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Il governo apre a una revisione del deficit, lo spread cala a 285 punti

MILANO – Il mezzo passo indietro del governo sugli obiettivi di finanza pubblica ridà aria ai Btp: lo spread con i Bund tedeschi a dieci anni cala nettamente in apertura di giornata, portandosi in area 285 punti base dagli oltre 300 della chiusura di ieri sera. In un vertice, ieri sera i rappresentanti della maggioranza di Lega e M5S hanno tenuto fermo l’obiettivo di portare il rapporto deficit/Pil al 2,4% per il 2019. Ma di fronte alle pressioni di Bruxelles, pur rispedite duramente al mittente con le dichiarazioni ufficiali, e alla tensione sui mercati finanziari è maturata la possibilità di indicare un rapporto calante al 2,2 e al 2% nei due anni successivi, contro un annuncio iniziale (dopo il Cdm di giovedì scorso) di mantenere il 2,4% per tutto il periodo. Come nota l’agenzia finanziaria Bloomberg, ci sarebbe questa notizia alla base del primo recupero dei titoli di Stato italiani in cinque giorni, con il differenziale in calo anche per effetto della crescita dei rendimenti dei Bund. Il Btp decennale rende stamattina poco più del 3,3%. Ancor più netto il calo dello spread sui due anni, che scende di una trentina di punti base a 170.

spreadD’altra parte, il conto di questa fiammata dei rendimenti del Btp è pesante: secondo i calcoli dell’Osservatorio sui conti pubblici guidato da Carlo Cottarelli, in ballo ci sono quasi 1 miliardo di spese per interessi in più quest’anno e ben 6 miliardi il prossimo. Una parte significativa dello spazio di manovra conquistato a caro prezzo con la Ue, allentando i vincoli di bilancio, potrebbe esser eroso da questa voce. E per di più, a livello internazionale si rischia di ribaltare il tavolo.

© Fornito da La RepubblicaLo spread a 300 e la teoria del complotto: perché le accuse del M5S sono prive di fondamentoSe fino ad ora l’abbandono dell’euro è suonato uno scenario-minaccia agitato da alcuni in Italia, gli invesitori internazionali si chiedono se non possa accadere il contrario. Sandra Holdsworth di Kames Capital si domandava in un commento scritto ieri agli investitori alla luce di quel che accadeva da noi: “Il programma di governo non contempla che l’Italia abbandoni la moneta unica. Questa la dichiarazione di Claudio Borghi, presidente della commissione Bilancio della Camera italiana. Probabilmente il signor Borghi ha fatto questa affermazione nel tentativo di rassicurare il mercato, anche se questo non sembra aver funzionato a pieno. La domanda, a questo punto, potrebbe essere: ‘Sarà l’euro a lasciare l’Italia?'”.

La divisa unica, per il momento, si rafforza con le notizie provenienti da Roma: passa di mano a 1,1583 dollari contro il valore di 1,1551 ieri dopo la chiusura di Wall street. Contro lo yen l’euro si apprezza a 131,84.

Piazza Affari parte in netto rialzo, con le banche che vengono premiate dalla distensione sui Btp: il Ftse Mib segna un guadagno dell’1,4% nelle prime battute. Londra sale dello 0,3% e Parigi è appaiata. Francoforte è chiusa per festività.

Spread in salita: ecco perché perdono tutti i titoli delle bancheQuesta mattina la Borsa di Tokyo ha chiuso in moderato ribasso, perdendo lo 0,66% dopo una serie positiva che l’aveva portata ai massimi dai primi anni Novanta. Negli Usa si guarda ai sussidi per la disoccupazione e al rapporto Adp sui posti di lavoro nel settore privato, insieme ai dati sul settore dei servizi. Ieri sera, Wall Street ha chiuso mista ma il Dow Jones è riuscito a segnare il 14esimo record di quest’anno grazie a un +0,46%. Il Nasdaq ha perso invece lo 0,47%.

Tornano a salire le quotazioni dell’oro che hanno arrestato ieri la corsa al ribasso innescata dalla guerra sui dazi e dalla politica di rialzo dei tassi della Fed e sono tornate sopra i 1.200 dollari l’oncia. Il lingotto con consegna immediata recupera ora ancora lo 0,3% e sale a 1.207 dollari l’oncia. Il petrolio tiene i massimi da quattro anni con i mercati preoccupati per l’arrivo delle sanzioni Usa all’Iran, che rischiano di indebolire i rifornimenti. Sul mercato asiatico i future sul Light crude Wti avanzano di 11 cent a 75,34 dollari e quelli sul Brent guadagnano 16 cent a 84,96 dollari al baile.

Sorgente: Il governo apre a una revisione del deficit, lo spread cala a 285 punti

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