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Addio a Gilberto Benetton, Alessandro verso la successione: il ruolo di Cerchiai e Patuano

Avrebbe potuto essere un’eredità relativamente facile, sebbene complessa come lo sono generalmente i grandi gruppi imprenditoriali, quella che Gilberto Benetton lascia alla sua famiglia. Edizione srl, la cassaforte diventata grande soprattutto grazie alla sua visione imprenditoriale, è una holding di partecipazioni assai articolata, con un’anima industriale che conta oggi circa 100 mila addetti, in gran parte impiegati in settori ad alta competitività internazionale come Autogrill, Aeroporti di Roma, Cellnex o la stessa Benetton da cui tutto è partito.

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Un gruppo giudicato tra i più dinamici e ben gestiti, cresciuto nel tempo senza grandi scossoni e fino all’inizio dell’estate proiettato a diventare, grazie all’acquisizione della spagnola Abertis, un campione italiano capace di competere nel mondo. Poi, a metà agosto, il drammatico crollo del Ponte Morandi, «un disastro», come Gilberto stesso ebbe a dichiarare in quei giorni, un «disastro» che promette conseguenze sul gruppo oggi difficili da prevedere, così trasformando un’eredità relativamente agevole in un cammino problematico.
Gilberto era l’anima finanziaria della famiglia. Se i fratelli Carlo e Giuliana erano i tecnici e Luciano il creativo, è stato lui che con il supporto del manager più fidato, Gianni Mion, ha gettato le basi per la creazione di un impero stimato 10 miliardi che ha dato lustro internazionale alla dinastia. Seguendo le linee di un piano di diversificazione iniziato alla fine degli anni 80 del secolo scorso con l’acquisto dall’Iri della finanziaria alimentare Sme, da cui è nata Autogrill, la marcia è proseguita con l’acquisizione di reti autostradali, aeroporti, immobili e partecipazioni finanziarie, fino all’ingresso nel capitale dei templi storici della finanza nazionale, Generali e Mediobanca, passando per Telecom Italia.

LA TRATTATIVA SU ABERTIS
Era l’unico membro della famiglia a essere rappresentato nel consiglio di Atlantia, proprio per il suo ruolo attivo nella holding di partecipazioni. Lui aveva tessuto i rapporti istituzionali con Florentino Perez per dare il via, attraverso l’acquisizione di Abertis, al più grande gruppo delle infrastrutture in Europa. E sempre lui aveva partecipato alla trattativa per la conquista di Cellnex, una società di grande potenziale nel settore delle torri per le telecomunicazioni presente in quasi tutta Europa: su di essa Edizione ha investito 1,5 miliardi di proprio capitale, sempre con l’idea maestra di supportare il management nel processo di crescita in un comparto di forte competizione, con in più la complessità della variabile tecnologica.

LA PRIMA LINEA
Nell’idea di dover un giorno passare la mano, negli ultimi anni aveva scelto alcuni manager di provata professionalità cui aveva affidato la gestione del business quale supporto indispensabile per facilitare il passaggio tra la prima e la seconda generazione. Sicché, prima Fabio Cerchiai e poi Marco Patuano, rispettivamente presidente e amministratore delegato di Edizione, avevano assunto la guida della holding lasciando un’impronta visibile nella governance aziendale. Affiancati da Gianmario Tondato da Ruos (ceo di Autogrill) e da Giovanni Castellucci (amministratore delegato di Atlantia e Autostrade per l’Italia), Cerchiai e Patuano costituiscono la linea manageriale chiamata a gestire in prima battuta questa fase particolarmente delicata del gruppo.

LA CONCESSIONE
Il crollo del Ponte Morando, oltre ad aver scatenato l’ostilità di una parte del governo che senza attendere l’esito del giudizio della magistratura vorrebbe cancellare la concessione assegnata ad Autostrade, apre infatti un capitolo che potrebbe modificare in qualche misura la mission di Edizione. Qualora infatti l’esecutivo dovesse davvero ritirare la concessione in pendenza di giudizio, in obbligo ai doveri societari Atlantia non potrebbe che far causa allo Stato chiedendo il risarcimento dei 20-22 miliardi che il contratto-convenzione prevede. Ma ciò sicuramente scatenerebbe una querelle con il mondo politico che fatalmente si percuoterebbe sulle attività del gruppo, rendendo più complicata ogni successiva scelta imprenditoriale.

SULLE ORME DELLO ZIO
Insomma, si prospetta una sorta di corsa a ostacoli per il management di Edizioni che perciò dovrà usare grande diplomazia, soprattutto ora che Gilberto non potrà più esercitare la sua influenza sulla rete di rapporti che a lui facevano capo. Ed è quasi naturale che a prendere il suo posto, quale rappresentante della famiglia, sarà Alessandro Benetton, secondogenito di Luciano (che a sua volta ha da poco ripreso la guida di Benetton Group per raddrizzarne i destini) e in un certo senso predestinato alla successione, avendo seguito le orme dello zio con la sua 21 Investimenti, con a fianco la cugina Franca Bertagnin Benetton (secondogenita di Giuliana) anch’essa già presente nel comitato esecutivo di Edizione.

Sorgente: Addio a Gilberto Benetton, Alessandro verso la successione: il ruolo di Cerchiai e Patuano

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