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“Scritti corsari”: la rivoluzione sociale e la politica del consumo in Pasolini

Scritti corsari di Pier Paolo Pasolini è uno di quei testi che raramente entrano a far parte dei programmi scolastici; tuttavia, molto potrebbe dirci sulla storia dell’Italia e su chi siamo noi oggi. Il libro è costituito da una serie di scritti giornalistici pubblicati tra il 1973 e il 1975, nei quali Pasolini tratta di temi di scottante attualità quali l’aborto, il divorzio, l’omosessualità. Inoltre descrive e analizza, con acutissima capacità critica, l’emergere incalzante di una società capitalistica e consumistica nell’Italia degli anni ’70.

Scritti corsari: la rivoluzione sociale e la politica del consumo in Pasolini

Avendo assistito all’affermarsi della politica fascista e alla sua caduta, negli anni del dopoguerra Pasolini osserva il mutamento della società italiana (che egli definisce una vera e propria «mutazione antropologica»). Infatti questa dalla cultura contadina, basata su una netta distinzione tra classi sociali, ma anche su un forte concetto di famiglia e sul rispetto dei valori religiosi, era passata in poco tempo ad una cultura di tipo industriale. Di conseguenza si era arrivati all’avvento di un conformismo in cui lo scrittore stenta a vedere il consolidarsi di una cultura umanistica capace di porsi controcorrente rispetto allo status quo. Pasolini si fa notare sulla scena culturale proprio per le sue affermazioni anticonformistiche e spesso deliberatamente provocanti, che hanno però lo scopo di svelare la falsa retorica che si nasconde dietro al linguaggio del potere e l’adeguamento della classe dominante all’ideologia edonistica del consumo.

L’ansia del consumo è un’ansia di obbedienza a un ordine non pronunciato. Ognuno in Italia sente l’ansia, degradante, di essere uguale agli altri nel consumare, nell’essere felice, nell’essere libero: perché questo è l’ordine che egli ha inconsciamente ricevuto, e a cui «deve» obbedire, a patto di sentirsi diverso. Mai la diversità è stata una colpa così spaventosa come in questo periodo di tolleranza.

Scritti corsari: la rivoluzione sociale e la politica del consumo in Pasolini
Scritti corsari

Pasolini in Scritti Corsari arrivò a sostenere tesi che furono aspramente criticate anche dagli intellettuali a lui contemporanei. Ad esempio, per quanto riguarda la questione dell’aborto, si pose a sfavore della sua legittimazione, che era propugnata invece dalla sinistra. La sua posizione potrebbe apparire estremamente conservatrice, ma Pasolini spiega le sue motivazioni in un modo che, se non può essere condiviso, bisogna almeno tentare di comprendere, perché nessuna visione può davvero dirsi progressista se accettata passivamente e non analizzata in modo critico.

Per capire le idee di Pasolini bisogna risalire alla sua visione politica: lo scrittore era tanto avversario di quella classe dirigente democristiana, che non aveva fatto altro che riproporre un nuovo fascismo in Italia e che era espressione della piccola borghesia emergente, quanto fortemente critico della sinistra che, a suo parere, nell’intento di favorire le masse proletarie e sottoproletarie aveva finito per accettare l’affermarsi di una cultura capitalistica, che si faceva falsa promotrice di valori di libertà. Per quanto riguarda dunque la questione dell’aborto, Pasolini affermò che da un punto di vista pratico e razionalistico quest’ultimo poteva certo apparire come una grande conquista che avrebbe dato maggiore libertà alle donne. Dal suo punto di vista però avrebbe provocato una perdita del concetto di sacralità della vita e avrebbe portato al compimento di una visione sempre più pragmatica della realtà senza più spazio per i sentimenti e per quei valori che avevano sostenuto la società contadina per millenni. Inoltre, Pasolini credeva che una volta che la libertà sessuale fosse stata accettata dal potere essa si sarebbe tradotta non in una forma di “tolleranza” ma in un obbligo sociale che, imponendo al singolo di comportarsi come la maggioranza, lo avrebbe finalmente privato della libertà.

Oggi la libertà sessuale della maggioranza è in realtà una convenzione, un obbligo, un dovere sociale, un’ansia sociale, una caratteristica irrinunciabile della vita del consumatore. La facilità ha creato l’ossessione; perché è una facilità «indotta» e imposta, derivata dal fatto che la tolleranza del potere riguarda unicamente l’esigenza sessuale espressa dal conformismo della maggioranza. Protegge unicamente la coppia: e la coppia ha finito per diventare una condizione parossistica, anziché diventare segno di libertà e di felicità.

Scritti corsari: la rivoluzione sociale e la politica del consumo in PasoliniScritti corsari è un libro che ci costringe riflettere perché descrive una fase importantissima della storia e della politica italiana attraverso il punto di vista di un intellettuale che sempre mise in discussione la visione della classe dominante e che mai accettò lo stato delle cose senza passarle al vaglio della propria coscienza critica. La sua fortissima capacità di intuizione gli permise di cogliere dietro un apparente stato di benessere generale i campanelli d’allarme di una società che propugnava un modello falsamente libertario, ma che nascondeva un conformismo repressivo che avrebbe provocato una degradazione della società e uno stato di angoscia e di accidia generale con cui ancora oggi dobbiamo fare i conti.

Consuelo Ricci per MIfacciodiCultura

Sorgente: “Scritti corsari”: la rivoluzione sociale e la politica del consumo in Pasolini

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