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Fermare il razzismo-Il Bolscevico

Fermare il razzismo

Cinquanta aggressioni razziste in 90 giorni

Salvini cita Mussolini: “Tanti nemici, tanto onore”

Ormai non passa quasi giorno che le cronache non registrino un caso di aggressione di stampo razzista a danno di migranti, rom, persone di colore, cittadini di fede musulmana. Aggressioni che possono essere anche solo di tipo verbale, con insulti e minacce apertamente razziste, ma nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di vere proprie aggressioni fisiche, con pugni, calci e bastonate, com’è successo il 26 luglio a Partinico contro un richiedente asilo senegalese aggredito e picchiato al grido di “tornatene a casa tua, sporco negro”, e il 2 settembre a Raffadali (Ag) ai danni di un sedicenne tunisino. Oppure con il lancio di oggetti contundenti da auto in corsa, come il caso successo il 29 luglio a Moncalieri alla atleta italiana di colore Daisy Osakue, che ha rischiato seri danni ad un occhio e di non poter partecipare ai campionati europei.

Ma sempre più spesso – cosa particolarmente inquietante – con l’uso di fucili e pistole ad aria compressa, com’è successo l’11 giugno a Caserta, contro due ragazzi maliani colpiti da tre giovani a bordo di una Panda che gli hanno sparato al grido “Salvini, Salvini”; com’è capitato il 18 luglio a Roma ad una bimba rom di un anno, ferita alla schiena da un piombino sparato da un terrazzo con una carabina ad aria compressa; com’è successo 26 luglio a Vicenza ad un operaio edile colpito alle spalle mentre lavorava su un ponteggio, e com’è successo in diversi altri casi e zone d’Italia, come a Forlì, Pistoia, Latina, Terracina, Caserta e Napoli. Con un evidente effetto di imitazione preceduto a breve distanza dall’assassinio di Soumaila Sacko, inaugurando un tiro al bersaglio contro migranti e rom che anticipa sinistramente quel che potrebbe accadere se passasse la legge sull’estensione della legittima difesa e sulla liberalizzazione delle armi come previsto dal “contratto” di governo Lega-M5S.

Per quanto il governo nero Salvini-Di Maio proclami che in Italia non esiste un’emergenza razzismo (ma esisterebbe però l'”emergenza migranti”!), la crescita esponenziale negli ultimi mesi delle aggressioni a sfondo razziale e xenofobo è sotto gli occhi di tutti, tanto che l’Unhcr, l’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati, con una nota del 30 luglio si è detto preoccupato per “il crescente numero di attacchi compiuti in Italia contro cittadini stranieri”.

Da dove viene l’aumento esponenziale del razzismo

Il procuratore di Torino, Armando Spataro, intervenendo anche dopo il secondo caso del fermo della nave Diciotti, è tornato a denunciare l’aumento dei casi di razzismo, dichiarando che “le notizie da varie parti d’Italia sembrano confermare tale crescita e non credo che siano frutto solo della maggiore attenzione che a tali fatti riserva il mondo della informazione”, puntando il dito contro chi tra i politici “alimenta sentimenti estremi” e aggiungendo di non condividere “il modo in cui si discute della possibile modifica della legittima difesa e di abolire la legge Mancino”.

Un giornalista, Luigi Mastrodonato, ha riportato su una mappa dell’Italia, visibile sul suo profilo twitter, i casi di aggressioni razziste documentate sulla stampa dal 1° giugno al 31 agosto, cioè nei tre mesi dall’insediamento di questo governo: i casi registrati sono quasi una cinquantina, tra cui quelli da noi citati, vale a dire circa uno ogni due giorni. E questo a fronte di una trentina di casi registrati ufficialmente dall’Ocse in tutto il 2016. Proiettando i casi degli ultimi tre mesi su tutto l’anno vorrebbe dire che da quando si è insediato il governo nero Salvini-Di Maio le aggressioni razziste (solo quelle riportate sui media) sono aumentate di quasi sette volte!

Non possono quindi esserci dubbi sul fatto che l’allarme razzismo è più che giustificato, e soprattutto che a crearlo non sono certi giornali o “qualcuno per sentirsi un po’ di sinistra”, come dice Di Maio coprendo così il fascista e razzista Salvini, ma è lo stesso governo nero Lega-M5S, che da quando si è insediato ha sdoganato e dato segnale di via libera, con parole e con atti, ai peggiori istinti razzisti e xenofobi che sono stati seminati nel paese in questi anni.

Come non c’è dubbio che il principale responsabile di questa situazione sia il caporione fascista e razzista della Lega, vicepremier e ministro di polizia, Matteo Salvini, con l’avallo e la copertura del ducetto pentastellato, vicepremier e ministro del Lavoro, Luigi di Maio, e del loro fantoccio a Palazzo Chigi, Giuseppe Conte. È Salvini il premier di fatto che detta la linea e l’agenda del governo, e che fin dal primo giorno che ha messo piede al Viminale non ha mai smesso di seminare odio e lanciare proclami e interventi razzisti, dichiarando di voler cacciare 600 mila “clandestini” e di schedare i rom e che per i migranti era “finita la pacchia”, chiudendo i porti alle navi delle Ong che salvavano i migranti “in crociera” nel Mediterraneo e perfino alle navi della guardia costiera italiana.

A cosa mira la crociata salviniana

È Salvini che oltre a soffiare sul razzismo e la xenofobia cerca anche di risvegliare il nazionalismo italiano attaccando gli altri paesi europei, ma non Orban, con cui fa invece asse e che riceve in prefettura a Milano come fosse un incontro tra due capi di Stato. Lo stesso dittatore fascista ungherese che capeggia il gruppo di Stati dell’Est che sono in prima fila nel rifiutare qualsiasi redistribuzione dei migranti e nel lasciare che se la sbrighino da soli i paesi di primo approdo come l’Italia.

Ed è sempre Salvini che nella sua crociata razzista, xenofoba e nazionalista, sfidando e minacciando la magistratura che lo ha indagato con cinque capi di imputazione, che vanno dal sequestro di persona all’abuso d’ufficio per il blocco della nave Diciotti, proclama che per lui essi rappresentano altrettante “medaglie”, di avere con sé “60 milioni di italiani” e di essere “fiero” di essere inquisito “perché difendo i confini del mio paese”. Lui che si firma sui suoi profili facebook e twitter col motto fascista “io non mollo”, e poi getta definitivamente la maschera rivelando apertamente chi è il suo modello ispiratore, Mussolini: come quando in risposta agli attacchi dei pochi intellettuali come Saviano, e anche di cattolici come il settimanale Famiglia cristiana, ha postato sui social il motto mussoliniano “tanti nemici tanto onore”, guarda caso proprio in coincidenza della data di nascita del duce.

È evidente che il caporione della Lega sta attuando a marce forzate il suo ambizioso disegno di radunare e capeggiare sotto la sua nera bandiera l’intera destra italiana, dai “moderati” berlusconiani fino ai fascisti di CasaPound e Forza Nuova, che difatti lo hanno già riconosciuto come il loro duce e agiscono in perfetta sincronia con le sue dichiarazioni e direttive fasciste e razziste. Come si è visto anche a Rocca Di Papa, dove i fascisti romani hanno cercato di bloccare l’arrivo dei migranti sbarcati dalla Diciotti, tentativo sventato però con successo dagli antifascisti accorsi per difenderli.

Purtroppo occorre prendere atto che la sua martellante e quotidiana propaganda razzista e xenofoba, aiutata anche dal suo indubbiamente sapiente ed efficace uso dei social media alla Goebbels, sta facendo sempre più presa nella società, come dimostrano anche i sondaggi elettorali che danno la Lega ben quattro punti sopra i Cinquestelle. Anche se non vanno presi per oro colato, perché ignorano l’astensionismo e indicano solo i rapporti di forza tra i partiti, non dicendo nulla sullo spostamento effettivo dei voti.

Sta di fatto, comunque, come chiunque di noi può osservare intorno a sé, in famiglia, sul lavoro, tra gli amici e perfino tra compagni, che il veleno del razzismo e della xenofobia sta penetrando in profondità tra le masse, e questo grazie anche alla criminale responsabilità dei partiti riformisti e rinnegati della “sinistra” borghese che in questi anni le hanno disarmate ideologicamente, politicamente e culturalmente, lasciandole in balia di partiti qualunquisti, demagoghi e razzisti, per andare al governo e servire la grande borghesia capitalista. Come ha fatto il PD di Renzi, Gentiloni e Minniti che ha aperto loro la strada.

Rieducare le masse all’antifascismo e all’antirazzismo

Salvini, con la complicità di Di Maio e Conte, sta spostando ad arte l’attenzione dei lavoratori e delle masse dai loro gravi problemi economici ai temi dell’immigrazione e della sicurezza, così come sta deviando la loro rabbia contro i migranti anziché contro i veri responsabili della crisi, i capitalisti e la borghesia. In sostanza sta applicando contro i migranti, i rom, i musulmani la stessa strategia di Hitler, che in piena crisi della Repubblica di Weimar riuscì a dirottare la rabbia delle masse dalla grande borghesia capitalista verso gli ebrei, additandoli come responsabili delle loro spaventose condizioni di miseria e disoccupazione.

Ai marxisti-leninisti e a tutti gli antifascisti e antirazzisti coscienti spetta perciò l’importante compito di chiarire con pazienza e fermezza alle masse la situazione, sconfiggere dialetticamente le idee razziste e xenofobe che hanno attecchito in loro, smascherare la vera essenza dell’ideologia seminata dai razzisti e fascisti e rieducarle alla solidarietà di classe, all’internazionalismo proletario e agli ideali antifascisti e antirazzisti.

Occorre far loro prendere coscienza che questo governo non è il “governo del cambiamento”, come vanno cianciando Salvini, Di Maio e il loro fantoccio Conte, ma nemmeno un governo con due anime, una di destra, impersonata dalla Lega, e una di sinistra rappresentata dal M5S, come in fondo si illudono certe forze ed elettori di sinistra delusi dal PD che li hanno votati. Ma che questo, come ha denunciato per primo e per ora quasi da solo il documento del Comitato centrale del PMLI, è invece un mostro fascista, razzista e xenofobo, il governo del fascismo del XXI secolo.

Che tutti gli antifascisti, gli antirazzisti, i progressisti e i cattolici democratici si uniscano al PMLI per fermare la marea montante del razzismo. L’esempio da seguire è quello dei coraggiosi antirazzisti catanesi che hanno sfidato i manganelli della polizia di Salvini per liberare gli ostaggi della Diciotti, ed è quella dei quindicimila antirazzisti, antifascisti e democratici che sono scesi spontaneamente in piazza a Milano per manifestare contro il fascista e razzista Orban e il suo “eroe” e camerata Salvini.

Fermiamo il razzismo e buttiamo giù tutti insieme il governo nero fascista e razzista Salvini-Di Maio. Poi ciascuno andrà per la sua strada. Noi continueremo a lottare per abbattere il capitalismo e conquistare il socialismo, come ha insegnato la gloriosa Rivoluzione d’Ottobre. Che è l’unica strada per dare il potere al proletariato e cambiare davvero l’Italia.

(Articolo de “Il Bolscevico”, organo del PMLI, n. 31/2018)

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