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Taranto, quartiere Tamburi emergenza gas radon in 27 ambienti scolastici

Pubblicato il documento con l’esito dei controlli dell’Arpa: su 121 locali esaminati ci sono ventisette locali in tre scuole del quartiere tarantino

 PAMELA GIUFRÈ

20 Settembre 2018

TARANTO – Sono in totale 27 gli ambienti scolastici (su un totale di 121 esaminati nelle scuole Deledda, Vico e De Carolis) interessati ad un superamento del livello limite di riferimento di 300 Bq/m3 fissato dalla normativa regionale per il gas radon. Il dato conosciuto già da qualche giorno è stato ora ufficializzato da Arpa Puglia in un documento pubblicato l’altro ieri sera sul sito dell’agenzia. Il documento illustra in dettaglio la normativa vigente, sia quella nazionale che regola l’esposizione al gas radon negli ambienti di lavoro (limite fissato a 500 Bq/m3), sia quella regionale che regolamenta i limiti di esposizione presso edifici cosiddetti strategici e in quelli destinati all’istruzione, compresi asili nido e scuole materne. Entrambe le normative – chiarisce l’Arpa – non prevedono l’interdizione ad horas degli stessi ambienti in caso di superamenti dei limiti fissati, ma la predisposizione di uno specifico piano di risanamento.

La nota pubblicata da Arpa era stata sollecitata dai genitori delle scuole interessate a tali superamenti, ossia Deledda, Vico e De Carolis. Scuole e classi per le quali, appunto, come dice la norma, non sono previste restrizioni ma le misure di bonifica. La nota Arpa, però, non sembra contenere un dettaglio chiesto dai genitori che nei giorni hanno protestato e non portato i figli a scuola: ossia quali sono i reali valori? I genitori vorrebbero capire a quale esposizione i propri figli sono stati soggetti nei periodi di monitoraggio effettuato da Arpa. Oltre a chiarire cosa prevede la normativa vigente, la nota Arpa elenca anche le altre scuole tarantine che hanno aderito al proprio invito volto ad individuare la concentrazione di radon negli edifici scolastici dei quartieri Tamburi e Borgo di Taranto. L’Agenzia aveva, infatti, predisposto un proprio progetto nell’ambito del Piano Nazionale Radon per la riduzione del rischio di tumore polmonare in Italia e nell’ambito delle attività di monitoraggio del radon previste in carico alla Agenzia dal Piano Regionale della Prevenzione, in linea con la Legge Regionale n. 30/2016.

Ad aderirvi sono state l’istituto Maria Immacolata, l’istituto comprensivo Galilei (plessi Galilei, Consiglio, Gabelli e Giusti), il liceo scientifico Battaglini, il liceo Aristosseno, l’istituto comprensivo XXV Luglio-Bettolo ed, appunto, il comprensivo Vico-Ce Carolis (compreso il plesso Deledda). Il monitoraggio è stato completato ed i risultati sono stati resi noti solo per le scuole Vico, De Carolis, Deledda, dove sono state rilevate le criticità, e l’istituto Maria Immacolata dove non è stato rilevato alcun superamento. Il monitoraggio (che deve essere annuale, elaborato in due semestri) non si è ancora concluso nelle altre scuole e, dunque, non si conosce ancora alcun dato. Al Battaglini e all’Aristosseno, tali attività avranno comunque termine nel prossimo mese di ottobre. Presso il comprensivo XXV Luglio-Bettolo, si ultimerà invece nel prossimo mese di maggio 2019.

Dopo aver spiegato anche l’origine del gas radon, gas nobile radioattivo naturale che viene generato nella crosta terrestre, l’Arpa dettaglia cosa si fa nel caso in cui la presenza di radon dovesse risultare superiore al limite fissato dalla legge. E cioè, entro e non oltre sessanta giorni viene predisposto un piano di risanamento (che deve passare al vaglio dell’Asl) con relativa proposta di crono-programma di realizzazione delle opere non oltre un anno. Nel caso delle scuole tarantine, sono tuttavia in via di attuazione ulteriori e più tempestive misure di mitigazione del fenomeno.

Sorgente: Taranto, quartiere Tamburi emergenza gas radon in 27 ambienti scolastici

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