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Firenze: Miriam Amato chiede la sospensione del decreto sicurezza – red@zione

 

Depositata la Risoluzione con cui chiedo la sospensione del Decreto Legge immigrazione e sicurezza pubblica D.L. 113/2018, il cosiddetto Decreto Salvini.

Come annunciato ieri in aula ho depositato una Risoluzione che impegna il Sindaco e la Giunta a chiedere al Ministero dell’Interno e al Governo di sospendere in via transitoria fino gli effetti dell’applicazione del D.L. 113/2018. Con il Decreto Legge immigrazione e sicurezza pubblica (D.L. 113/2018 ) recante “Disposizioni Urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, si compromette la condizione di un gran numero dei cosiddetti “rifugiati”che in Italia ha un permesso di soggiorno per motivi umanitari.

Il decreto presentato dal Ministro degli Interni cancella questo tipo di permesso: chi è in attesa di fare la prevista “Commissione territoriale” molto probabilmente avrà un diniego e chi adesso risiede legalmente nel paese con un permesso umanitario allo scadere (ogni due anni) non potrà rinnovarlo. Una delle conseguenze è quella di trasformare un gran numero di persone in clandestini, impedendo loro di lavorare con un contratto regolare, di affittare una casa, di avere un medico curante, di mandare i figli a scuola, con il rischio di avere persone che dall’oggi al domani si vedranno costrette per sopravvivere ad andare a lavorare al nero nei campi di pomodori o nelle fabbriche del tessile.

Inoltre saranno vanificati gli sforzi fatti volti per arrivare a un’equilibrata distribuzione delle persone accolte su tutto il territorio regionale. Solo in Toscana l’eliminazione del permesso di soggiorno per motivi umanitari, sostituito con specifici permessi “speciali”, coinvolge dalle 5 alle 6 mila persone, che rimarrebbero fuori da ogni sistema di accoglienza. Si tratta di provvedimenti gravissimi, che avranno effetti ben più ampi di quelli propagandistici, che rovineranno la vita di decine di migliaia di persone ed avranno un risvolto economico enorme. Si riducono temi come il diritto di asilo, l’accoglienza e l’integrazione a una mera questione di amministrazione ed ordine pubblico, senza programmi concreti d’integrazione.

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