Pages Navigation Menu

il contenitore dell'informazione e della controinformazione

.

A Rapallo le barche in piazza e Portofino isolata: “La strada è stata cancellata” – La Stampa

Voragini di diversi metri e frane, il borgo dei vip è raggiungibile soltanto via mare. Angoscia dei cittadini per il futuro. Toti: faremo di tutto per ricostruire entro Pasqua

di Marco Menduni

La macchinina gialla da bambino è ribaltata in mezzo alla Piazzetta ma nessuno se ne cura. C’è da rimediare ai danni della mareggiata, liberare i moli e i portici dai detriti, salvare la merce dei negozi. Cacciar fuori con ogni mezzo l’acqua che ha invaso i locali, risalendo per via Roma, ben oltre la veranda del mitico ristorante Puny, dopo aver devastato le imbarcazioni del porto. Eppure la testa degli abitanti e di chi qui ci lavora, una comunità di cinquecento persone, non è soltanto qui. È tutta concentrata sulla strada provinciale che collega il borgo dei vip a Santa Margherita. Il pensiero è fisso sui prossimi mesi: che cosa accadrà?

 

Perché Portofino è isolata. Perché la strada non c’è più. Perché la carreggiata è costellata di voragini larghe tre, quattro metri e se ti sporgi vedi l’acqua del mare che sbatte sotto dopo aver eroso la roccia. Negli altri tratti è andata peggio: tre frane sono venute giù con la potenza di un maglio e hanno distrutto tutto, scaraventando in mare e sulla spiaggia asfalto e solette.

 

Il sindaco Matteo Viacava è attaccato al telefono. «Stiamo sistemando il paese, ma il disastro – s’infervora alzando la voce – è che non c’è più la strada, non c’è più la strada».

 

Il borgo è ricacciato indietro nel tempo di più di un secolo, quando quel collegamento carrabile realizzato all’inizio del ’900 non esisteva ancora e gli unici modi per approdare a Portofino erano il mare e i sentieri sul Monte. Però le onde sono ancora altissime, i battelli fermi, solo i gommoni dei sommozzatori affrontano il percorso. Alternativa più veloce: inerpicarsi, sudare e imprecare sui sentieri e le scalette dal paesino di Nozarego, alle spalle di Santa Margherita. Più di un’ora di cammino spaccagambe.

 

Il primo cittadino è tra i pochi che si avventura tra i marosi su un gommone per arrivare a Santa Margherita e parlare con il governatore Giovanni Toti. Lui, il presidente, assicura: «Faremo il possibile per avere la nuova strada entro Pasqua». Però davanti ci sono mesi di isolamento e ogni idea, in questo momento, vale: dal ponte Bailey al collegamento no stop con qualsiasi genere di imbarcazione si riesca a trovare in Liguria.

 

Alle loro spalle il Covo di Nord-Est, il locale che sembra un piccolo fortilizio sul mare, scenografia dell’Italia del jet set e degli artisti internazionali degli Anni Sessanta e Settanta, è distrutto. Spazzata via la pista da ballo, disintegrate le scalette della terrazza, invasi dal fango tutti i locali. La tempesta non ha rispettato nemmeno questa piccola memoria d’Italia. Alle spalle del Covo, gli smottamenti hanno ferito la Cervara, zona di villa sontuose. «Non ci posso credere», urlava da lì nel 1993 Charlize Theron nello spot della Martini e Rossi che ne decretò il primo, grande successo d’immagine dell’attrice: la scena in cui il vestito impigliato si sfilaccia pian piano rivelando il logo del vermouth. «Non ci posso credere» sospirano oggi i testimoni della devastazione.

Sulle imbarcazioni dei sommozzatori salgono i cinquanta turisti stranieri che abbandonano gli hotel. Pier Silvio Berlusconi, l’amministratore delegato di Mediaset, martella il governatore Toti al cellulare, imprigionato nel sontuoso Castello Bonomi-Bolchini a Paraggi dove vive con la moglie Silvia Toffanin e i figli. Sulla strada, da una parte del Castello c’è una grande voragine, dall’altra anche. Nel tardo pomeriggio raggiungono tutti la Piazzetta, salgono sul gommone che li riporta a Santa Margherita alle 18.36. «Contro le forze della natura scatenate – sospira Pier Silvio prima di imbarcarsi – non si può fare assolutamente nulla». Lo yacht distrutto? «L’importante è che stiamo tutti bene, l’unica cosa che conta».

 

Perché mentre la potenza del mare spinto dal vento incrudeliva su Portofino, andavano sott’acqua le altre perle del Tigullio. Rapallo: il day after del crollo della diga del porto turistico Riva è un’altra scena di devastazione. C’erano 390 imbarcazioni: la metà è stata scaraventata verso la passeggiata. Ora stanno come scheletri, le une contro le altre. Rotti gli ormeggi, davanti al lungomare ondeggia il Suegno di Pier Silvio Berlusconi. Percorri qualche decina di metri e l’altra balena morente è il Sakara di Mohamed Al Fayed, il padre di Dodi.

 

Il resto è la storia di ordinario eroismo della Guardia Costiera. Dopo che un’onda ha polverizzato la diga del porto, nell’immagine diventata simbolo di una giornata da incubo, venti marittimi sono rimasti prigionieri sulla parte superstite della struttura. «Siamo diventati matti, ne abbiamo fatte di tutti i colori, abbiamo spaccato un mezzo ma li abbiamo salvati tutti», raccontano gli uomini della capitaneria. A Santa Margherita sono riusciti a far incagliare a pochi metri da riva un peschereccio che si stava per schiantare sulla spiaggia, mentre anche qui crollava una porzione della diga foranea. Arriva la sera e il Tigullio si immerge in un’atmosfera spettrale. La conta dei danni sarà pesantissima.

Sorgente: A Rapallo le barche in piazza e Portofino isolata: “La strada è stata cancellata” – La Stampa

Spread the love
  •  
  •   
  •   
  •   
  •   
  •  
  •  
468 ad
< >

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.