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Def, Tria e Salvini precisano: nessun caos sui numeri della flat tax – Rai News

Una nota conferma risorse in media per 1,7 miliardi l’anno tra il 2019 e il 2021. Sulle coperture Tria intanto puntualizza: “Ammontano a 15 miliardi di euro nel 2019, di cui 6,9 miliardi di tagli di spesa e 8,1 miliardi di aumenti di entrate”. E conferma le cifre della Manovra: 36,7 miliardi

10 ottobre 2018 “Nessun caos sulla flat tax”. Lo chiariscono il vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, e il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, in una nota congiunta dopo le indicazioni di stamattina sulle risorse destinate alla flat tax, per Tria 600 milioni nel 2019 e 1,8 miliardi nel 2020, per Salvini 1,7 miliardi. “Dicono la stessa cosa e le stesse cifre con una prospettiva diversa. Le risorse stanziate sono quelle dette da Tria – si legge nella nota – cioè 600 milioni nel 2019, 1,8 miliardi nel 2020 e 2,3 miliardi nel 2021: in totale a regime ci sono 1,7 miliardi all’anno come sostiene Salvini. Nel triennio abbasseremo le tasse con una media annuale stimabile in 1,7 miliardi”, conclude la nota. La differenza di anno in anno è attribuibile alla contabilizzazione a valere sui conti pubblici del taglio di imposizione fiscale Irpef relativamente ad acconto e saldo. Tria: la manovra non è un salto nel buio Non nasconde che qualche preoccupazione c’è. Ma sottolinea anche che si tratta di una manovra ragionata e non è di un salto nel buio. Parola del ministro dell’economia, Giovanni Tria. “La salita dei rendimenti sui titoli di stato desta certamente preoccupazione ma voglio ribadire che si tratta di una reazione eccessiva e non giustificata rispetto ai fondamentali dell’economia italiana”, spiega davanti alle commissioni Bilancio riunite alla Camera. I partiti di governo hanno già deciso di “ridimensionare alcune proposte e posporne delle altre” per mantenere un livello di indebitamento “analogo” a quello degli anni precedenti, mantenendo “un surplus primario”. Secondo Tria “non dobbiamo lasciare che la volatilità di breve termine dei mercati offuschi la nostra capacità di formulare valutazioni e previsioni equilibrate”. Auspicata collaborazione tra i soggetti competenti “Auspichiamo quindi una mutua e proficua collaborazione nel processo di valutazione dell’imminente legge di bilancio tenendo in considerazione i rilievi e le osservazioni dei soggetti competenti – prosegue – Continueremo a costruire un clima collaborativo nella consapevolezza che tutte le misure possono dispiegare a pieno i propri effetti solo in un quadro di coordinamento istituzionale”. E in tal senso ricorda: “che il nostro intervento si muove nella cornice istituzionale europea. La modifica al sentiero di convergenza verso il MTO è uno degli strumenti messi a disposizione nell’ambito della governance comunitaria recepiti dal nostro ordinamento per permettere ai paesi membri di meglio adattare e valutare le proprie politiche in base a mutati contesti macroeconomici”. I numeri della manovra: le coperture ci sono La manovra di bilancio per il 2019 vale circa 37 miliardi e “contiene anche misure espansive, e interventi di copertura finanziaria – illustra ancora il ministro dell’Economia – Nel 2019 ci sono coperture per 15 miliardi di euro, di cui 6,9 miliardi di tagli di spesa e 8,1 di aumenti di entrate. Ci sono anche politiche di riduzione delle imposte il cui ammontare è pari a 0,6 miliardi nel 2019, 1,8 nel 2010 e 2,3 nel 2021. L’effetto sul tasso di variazione del Pil è contenuto e raggiunge lo 0,1% nel 2021”. Le risorse per la flat tax Gli interventi previsti per la flat tax dal governo avranno un costo nel primo anno di soli 600 milioni, per poi salire a 1,8 milioni nel 2020 e a 2,3 milioni nel 2021: in totale 4,7 miliardi in tre anni. Proprio su questo punto Salvini aveva precisato: “Il costo per la flat tax sarà di 1,7 miiardi di euro e non di soli 600 milioni”. Tecnici Mef non meno validi degli altri, serve rispetto reciproco Il ministro Tria infine parla dei tecnici del Mef, dopo le parole al vetriolo pronunciate nei giorni scorsi dal portavoce del premier, Rocco Casalino che – in un messaggio audio – aveva minacciato di ‘cacciarli’ se non avessero trovato i soldi. “Nessuno ha voluto mettere in dubbio le capacità tecniche dell’Upb ma credo che il rispetto istituzionale vada in tutte le direzioni” e “le strutture tecniche del Mef non sono meno valide degli altri istituti” ha spiegato. “I modelli del Mef non sono inferiori a quelli degli altri. Credo che l’Upb abbia rispetto per le nostre stime e ha fatto osservazioni puntuali e nel pieno rispetto noi abbiamo risposto. Qui stiamo parlando del ministero dell’Economia e di strutture tecniche che da anni stimano queste cose”. Anche il presidente del Consiglo Giuseppe Conte, subito dopo la bufera. seguita alle parole di Casalino, aveva parlato “di massima fiducia” e di “polemiche che lasciano il tempo che trovano”.
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