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Allarme diabete: un malato ogni 8 livornesi: «Colpa della povertà» – Cronaca – il Tirreno

Il Duomo di Livorno illuminato per la giornata mondiale del diabete

Livorno, il dato è triplicato negli ultimi 20 anni. Il primario Di Cianni: «Attenzione a mangiare cibi grassi che saziano ma sono dannosi»

di Giulio Corsi

LIVORNO. Nove uomini livornesi su 100 hanno il diabete. E’ un dato eclatante e drammatico: siamo la città col record di patologia diabetica in tutta la Toscana. Anche tra le donne siamo al top: 76 diabetiche ogni mille residenti. A Piombino, per fare un confronto provinciale, sono 71 ogni mille, a Pisa ancora meno, 69.

In totale, secondo l’Asl, sono 14mila i livornesi a cui è stata diagnosticata la malattia. Ma considerando che ogni tre casi noti ce n’è uno non conosciuto e uno a rischio elevato, in città si stima che siano affetti dalla patologia oltre 20mila livornesi, seimila dei quali non lo sanno. Tradotto: ogni otto persone che incontriamo per strada una ha il diabete, un quadro che piazza la nostra città ai livelli del Meridione, dove la diffusione è a massima.

«La malattia aumenta in maniera inversamente proporzionale al Pil e al reddito pro capite di ogni territorio, così come l’obesità che ne è strettamente correlata», spiega Graziano Di Cianni, primario di Diabetologia all’ospedale. In sostanza, c’è un problema di ricchezza ma anche un problema culturale: «Alimentazione e stile di vita sono determinanti – dice il medico -. Non è un caso che in Toscana, dopo Livorno, siano Massa e Grosseto ad avere numeri superiori rispetto al resto della regione».

«La povertà porta a mangiare roba che sazia ma che è dannosa – sottolinea Di Cianni -. Sa quanti pazienti mi dicono “dottore, il pesce costa, meglio pane e mortadella”». E poi ci sono gli stili di vita: è vero che Livorno è in cima alle classifiche nazionali per la pratica di attività sportive, ma ci distinguiamo anche per altro. «I nostri giovani sono grandi consumatori di té in brick, probabilmente non sapendo che è la bevanda che ha il più alto contenuto di zucchero». Ma il nodo sono i grassi: «Attenzione ai cibi ad alto contenuto calorico che possono saziare: i grassi aumentano l’insulino-resistenza», dice Di Cianni. Non a caso l’associazione del diabete con sovrappeso e obesità è così nota che per alcuni studiosi si dovrebbe parlare di diabesità.

La curva di crescita della malattia è impressionante: 20 anni fa la popolazione colpita da diabete era il 2.5%. Oggi è più che triplicata. «È aumentata la consapevolezza e dunque i controlli grazie alle campagne di massa, ma c’è stata anche una maggior diffusione della malattia – sottolinea Di Cianni -. Allo stesso tempo è cambiato il sentire comune: prima il malato diceva: “Ho un po’ di diabete, ogni tanto mi faccio un po’ d’insulina e sto bene”. Non c’era la consapevolezza delle complicanze, che sono il vero problema del diabete: chi ha la malattia, non ha solo la glicemia, ma anche il colesterolo alto e la pressione alta».

Gli organi bersaglio delle complicanze sono l’occhio, il rene, i sistemi nervoso e cardiovascolare. «Il diabete è la prima causa di dialisi o di amputazione – ricorda il primario -. La prevenzione è fondamentale: bisogna controllarsi e chi sa di avere la malattia deve fare esami periodici e screening». I dati, qui, sono positivi: negli ultimi tre mesi all’ospedale si è proceduto ad una sola amputazione per

piede diabetico. È un record: viaggiavamo anche a 2-3 al mese. «Merito della prevenzione – dice Di Cianni – e dell’integrazione sempre più efficace con la Chirurgia Vascolare, la Radiologia Interventistica e l’Ortopedia, ma anche per altri aspetti con Nefrologia, Cardiologia e Oculistica».

Sorgente: Allarme diabete: un malato ogni 8 livornesi: «Colpa della povertà» – Cronaca – il Tirreno

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