Firenze, 15 agosto 2018 – Il Ferragosto del centrosinistra toscano è in apnea. E se rialza la testa vede un orizzonte sfuocato. Manca chiarezza, strategia. La strada da percorrere. I renziani aspettano che la ‘guida’ tiri fuori la soluzione dal cilindro, gli oppositori della minoranza, pochi, stanno alla finistra, i renziani scontenti speravano in un dibattito vero, profondo, esaustivo dopo il flop alle politiche prima e alle amministrative dopo.

L’opzione scelta è stata quella di prendere tempo sia a livello regionale che nazionale con i congressi che verranno, con molta calma. Intanto però il calendario corre. E anche gli appuntamenti tradizionali arrivano. Ci sarebbe da riconquistare il popolo del Pd, ma anche le Feste dell’Unità si contano ormai sulle dita. A Firenze la kermesse è ridotta al minimo storico. C’è un Pd sbriciolato che con la festa non ritrova certo l’unità. Ma un tentativo c’è, quanto meno lo sforzo di contrabbandarla. I volontari sono quasi estinti, se si pensa che gli unici stand provenienti dallo territori sono la friggitoria di Sesto e un altro paio. Tutti gli altri spazi saranno affittati ma si fa fatica anche a trovare chi li prenda.

Non fare la festa prima delle Comunali 2019 di Firenze sarebbe stato un suicidio senza assistenza, questo lo hanno capito anche i ragazzi del partito che di stampo renziano sono entrati nel Pd nuovo formato, più Leopolda che circolo e sezione di partito. E infatti la Leopolda, quest’anno, come Matteo Renzi ha già annunciato non sarà solo Pd (ma quando mai lo è stata): sarà un momento d’apertura o d’uscita? Di sicuro una via per sperimentare qualcosa di nuovo. Quando tutto ciò che c’era da rottamare è stato rottamato, rottamatore compreso. Un rottamatore però pronto al riciclo, al riuso virtuoso. Pur sapendo che anche in casa, a questo giro, non remeranno tutti dalla stessa parte. «Ritorno al Futuro» il titolo dell’edizione dal 19 al 21 ottobre 2018.

«Segnerà un passaggio innovativo e importante» dice Renzi. Insomma, quanto meno c’è curiosità come per le prime edizioni della Leopolda. Difficile con questo stato di cose piuttosto confusionario dipanare la matassa. Ma nomi ne circolano eccome sia per le sfide comunali del 2019 (soprattutto Firenze e Prato) e le regionali del 2020. La corsa per la Toscana potrebbe vedere un big renziano in pista come Luca Lotti, ex ministro ed ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Mentre l’ipotesi di dirottare il sindaco di Firenze Dario Nardella per volare sul Pegaso pare accantonata. Se Lotti correrà per il post Rossi, vuol dire che le eterne candidature di Eugenio Giani, presidente del consiglio regionale e campione di preferenze ogni elezione a cui partecipi, e di Stefania Saccardi saranno state messe definitivamente in un angolo. A Firenze, portate a casa le due nuove linee tramviare Dario Nardella potrebbe fare la corsa per il bis ma c’è chi soffia sul fuoco del Pd e dice che Giani potrebbe correre per conto suo con l’appoggio di liste civiche. Fantapolitica? Al momento sì. A Prato il sindaco Matteo Biffoni dovrebbe essere della partita anche se il rapporto col partito non è stato particolarmente ‘fluido’ (vedi aeroporto) e la giunta ha zoppicato su più questioni (evitando un rimpasto forse necessario). Troverà sulla sua strada Giorgio Silli del centrodestra e qualche nome civico ‘interessante’.