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Meningite, sei giovani ricoverati. Il primario: Si tratta del virus Toscana, trasmesso da un moscerino – Cronaca – il Tirreno

Livorno: curati a malattie infettive, erano arrivati con febbre e mal di testa. Cinque di loro erano stati in vacanza all’Isola d’Elba

di Giulio Corsi

LIVORNO. Sei persone sono state ricoverate nell’ultima settimana al reparto di malattie infettive dell’ospedale con la diagnosi di meningite. In tutti e sei i casi si è trattato di meningite virale, dunque non contagiosa. I pazienti hanno tutti un’età tra i 20 e i 40 anni. Cinque di loro erano stati in vacanza all’isola d’Elba. È probabilmente lì che secondo il primario Spartaco Sani hanno contratto la malattia attraverso la puntura di un pappatacio, un insetto simile alle zanzare, di piccole dimensioni, i cui pinzi sono particolarmente fastidiosi ed irritanti. «Si tratta del Virus Toscana – spiega Sani -, trasmesso da un moscerino, un flebotomo presente in tutto il Mediterraneo. In tutti i casi si è trattato di forme leggere, che richiedono tuttavia un inquadramento diagnostico specialistico».

Cinque dei ricoverati sono della provincia di Livorno (un livornese, tre piombinesi e un elbano), il sesto è di Pontedera. Tutti sono arrivati al reparto di malattie infettive di viale Alfieri dopo essersi presentati nei pronto soccorso del proprio territorio. «Accusavano mal di testa, febbre, in alcuni casi irritazione meningea», spiega Sani.

Non trattandosi di una forma contagiosa, i pazienti sono stati ricoverati insieme, a due a due, nelle stanze del 9° padiglione e sottoposti ad una cura anti-infiammatoria. «Il livello della meningite era blando, li abbiamo tenuti ricoverati per quattro giorni, accelerando la guarigione e poi dimessi», continua il primario.

Non è la prima volta che il Virus Toscana colpisce d’estate all’isola d’Elba: le cronache del Tirreno nel 2014 raccontavano di tre casi di meningite a Portoferraio a causa della puntura del pappatacio, tutti risoltisi per il meglio.

Sani ricorda anche la polemica che si alzò una decina di anni fa dopo che tre cittadini di Belluno, che erano stati in ferie all’Elba, tornarono con febbre alta e mal di testa, dopo aver contratto la meningite da Virus Toscana: i laboratori di Belluno e di Padova spedirono addirittura il siero a Firenze per la verifica della diagnosi. «Ma sono casi che si ripetono ogni anno, nel periodo estivo se ne verifica sempre un numero importante – spiega Sani -. L’inizio di settembre è un mese molto intenso da questo punto di vista, per lo sviluppo di questo insetto, che poi è lo stesso flebotomo che trasmette anche la leishmaniosi. È un problema tipicamente stagionale, che tuttavia va preso in seria considerazione».

Non a caso nel 2013 una quarantenne di Empoli finì in coma: anche lei era da poco tornata da una vacanza all’Elba, l’insetto le aveva provocato una meningo-encefalite virale.

Sei casi in una settimana rappresentano un campanello d’allarme. «Un cluster epidemico», lo definisce Sani: vale a dire non una vera e propria epidemia, ma un aumento significativo dei casi di infezione, causati dal medesimo fattore. «Tuttavia non è un problema elbano», ripete più volte il primario. Il Virus Toscana ha causato meningiti in almeno cinque regioni italiane: «In alcune di esse si sono verificate delle epidemie anche in anni recenti, di norma meno gravi rispetto alle meningiti contratte in altri modi», si legge sul sito del Ministero della Salute. Il virus tra l’altro è presente anche in altri paesi mediterranei, tra cui Spagna, Portogallo, Francia, Croazia, Grecia, Cipro, Turchia.

* PER CAPIRE

Il Virus Toscana (TOSV) prende il nome della nostra regione, in cui è stato isolato all’inizio degli anni ’70. È un virus non molto conosciuto, trasmesso da flebotomi (pappataci) che può provocare meningite e meningoencefalite nell’uomo, soprattutto nei mesi estivi.

Sorgente: Meningite, sei giovani ricoverati. Il primario: Si tratta del virus Toscana, trasmesso da un moscerino – Cronaca – il Tirreno

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