsa agli armamenti.

 

Trump ha abbandonato queste prudenze, soprattutto da quando John Bolton è entrato alla Casa Bianca, per due motivi: primo, le continue violazioni da parte di Mosca, dall’Ucraina all’Europa orientale; secondo, il vantaggio che l’Inf sta regalando alla Cina. Pechino infatti non ha mai firmato un simile accordo, e ne sta approfittando per sviluppare e schierare i suoi missili a raggio breve e intermedio. La settimana prossima il Consigliere per la Sicurezza nazionale andrà da Putin, e gli annuncerà l’intenzione di abbandonare il trattato. La settimana prossima il Consigliere per la Sicurezza nazionale andrà da Putin, e gli annuncerà l’intenzione di abbandonare il trattato I diplomatici dei Paesi alleati sono stati già informati, e quindi la decisione diventerà presto operativa, a meno di sorprese o concessioni particolarmente significative da parte del Cremlino.

L’amministrazione Trump si è già ritirata da diversi trattati, da quello commerciale Tpp, a quello sul clima di Parigi, passando naturalmente dall’accordo nucleare con l’Iran. Nessuno di questi però aveva il peso dell’Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty, perché qui si tratta di un’intesa finalizzata non solo ad evitare lo sviluppo futuro delle armi atomiche, ma anche a ridurre e contenere quelle esistenti.

 

L’effetto più ovvio e prevedibile sarà una ripresa della corsa alla costruzione e lo spiegamento dei missili, a meno dell’improbabile scelta da parte di Mosca e Pechino di fermarsi davanti alla presa di posizione di Washington. Nell’immediato futuro, gli analisti si aspettano che il Pentagono schiererà una versione dei Tomahawk basati a terra, e armabili con le testate nucleari.

Nel futuro invece potrebbe cominciare una corsa a sviluppare nuovi missili, per contrastare quelli cinesi, e approfittare delle difficoltà economiche della Russia a tenere il passo dell’innovazione bellica.

Sorgente: La sfida di Trump a Putin sugli armamenti: l’America uscirà dall’intesa sul nucleare – La Stampa

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