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Il giallo del decreto sicurezza, arriva al Colle con una modifica: cambiato l’articolo sullo stop all’asilo. Ma il Viminale nega – Repubblica.it

Non più sospensione automatica in caso di condanna del migrante ma una rapida valutazione da parte della Commissione. Oggi la notizia di modifiche anche sulla clausola finanziaria

di ALESSANDRA ZINITI

La “sospensione del procedimento per il riconoscimento della protezione internazionale” è diventata “procedimento immediato innanzi alla Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale”. E a cambiare non è solo il titolo dell’articolo 10 del  decreto sicurezza (anche detto decreto Salvini), approvato il 24 settembre scorso dopo un tormentato consiglio dei ministri durato tre ore e rimasto nella memoria anche per una foto del premier e del ministro dell’Interno con un cartello in mano. Il testo non era ancora arrivato al Colle. Oggetto di molte critiche e dubbi di costituzionalità. Oggi si scopre che ci sono state modifiche importanti rispetto a quella versione.  Ed è un giallo perchè il Viminale, che ha inviato il testo al Quirinale, nega che vi siano state modifiche dopo il 24 settembre.

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 Ma basta paragonare il testo uscito dal Consiglio dei ministri e quello diffuso oggi per verificare che l’articolo 10, quello che norma lo stop alla protezione internazionale a migranti che siano stati condannati, anche solo in primo grado, per una serie di reati, è stato “ammorbidito” probabilmente per evitare quelle obiezioni di incostituzionalità che avrebbero potuto pregiudicare la firma da parte del presidente della Repubblica. E dunque, se prima era prevista la sospensione della domanda di asilo e l’espulsione, dopo la condanna in primo grado, ora c’è un’accelerazione dell’esame davanti alla Commissione territoriale. Recita il nuovo testo: “Quando il richiedente asilo è sottoposto a procedimento penale ovvero è stato condannato anche con sentenza non definitiva, il questore ne dà tempestiva comunicazione alla Commissione territoriale competente che provvede nell’immediatezza all’audizione dell’interessato e adotta contestuale decisione”. Dunque nessun automatismo nella sospensione del procedimento per il riconoscimento della protezione ma una valutazione della Commissione dopo l’audizione del migrante interessato.

Ma il Viminale insiste e, sostanzialmente afferma che le modifiche sono state apportate prima del Consiglio dei ministri del 24: “Nessuna modifica. Il testo non ha subito alcuna modifica dopo l’approvazione del Consiglio dei ministri. I contatti tecnici sono avvenuti prima del Cdm. Appare quindi improprio qualsiasi confronto con bozze redatte precedentemente e che il ministero dell’Interni non ha mai diffuso”. Sottigliezze tecniche per Salvini che sintetizza: “Il richiedente asilo commette un reato? Immediata convocazione in Commissione, sospensione ed espulsione, questo accadrà. Un passo in avanti per tornare ad essere un Paese normale”.

E poi c’è una modifica sollecitata dal Mef, come ammette lo stesso Viminale. “Verrà apportata una piccola modifica alla clausola finanziaria richiesta dal Ministero dell’Economia per la bollinatura da parte della Ragioneria generale dello Stato”. Nel testo definitivo, in diversi articoli, compare infatti la dicitura: “dall’attuazione delle disposizioni…non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”. Resta da capire come, visto che il provvedimento prevede un raddoppio dei tempi di presenza nei centri di permanenza.

Dal Colle già nelle scorse settimane erano arrivate osservazioni sulla legittimità di alcune misure. “Il decreto verrà inviato al Colle un’ora dopo quello su Genova”, aveva detto Salvini nei giorni scorsi. Evidentemente la gestione del testo è stata più lunga e complessa del previsto. I dubbi, in realtà, riguardavano l’intero impianto normativo. Ora bisognerà capire se le modifiche normative apportate saranno ritenute sufficienti per ottenere la controfirma e la promulgazione del testo. Di sicuro anche di questo – oltre che di manovra – si è parlato nell’incontro tra il premier Conte e il presidente Mattarella al Quirinale. A dirlo è stato, alla fine, lo stesso presidente del Consiglio.

Sorgente: Il giallo del decreto sicurezza, arriva al Colle con una modifica: cambiato l’articolo sullo stop all’asilo. Ma il Viminale nega – Repubblica.it

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