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MInacce e intimidazioni alle proiezioni del film su Stefano Cucchi – red@zione

Leggiamo comunicati su intimidazioni da parte della Digos dove si proietta il film Su Stefano Cucchi “sulla mia pelle”, riportiamo per tanto questo commento dove e stato fatto saltare :

Il film su Cucchi non s’ha da fare.

Come avrete visto, abbiamo annullato la proiezione di stasera di “Sulla mia pelle”, il film che ripercorre gli ultimi giorni di Stefano Cucchi.

Ci fa un po’ strano scrivere due righe a riguardo, perché non ci era mai capitato di annullare un’iniziativa.

Non che la cosa ci demoralizzi: già domani saremo alla Cooperativa Popolare Infrangibile per la ripresa degli allenamenti gratuiti di muay thai e boxe aperti a tutti (ore 21:00) e venerdì per la presentazione di “Cronache ribelli”, l’almanacco di Cannibali e Re (sempre ore 21:00).

Riguardo all’annullamento c’è poco da dire: come spesso capita, i contesti provinciali scontano un dato di scarsa agibilità politica: mancanza di spazi liberati, di disponibilità all’andare oltre il seminato (sempre più ristretto) in termini di produzione culturale. E questo, purtroppo, anche in realtà come la nostra che riescono ad esprimere un livello di conflittualità discretamente costante per svariati motivi (lotte operaie, antirazzismo nei quartieri ecc..).

Ringraziamo i gestori della Coop e dello spazio antistante i giardini di Piazza Paolo VI per la disponibilità (fino all’ultimo la proiezione si sarebbe dovuta svolgere nel campetto di calcio), in particolare questi ultimi che hanno dovuto superare non poche pressioni.

Il tutto si è arenato però di fronte all’avviso ricevuto dalla DIGOS che tutti gli organizzatori sarebbero stati denunciati sia civilmente che penalmente con cifre che, molto banalmente, il nostro collettivo non si può permettere di pagare.

Non che la cosa ci stupisca: ci siamo sempre assunti le nostre responsabilità e i nostri rischi, ma di fronte alla certezza di una conseguenza repressiva non sostenibile abbiamo reputato stupido andare a schiantarci, compromettendo le future attività.

Se come noi reputate che questa drammatica mancanza di agibilità sia intollerabile, vi invitiamo ad attivarvi in futuro: solo essendo in tanti si riesce ad aggirare il limite della repressione e promuovere cultura svincolata dai profitti delle multinazionali dell’industria culturale.

Mentre scriviamo il comunicato riceviamo notizia di un nuovo stato di agitazione alla TNT di Piacenza: un classico per la nostra città, ma che dovrebbe rimandare tutti al ragionare su quanto in questi anni l’azione repressiva sia cresciuta (ogni sciopero significa decine di denunce per noi e i ragazzi che lavorano in magazzino): impariamo a riconoscere le ingiustizie che capitano a 30 metri da casa nostra, per prevenire che tragedie più grandi si verifichino, come voleva raccontare il film di stasera.

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