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C’è un’importante elezione in Baviera – Il Post

Si vota per le regionali e gli storici alleati di Merkel, che governano da sempre una delle regioni più ricche della Germania, potrebbero non ottenere la maggioranza

Oggi si vota in Baviera, una delle regioni più ricche, popolose e importanti della Germania. Questo rende rilevante qualsiasi elezione in Baviera, ma quelle di quest’anno lo sono in particolare per due ragioni. La prima è che l’Unione Cristiano-Sociale (CSU), il partito conservatore bavarese storico alleato della CDU di Merkel, rischia di non arrivare a ottenere la maggioranza assoluta dei seggi nel parlamento locale, e sarebbe un evento rarissimo. La seconda è che il leader della CSU è Horst Seehofer, attuale ministro dell’Interno tedesco, al centro di molte questioni – su tutte l’immigrazione – che riguardano da vicino l’Italia e l’Europa (per esempio quella sui cosiddetti migranti “dublinati”).

La Baviera è il secondo stato più popoloso della Germania, con 12,5 milioni di abitanti e 9 milioni di elettori (il primo è il Nordrhein-Westfalen, quello di Düsseldorf e di Colonia). Come superficie è il più grande, e da solo copre il 20 per cento di tutto il territorio tedesco. È anche uno stato ricco, dove hanno sede alcune delle società più importanti della Germania, come BMW e Siemens. Per cinquant’anni la Baviera è stata, più di ogni altra regione della Germania, un luogo di grande stabilità elettorale. Dal 1962, i conservatori dell’Unione Cristiano-Sociale (CSU) hanno perso solo una volta la maggioranza assoluta: nel 2008, per ritrovarla poi nel 2013.

Come dicono i sondaggi, la CSU – il cui attuale primo ministro bavarese Markus Söder non è molto popolare – dovrebbe perdere di nuovo la maggioranza assoluta, ma in proporzioni molto maggiori rispetto a quelle di dieci anni fa. A quel tempo la CSU aveva ottenuto il 43,4 per cento dei voti, il suo peggior risultato dal 1958. Oggi, come mostrano le intenzioni di voto, oscilla intorno al 33 per cento: ha perso tre punti percentuali da settembre e cinque punti da agosto. La CSU avrà comunque la maggioranza relativa, salvo sorprese clamorose: dovrà però governare insieme a un altro partito, e fare i conti con un indebolimento probabilmente mai così grave.

I sondaggi
Il partito che continua a guadagnare punti nei sondaggi è quello dei Verdi, che viene stimato al secondo posto con circa il 18 per cento. L’AfD, il principale partito della destra radicale, terzo partito in Germania per numero di parlamentari, in Baviera è dato al 13 per cento circa (nel 2013 non aveva partecipato alle elezioni). I socialdemocratici della SPD sono all’11 per cento mentre i Freie Wähler, un partito locale conservatore e tradizionalista, sono quasi al 10 per cento. I liberali dell’FDP e la sinistra sono invece molto bassi e distanziati rispetto agli altri.

Uno degli ultimi sondaggi pubblicati su Spiegel Online.

Verdi e Freie Wähler
In Baviera i Verdi sono guidati da Ludwig Hartmann, 40 anni, e da Katharina Schulze, 33 anni. Lei ha attirato in particolare l’attenzione dei media: è giovane, carismatica, fa cose divertenti per farsi notare (lo scorso febbraio durante il carnevale si è vestita da Daenerys Targaryen di Game of Thrones dicendo che a ottobre avrebbe conquistato la politica bavarese per mettere fine alla maggioranza della CSU), sta portando avanti una campagna elettorale molto vivace ed è esplicitamente antifascista: «Mai più guerra, mai più fascismi», ripete spesso. «Essere antifascista non significa essere un’estremista di sinistra», ha anche spiegato.

Nelle elezioni regionali bavaresi del 2013 i Verdi avevano ottenuto solo il 9,4 per cento dei voti. Negli ultimi sondaggi hanno praticamente raddoppiato il loro consenso e questo sembra riflettere una tendenza che supera i confini della Baviera. Anche in Assia, dove si terranno le elezioni regionali a fine mese, i Verdi sono in crescita e anche lì sono dati al 18 per cento. Nella campagna elettorale per la Baviera i Verdi stanno mantenendo un atteggiamento piuttosto equilibrato verso il partito al governo, la CSU, cercando di alternare critiche e aperture. In Italia tendiamo ad associare automaticamente i Verdi all’estrema sinistra, ma in Europa non è così: in generale si può affermare che stanno portando avanti una visione europeista, liberale e di apertura sui temi dell’immigrazione (in un’intervista sulla Stampa di venerdì 12 ottobre Schulze ha parlato non di «gestire», ma di «costruire l’integrazione (…) la CSU ha reso sempre più difficile la concessione di permessi di lavoro, e quindi è cresciuto il numero di coloro che stanno qui ma sono disoccupati»).

Katharina Schulze e Ludwig Hartmann, Monaco, 11 ottobre 2018 (Philipp Guelland/Getty Images)

Il secondo partito con cui teoricamente la CSU potrebbe allearsi sono i Freie Wähler guidati da Hubert Aiwanger, 47 anni. Fuori dalla Germania meridionale non li conosce quasi nessuno; in Baviera e nel Baden-Württemberg governano a livello comunale, così come in Sassonia. Sono considerati conservatori e, poiché sono principalmente attivi a livello locale, non hanno mai avuto un unico programma condiviso e ben definito. Chiedono asili nido gratuiti e meno contratti a tempo determinato, come l’SPD; si oppongono alla costruzione di una terza pista all’aeroporto di Monaco, come i Verdi; vogliono limitare il ricongiungimento familiare per i rifugiati e facilitare il rimpatrio degli immigrati, come la CSU; vogliono introdurre lo studio delle tradizioni locali nelle scuole, promuovere i dialetti e preservare i costumi.

In realtà la loro strategia, semplificando, è affermare che sono come la CSU, ma solo più ragionevoli. Molti elettori dell’Unione Cristiano-Sociale troverebbero umiliante la formazione di un governo insieme ai Freie Wähler, mentre Aiwanger ha comunque già stabilito una condizione senza la quale il suo partito non potrebbe mai entrare in una coalizione: no alla terza pista all’aeroporto di Monaco.

È anche grazie ai Freie Wähler se l’AfD in Baviera, almeno nei sondaggi, non ha ancora raggiunto la forza che ha in altri stati; molti potenziali elettori dell’AfD potrebbero anche votare per loro, scrive lo Spiegel. Allo stesso tempo, l’ascesa del partito di estrema destra AfD è la più forte minaccia per i Freie Wähler. Entrambi hanno comunque raccolto i voti degli scontenti della CSU. Negli ultimi anni a livello nazionale i leader della CSU sono stati critici nei confronti delle politiche di apertura ai migranti adottate da Merkel e questo ha causato anche una recente crisi di governo. La CSU, in teoria, avrebbe dovuto essere un’efficace barriera al populismo anti-migranti dell’AfD. Le cose però sono andate diversamente: alle ultime elezioni generali la CSU in Baviera ha perso il 10 per cento dei voti e AfD ha ottenuto il 12,6 per cento, una crescita dell’8 per cento rispetto al suo risultato del 2013.

Sui social network, in questi giorni, circola molto un video che mostra il candidato dell’AfD Andreas Winhart mentre parla dei richiedenti asilo che sono malati di HIV, scabbia e tubercolosi. Oltre ai soliti argomenti razzisti, la strategia dell’AfD per la campagna elettorale in Baviera è attaccare la CSU definendo inverosimile il suo spostamento a destra sui migranti, mentre loro avranno il coraggio di andare fino in fondo senza mediazioni: «L’AfD mantiene ciò che la CSU promette», è uno degli slogan di queste settimane. Hanno anche affermato che Franz Josef Strauß, uno dei fondatori della CSU e ex presidente della Baviera, voterebbe AfD se fosse ancora vivo. Nei sondaggi l’AfD viene stimata come terza forza politica bavarese. Una coalizione fra CSU e l’estrema destra sembra per ora, comunque, un’opzione poco probabile.

Sorgente: C’è un’importante elezione in Baviera – Il Post

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