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Troll russi, il grande problema dell’Italia… – Sputnik Italia

Se oggi negli Stati Uniti comanda Trump e non Hillary Clinton, se in Inghilterra ha vinto la Brexit e in Italia governano Lega e 5 stelle è tutto per colpa della Russia e dei suoi troll, che avrebbero preso di mira anche Mattarella. Tutto da dimostrare, ma il tormentone dei troll russi senz’altro è una buona arma di distrazione di massa.

Stando alla stampa italiana sul Belpaese imperversa il pericolo dei fatidici troll russi, che utilizzando ben 400 account twitter avrebbero addirittura tentato di provocare le dimissioni del presidente della Repubblica Mattarella. Si tratta di ipotesi da dimostrare, come anche la capacità di decidere le sorti delle elezioni nel mondo attraverso dei messaggi sui social. Sorgono spontanee delle domande: 400 tweet avranno davvero un impatto così potente sull’opinione pubblica? Dei messaggi diffusi sui social potrebbero influenzare il voto degli elettori o alle urne i cittadini dicono la loro in base ai problemi reali del Paese?

Bruno Ballardini
© Foto : fornita da Bruno Ballardini
Bruno Ballardini

Ad indagare ora sui presunti attacchi troll russi è la Procura di Roma, la Polizia Postale, il Copasir e il Dis. Evidentemente i troll rappresentano una priorità oggi fra le questioni da risolvere nel Paese, o quantomeno sono la scusa perfetta da usare comodamente ad ogni evenienza. Sputnik Italia ha raggiunto per un’intervista in merito Bruno Ballardini, saggista, esperto di comunicazione strategica.— In Italia non si fa che parlare dei troll russi, i quali avrebbero influenzato le elezioni del 4 marzo e adesso si tratterebbe addirittura di un attacco a Mattarella. Sta indagando in merito l’antiterrorismo. Bruno Ballardini, che idea si è fatto di questa caccia ai troll russi e di un tale allarmismo?

— È una immensa buffonata che fa da strascico al Russiagate americano, anche quello una buffonata. Quando si tratta di questioni inerenti ai servizi segreti abbiamo una lama a doppio filo: come non si può dimostrare la verità, non si può nemmeno dimostrare la falsità. Queste strategie da un punto di vista della comunicazione sono utilissime per la propaganda, cioè per lasciare un sospetto, che si diffonde a macchia d’olio. La gente potrebbe cambiare opinione se la strategia fosse intelligente, purtroppo la strategia americana è profondamente stupida, perché si capisce benissimo l’origine.

Non è possibile che oggi esistano soltanto troll russi, sappiamo che gli hacker più potenti e più tecnici sono cinesi. È assurdo che ci si concentri soltanto sulla Russia, c’è un problema di tipo politico. Chi ha montato tutto questo? È ovvio che si tratta degli americani, vi è una russofobia costante che ha come obiettivo il fatto di rimanere a governare da soli il mondo. Si crea un danno all’immagine al concorrente, come si fa nel marketing. Ammesso che ci sia qualcuno che abbocca.

— 400 tweet possono davvero influenzare l’opinione pubblica? Come possono dei troll o degli account falsi far votare in un modo o nell’altro le persone? Evidentemente gli elettori votano in base ai problemi reali del Paese?

— Nella vecchia Europa nessuno crede a queste stronzate. Come poter credere che una serie di messaggi su internet possa influenzare milioni di persone o ottenere ad esempio l’impeachment di Mattarella? È da stupidi. C’è dietro un apparato della CIA, ma gli americani sono talmente stupidi da credere che noi abbocchiamo a tutto quanto. È ovvio che si tratta di un’operazione di immagine. Questi signori si sono dimenticati che noi non abbiamo l’impeachment così come funziona negli Stati Uniti, conoscono molto male le leggi italiane. I giornalisti fanno da cassa di risonanza, si tratta di giornali chiaramente filoamericani come il Corriere della Sera e la Repubblica.

I maggiori produttori di fake news sono esattamente quelli che si stanno strappando le vesti e fanno le grandi campagne contro le fake news. Questo meccanismo è ridicolo. Nello specifico, Mattarella è una persona inoffensiva, l’obiettivo era mettere in difficoltà il nuovo governo che si stava formando.

— Perché?

— È un governo che minaccia di essere a favore della Russia e dell’abolizione delle sanzioni. È scattato immediatamente il meccanismo americano di attaccare il governo italiano. Mattarella non c’entra niente, è una persona che non farebbe male ad una mosca. Tutto questo denota per me una crisi politica americana, che ormai è evidente, non sanno più a che cosa attaccarsi. I troll sono l’ultimo dei nostri problemi, perché ci sono problemi molto più grossi. Non saranno 400 troll che cazzeggiano su internet ad influenzare le popolazioni dell’Europa contro la Russia. È ora di svegliarsi e di capire quanto sia stupida l’America con questi trucchi.

— Il coinvolgimento della Russia in questa vicenda è tutto da dimostrare, ma dire che è colpa dei russi rimane lo strumento più comodo da utilizzare in ogni occasione, non crede?

— I russi sono uno dei tanti babau, storicamente uno dei più importanti, perché c’è stata la paura dei cosacchi, la paura dei comunisti che mangiano i bambini. La Russia non ha nulla a che fare con questa mitologia. È una paura pompata dagli apparati economici americani perché temono l’altro grande concorrente; il loro obiettivo, come dicevo, è restare l’unica potenza a governare il mondo. Noi non possiamo permettere questo, non è giusto, è meglio che rimanga la Russia, ma anche la Cina, anche l’India, così come tutte le nuove potenze che stanno emergendo. Per avere un mondo più democratico serve un mondo basto sulla diversità, non un unico pensiero e un’unica potenza politica. Non lo accetteremo mai.

Sorgente: Troll russi, il grande problema dell’Italia… – Sputnik Italia

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