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Il Brasile sceglie l’Uomo Nero, è Bolsonaro il nuovo presidente | Rep

Il canditato dell’estrema destra vince il ballottagio elettorale: 56% contro il 44 del socialista Haddad. Ex militare, xenofobo, razzista e nostalgico della dittatura: con lui trionfa ancora una volta il populismo

di DANIELE MASTROGIACOMO

RIO DE JANEIRO. Ha vinto l’Uomo nero. La destra, la destra estrema trionfa in Brasile. Le previsioni non sono state smentite. I primi risultati arrivano poco dopo le 19, le 23 in Italia. Sono quelli degli exit poll. La folla che si è radunata sotto casa di Jair Bolsonaro esplode in un boato. Il candidato della estrema destra è in vantaggio. E’ in testa con il 56 per cento dei voti; Fernando Haddad resta al 44 per cento. La gente si affaccia alle finestre, urla il nome di Bolsonaro. Quasi un urlo di liberazione, di gioia. Di riscatto.

Sotto casa del leader dell’estrema destra, a Barra da Tijuca, zona sud di Rio, ci saranno almeno 3-4 mila persone.  Indossano magliette verde oro, alzano bandiere del Brasile, urlano e lanciano slogan. Bisogna attendere il risultato ufficiale. Ma quelli raccolti all’esterno dei seggi, con le risposte di chi ha già votato, sono una tendenza che si confermerà. Inizia la festa. Suonano le trombe, parte una salva di fuochi artificiali che illuminano a giorno questa zona a sud di Rio. Jair Bolsonaro si avvia alla vittoria.

L’oustsider venuto dal nulla, che nessuno immaginava alla guida del più grande stato dell’America Latina, si appresta a salire a Planalto. Lo farà con 52 deputati conquistati in Parlamento. Dovrà fare i conti con il Pt, il partito di Lula, che resta il più forte alla Camera. Ma il segnale è chiarissimo: i brasiliani, a larga maggioranza, hanno chiesto una svolta autoritaria. Trionfa il populismo. Hanno votato un ex capitano dell’Esercito, l’uomo nostalgico della dittatura militare, grande nemico dei gay e dei tossici, misogino, razzista.

Uomo d’ordine. Che esprime sicurezza, favorevole alla liberalizzazione delle armi. Che ha promesso di cambiare il Brasile. Il Pt si prepara all’opposizione. Lo farà dagli stati del Nord est che lo hanno votato in massa. Stati poveri, neri e meticci, legati a Lula e al suo progetto di riscatto. Ma sarà dura. Da oggi si cambia. Dal primo gennaio un mantello nero, fatto di ordine e disciplina, avvolgerà il Brasile.

E’ stata una domenica tesa. Insolita per il Brasile, abituato a vivere spensierato il giorno di festa settimanale. E’ una sfida decisiva. Si sceglie il 38° presidente del Brasile. Governerà per i prossimi quattro anni. Jair Bolsonaro già assapora la vittoria. I sondaggi gli attribuiscono la vittoria; Fernando Haddad, l’avversario del Pt, gli sta alle costole. C’è una differenza di 8-10 punti.

Una rimonta incredibile. La gente ha cominciato a riflettere. A mente fredda. Non si fa più aggredire dalla pancia. Non l’ex capitano dell’esercito. Non ama quello che dice: le sue frasi sprezzanti, il suo odio per gay e negri, per tossicodipendenti e tutto ciò che è “rosso”. Ma è anche esasperata dalla violenza che nel 2017 ha provocato 63.880 vittime. Una ogni 8 ore! E’ un dato ufficiale. Un primato. Un Guinness della morte. Senza considerare le esecuzioni sommarie, gli uccisi nelle battaglie dentro le favelas. Con le raffiche dei fucili automatici e i colpi più sordi dei fucili a pompa che ti svegliano all’alba e ti accompagnano quando vai a dormire.

E’ stanca di dover camminare guardandosi attorno, la borsetta stretta sotto il braccio, il passo veloce, di sentirsi raccontare gli stessi drammi di amici e conoscenti morti per aver reagito al furto di un cellulare. E’ angosciata dal lavoro che non c’è (12,7 milioni di disoccupati), stremata per il disservizio negli ospedali pubblici, preoccupata per un futuro che si trascina una recessione durata tre anni. Sono sentimenti che spingono anche chi ha votato e creduto nel Pt e in Lula a chiedere la pena di morte. Jair Bolsonaro incarna perfettamente questo desiderio di svolta. Di cambiamento netto.

L’uomo nero vota di mattina presto. E’ scortato da poliziotti e soldati. Indossa un giubbotto antiproiettile. Lo accompagnano sua moglie e il figlio Eduardo, anche lui eletto senatore. Votano nella scuola comunale di Rosa de Fonseca, all’interno della Vila Militar, a Deodoro, nella zona ovest di Rio. Saluta la folla che lo sta attendendo da ore. “Vinceremo”, dice, “è quello che sto vedendo in questi giorni”. Niente frasi forti e proclami infiammati. Il suo staff era preoccupato dal recupero di Haddad. Gli ha suggerito moderazione. “Dobbiamo convincere anche chi non ci ha votato al primo turno”, ricordano. Bolsonaro ha raccolto il consiglio. Il suo ultimo comizio su Facebook è quasi mieloso. “Sono gli altri che dicono bugie”, afferma. “Io non sono un fascista. Noi abbiamo combattuto il fascismo. Non ci saranno divisioni razziali, religiose, di condizione economica e sociale”. Fernando Haddad è galvanizzato dalla crescita nei sondaggi. Ha preso le misure e raccoglie sempre più consensi. E’ partito tardi ma recupera. Ma è una rincorsa che si ferma. Il 56 per cento attribuito a Bolsonaro lascia pochi margini di dubbi. Nasce un nuovo Brasile. Nero, guidato da militari. Un Brasile che ricorda una dittatura che tutti avevano cancellato.

Sorgente: Il Brasile sceglie l’Uomo Nero, è Bolsonaro il nuovo presidente | Rep

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