Pages Navigation Menu

il contenitore dell'informazione e della controinformazione

.

La campagna preventiva del Colle per evitare strappi alla Costituzione – La Stampa

Gli interventi di Mattarella si moltiplicano: l’ultimo ieri in difesa dei giornali che Di Maio aveva messo nel mirino. “Una stampa sgombra da condizionamenti, pubblici o privati, è strumento importante a tutela della democrazia”

di Ugo Magri

Per la terza volta in una settimana, il Capo dello Stato tocca temi ad alta tensione. Mercoledì aveva parlato di giustizia e politica; venerdì delle minacce alla pace in Europa; ieri è intervenuto in difesa della libera informazione. L’ha fatto seguendo una prassi che ormai è caratteristica di questa presidenza, potremmo definirlo «stile Mattarella»: cioè senza tuffarsi nel gorgo delle polemiche, astenendosi dalle reazioni a caldo, evitando di «cantarle» a questo o a quello, lasciando trascorrere almeno 48 ore prima di pronunciarsi. Per poi cogliere la prima circostanza utile, che sia una cerimonia, una visita, un discorso, e lì mettere i puntini sulle «i». Lo spunto in questo caso l’ha offerto un messaggio di auguri a due testate (Giornale di Sicilia e Gazzetta del Sud) che si sono appena rimesse a nuovo.

Al Quirinale nessuno considera il governo “sorvegliato speciale”

Mattarella ha colto la palla al balzo per avvertire come «una stampa credibile, sgombra da condizionamenti pubblici e privati», insieme a «società editrici capaci di sostenere lo sforzo dell’innovazione e dell’allargamento della fruizione dei contenuti giornalistici», rappresentino «strumenti importanti a tutela della democrazia». Con l’aggiunta che «questa consapevolezza deve saper guidare l’azione delle istituzioni».

 

La campagna ostile

Il messaggio non nomina Di Maio. Del resto, nemmeno Salvini venne citato quando il presidente ricordò, durante la commemorazione di Scalfaro, che nessuno è sopra la legge. Eppure in quell’occasione tutti, a cominciare dal leader della Lega, compresero perfettamente a chi si riferisse Mattarella. Idem stavolta. Per giorni il capo politico dei Cinquestelle aveva minacciato gli organi di informazione, colpevoli ai suoi occhi di spargere fandonie: basta finanziamenti diretti (che i grandi giornali non ricevono) e fine anche alle agevolazioni indirette. Più una legge per colpire gli editori «impuri» e un’altra per abolire l’Ordine dei giornalisti. Inoltre, come usava nella Prima repubblica, Di Maio ha impartito disposizione agli enti pubblici di non fare pubblicità sui media ostili. Una campagna martellante. Per cui il messaggio presidenziale balza subito all’occhio, e come in filigrana vi si legge l’esatto rovescio di quanto ha sostenuto il vice-premier. La libera stampa è alla base della democrazia; no ai condizionamenti privati, ma lo stesso principio valga per quelli pubblici; lo sforzo di innovazione merita sostegno. Questo afferma Mattarella. Non per niente Fieg (editori) e Fnsi (giornalisti) l’hanno ringraziato in tempo reale. Stessa cosa hanno fatto i magistrati per la difesa del loro ruolo, impiegandoci però tre giorni.

 

Dissuasione preventiva

Chi è di casa al Quirinale esclude intenti polemici. Di Maio non è un bersaglio, così come non risulta esserlo Salvini. Lo spirito del Colle è ispirato alla massima collaborazione. Lassù nessuno considera il governo alla stregua di sorvegliato speciale. Mattarella riconosce alla politica i suoi diritti, che ciascun protagonista interpreta come crede. Esce dal riserbo se e quando vede in gioco le regole e i principi. Lo fa piantando volta a volta i «picchetti» che fissano il perimetro costituzionale. Di questi picchetti, ultimamente, Mattarella ne sta mettendo parecchi. I frequentatori del Colle la considerano una forma di «dissuasione preventiva», un modo per avvisare in anticipo i naviganti che certe scorciatoie potrebbero portarli dritti sugli scogli. Di passaggi a rischio se ne annunciano una quantità.

 

Il precedente Savona

Sono in arrivo provvedimenti che, per come vengono propagandati dal governo, darebbero parecchio lavoro ai giuristi del Quirinale. Dove si attende che arrivi il decreto per Genova, in modo da valutarne la conformità con le direttive Ue. Quando verrà approvato il pacchetto immigrazione e sicurezza verranno approfonditi profili (estensione dei reati che consentono l’espulsione e anticipato giudizio dei presunti colpevoli) dalla dubbia costituzionalità. Stessa cosa sulla legittima difesa. E poi le nomine: il presidente avrà l’ultima parola sul successore di Nava in Consob. Visto il precedente Savona, dovrà trattarsi di nome che non fa una grinza.

Sorgente: La campagna preventiva del Colle per evitare strappi alla Costituzione – La Stampa

Spread the love
  •  
  •   
  •   
  •   
  •   
  •  
  •  
468 ad
< >

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

adwersing