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Istat e lettera Ue, il governo è nell’angolo Il Tesoro: “Ci stanno accerchiando” | Rep

Ultimatum di Bruxelles: entro il 13 novembre risposta sul debito e modifiche alla manovra. La Lega non va al vertice con Conte e Tria, allo studio un pacchetto a favore delle imprese

di CARMELO LOPAPA E ROBERTO PETRINI

ROMA – L’Italia si ferma qui. Il Paese non cresce più, la soglia zero nel terzo trimestre di quest’anno viene certificata dall’Istat nel giorno in cui da Bruxelles una nuova lettera della Commissione mette alle strette il governo gialloverde sul debito. Meno di due settimane di tempo per presentare la propria “difesa”, poi partirà la procedura di infrazione anti-debito che a questo punto è sempre più probabile.

Fonti del Tesoro lamentano “un accerchiamento” in atto. Ma di fatto la fotografia del Pil scattata ieri è la conferma che l’impianto della manovra è già saltato. Già, perché, come è stato subito chiaro anche al ministero, una crescita azzerata a fine 2018 conferma che non potrà lievitare fino all’1,5 nel 2019, come invece Conte, Tria e i due vicepremier hanno voluto che fosse inserito nel testo. E se la crescita non sarà quella prevista, a cascata il deficit non sarà del 2,4 ma lieviterà oltre la soglia che già allarme l’Ue.

La retromarcia dei gialloverdi è comunque già cominciata. Già ieri Luigi Di Maio, oltre a sostenere che “con la manovra del popolo non solo il Pil ma la felicità dei cittadini si riprenderà”, ha anche annunciato il dietrofront. Reddito di cittadinanza e “quota 100” per le pensioni non si toccano, premette, ma “saranno inseriti in un decreto che faremo subito dopo la legge di bilancio”. Non partiranno subito, aggiunge, ma nei primi mesi dell’anno. In ogni caso, la manovra viene alleggerita dalle due misure cardine che secondo l’Ue rischiano di affossare i conti.

Non è stato un processo ma parecchio gli somigliava l’audizione del ministro dell’Economia Tria dinanzi alla delegazione di deputati guidata dal presidente della commissione economica dell’Europarlamento Roberto Gualtieri (Pd). Il responsabile del Tesoro ha difeso la manovra e il deficit al 2,4, pur precisando che se alcune misure tarderanno ad entrare in vigore, allora sarà destinato a scendere. Alla domanda dei “delegati” se la riforma della Fornero sia temporanea o definitiva, Tria ha risposto che “intanto è finanziata per tre anni”, poi si vedrà. In ogni caso, ha ripetuto, “il debito è sostenibile, lo spread destinato a scendere e noi non vogliamo uscire dall’euro”.

Ma il differenziale coi titoli tedeschi ieri ha chiuso in rialzo a 311 e la nuova lettera recapitata da Bruxelles con la richiesta di accelerare i tempi di risposta mette all’angolo Roma. La Commissione (che non ha gradito la pubblicità data al documento dal Tesoro) vuole conoscere i “fattori rilevanti”, cioè gli elementi in grado di giustificare la scarsa riduzione del debito italiano che viene definito “vulnerabilità cruciale”. “Ci stanno accerchiando”, commentano con disagio fonti dell’Economia che poco hanno gradito l’accelerazione che costringe ora a presentare entro il 13 novembre sia la “difesa” per la procedura sul debito che l’eventuale nuova manovra. Rendendo ancora più probabile la procedura di infrazione dal 21, quando è convocata la Commissione che esaminerà insieme i due dossier.

Appena rientrato dalla missione in India, il premier Conte ha convocato un vertice urgente con i ministri Tria, Toninelli e Fraccaro. Avrebbero dovuto partecipare anche i leghisti (Giorgetti e Garavaglia) ma il Carroccio ha disertato l’incontro perché ritiene il pacchetto della manovra “ormai chiuso” e pronto per approdare in Parlamento. Non suscettibile di ulteriori modifiche su pensioni d’oro o cabina di regia per gli investimenti, come vorrebbero i grillini. Il testo, che solo ieri ha ottenuto la “bollinatura” della Ragioneria generale, dovrà essere inviato finalmente oggi alle Camere.

Anche se fino a ieri sera il documento non era nemmeno approdato al Quirinale per il “visto” formale ma necessario. A porte chiuse, il governo è al lavoro per sforbiciare nella maniera meno eclatante possibile il fondo coi 16 miliardi destinati alle due misure “bandiera”. Le risorse risparmiate potrebbero anche essere utilizzate per rafforzare il pacchetto imprese e aiutare la crescita. Più che un bivio, una tenaglia, per il governo che si sente sempre più “accerchiato”.

Sorgente: Istat e lettera Ue, il governo è nell’angolo Il Tesoro: “Ci stanno accerchiando” | Rep

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