Pages Navigation Menu

il contenitore dell'informazione e della controinformazione

.

Delitto di Istanbul, NYT: ‘teppismo tirannico’ incoraggiato da Trump –

New York Times, sull’orrendo delitto di Istanbul. ‘Non c’è da stupirsi se il principe saudita Mohammed bin Salman fa quello che fa’.’Trump Gives Dictators the Green Light’, Trump dà il via libera ai dittatori.

-In attesa di certezza sulla fine del giornalista dissidente Khashoggi, per il NYT il mandante lo abbiamo già, ed è un quasi Re, e un suo complice siede alla Casa Bianca.

-Intanto il Washington Post, le prove dell’intelligence Usa contro l’Arabia Saudita: “Fu MBS a ordinare la cattura”Khashoggi”.

Arroganza assassina
da impunità assoluta

Delitto di Istanbul, NYT: teppismo tirannico incoraggiato da Trump. Michelle Goldberg, editorialista del New York Times, sull’ormai certa orrenda fine del giornalista Jamal Khashoggi non usa mezzi termini, ad avere il potere per ordinare una simile azione, solo il principe ereditario Mohammed bin Salman, che ormai in Arabia Saudita ha imposto il suo potere assoluto. Personaggio con molti estimatori negli Stati Uniti, ricorda la giornalista, su tutti i fronti, compresi Bill Clinton, Rupert Murdoch e Oprah Winfrey. Oltre ovviamente a Donald Trump. Il principe che vuole mostrarsi liberale, concede la patente di guida alle donne e fa aprire un cinema, ma contemporaneamente, ricorda la giornalista, ‘guida una coalizione che sta facendo piovere la morte sullo Yemen, una campagna che include il bombardamento di civili, la fame di massa, la tortura e lo stupro’.

Tyrannical thug
teppista tirannico

Liberale nei modi, ma.. «But he’s also a tyrannical thug who has been emboldened by Donald Trump’s disregard for human rights in American foreign policy». Ma è anche un teppista tirannico incoraggiato dal disprezzo di Donald Trump per i diritti umani nella politica estera americana.
Ed ecco perché, secondo il New York Times, al noto giornalista saudita Jamal Khashoggi accade ciò che accade. Nel settembre 2017, il giornalista, ormai in esilio, scrive un pezzo sul Washington Post, dove, rovesciando la simpatia mondana attorno al giovane principe, denunciava un’Arabia Saudita mai così repressiva: “Saudi Arabia Wasn’t Always This Repressive. Now It’s Unbearable”.
Conclusione lapidaria della reporter statunitense, «As of this writing, Khashoggi is thought to be dead»: ‘nel momento in cui scrive questo articolo, Khashoggi è da considerare morto..’

Ma come possono
pensare di cavarsela?

Domanda chiave, come è possibile tanta violenza praticamente scoperta? Arroganza ma sopratutto, certezza della impunità. Gli Stati Uniti, ricorda il NYT, hanno stretti rapporti strategici con l’Arabia Saudita, “nonostante l’abissale violazione dei diritti umani del regno”, e con il tacito sostegno americano alla sua brutale guerra nello Yemen, “iniziato durante l’amministrazione di Barack Obama”. A destra e a sinistra, ce n’è per tutti. “Ma non c’è mai stato un presidente americano tanto entusiasta entusiasta dei sauditi come Trump”.
Un paese alleato contro l’Iran. Per il resto, diritti umani e quant’altro, Trump ha chiarito che gli Stati Uniti non pretenderanno più di difendere i valori liberali a livello globale. E in tutto il mondo, le restrizioni su comportamenti brutali si stanno allentando, denuncia Human Rights. Esempi ultimi, il capo dell’Interpol arrestato in Cina e la giornalista bulgara Viktoria Marinova, il cui programma televisivo ha condotto indagini su potenti uomini d’affari e politici, trovata stuprata e uccisa. Ora, Jamal Khashoggi.

Intanto sul Washington Post

L’intelligence Usa, sostiene il quotidiano, intercettò comunicazioni tra funzionari sauditi che discutevano di un piano per catturare Khashoggi. “L’erede al trono dell’Arabia Saudita, Mohammed bin Salman – si legge – ordinò un’operazione per attirare l’editorialista del Washington Post Jamal Khashoggi in Arabia Saudita dalla sua casa in Virginia e poi arrestarlo”. Khashoggi, riporta il quotidiano Usa, confidò ad un amico che il governo saudita non avrebbe mai tenuto fede alla promessa di non fargli del male. “Non mi fido di loro neanche un po’ “, disse Khashoggi a un amico a maggio, dopo aver ricevuto una alettante offerta da Saud al-Qahtani, un consigliere della corte reale saudita, per tornare in Patria.

 

AVEVAMO DETTO

Sorgente: Delitto di Istanbul, NYT: ‘teppismo tirannico’ incoraggiato da Trump –

Spread the love
  •  
  •   
  •   
  •   
  •   
  •  
  •  
468 ad
< >

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

adwersing