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Il crollo del ponte Morandi: 35 vittime tra cui tre bambini di 8, 12 e 13 anni, ma si scava ancora – Repubblica.it

Resta provvisorio il bilancio dei morti e dei feriti. Tre bambini di 8, 12 e 13 anni hanno perso la vita.Tra le vittime anche due dipendenti della municipalizzata Amiu. Il sindaco annuncia due giorni di lutto cittadino. Per l’intera notte si è continuato a scavare. Due delle tre aree di ricerca sono state bonificate. Devastante l’impatto sulla viabilità con forti ripercussioni sull’intera rete autostradale ligure. Il ministro Toninelli: “Chiederemo la revoca della concessione alla società Autostradedi MARCO LIGNANA, ERICA MANNA, CRISTINA NADOTTI e MATTEO PUCCIARELLI, video di ALESSANDRO CONTALDO e ANDREA LATTANZI, multimedia a cura del VISUALDESK

La procura di Genova ha aperto un’inchiesta per disastro colposo e omicidio colposo plurimo a carico di ignoti per accertare le cause di quella che il Procuratore Francesco Cozzi ha definito “una tragedia immane e insensata”. Per ore i soccorritori di vigili del fuoco, protezione civile e delle forze dell’ordine hanno lavorato tra le macerie, in cerca di sopravvissuti, e le operazioni sono andate o avanti per tutta la notte e proseguiranno anche nella giornata di oggi. I vigili del fuoco hanno individuato tre punti di scavo e si stanno si stanno muovendo lungo tutto l’asse del ponte caduto.

Sono 16 i feriti trasportati negli ospedali genovesi, tra cui 4 persone estratte vive dalle lamiere. Uno di loro, in codice verde, è stato dimesso. Ricoverata in codice rosso una pensionata di 75 anni che è rimasta intossicata nella sua abitazione, andata a fuoco dopo essere stata travolta.

Genova, crolla ponte Morandi. Soccorritori al lavoro di notte, le immagini riprese dal drone

All’ospedale San Martino di Genova sono 5 i codici rossi, tutti pazienti con politraumi. Tra loro un 30enne in rianimazione in gravi condizioni con un forte trauma toracico. Ricoverato anche un 28enne che era a bordo di un tir rimasto sospeso sul bordo del precipizio, con un forte trauma a una spalla.

Le ricerche dei corpi e di eventuali superstiti sono andate avanti tutti la notte e proseguiranno nelle prossime ore. Le squadre dei vigili del fuoco hanno lavorato sui due lati del Polcevera in cui ci concentrano le macerie e anche nel letto del torrente. Al momento due delle tre aree di ricerca sono state bonificate: si tratta di quella che si trova sul lato sinistro del fiume, dove ci sono i depositi dell’Amiu – l’azienda ambientale del Comune di Genova -, e di quella al centro del Polcevera, dove ci sono i resti di diversi mezzi pesanti e di auto schiacciate da un enorme pezzo di ponte conficcato nel terreno. Le ricerche invece continuano nella zona della ferrovia, lungo il lato destro del fiume: lì i vigili del fuoco stanno scavando sia attorno ai resti del pilone sia poco più in là, dove sotto un pezzo di ponte crollato si è aperto una sorta di cratere con ancora dei mezzi all’interno.

C’è chi si è salvato per miracolo: è il caso di Davide Capello, portiere di una società di calcio amatoriale di Savona, che è sopravvissuto a un volo di 30 metri nella sua auto. I detriti sono crollati sulle case nelle vie sottostanti il ponte, via Porro e via Fillak, su diversi capannoni e su parte dell’Ikea. Tra le vittime ci sono anche due operai dell’Amiu, la municipalizzata che si occupa della raccolta rifiuti. I due lavoratori si trovavano all’interno di un furgone all’interno dell’isola ecologica che è stata travolta da uno dei piloni crollati.

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Sono almeno 400 i residenti della zona che hanno dovuto lasciare le loro case. Molti lo hanno fatto autonomamente recandosi da amici o parenti, un centinaio passeranno la notte nel centro civico di via Buranello, messo a disposizione dal Comune. L’area nei dintorni del torrente Polcevera è stata subito isolata e sono state interrotte le forniture di gas ed energia elettrica.

            · CONTE: “BASTA CON TRAGEDIE SIMILI”

“Dovremo adottare un piano per mettere a frutto tutti i dati informatici e operare un monitoraggio costante e incisivo, non è possibile che si verifichino tragedie del genere”, ha detto il premier Giuseppe Conte, arrivato attorno alle 18.30 sul luogo del disastro. “È ancora presto per verificare cause e responsabilità, ma tragedie del genere non devono più accadere – ha aggiunto -. Bisogna fare in modo che tutto il territorio sia messo in sicurezza”.

Inoltre il premier spiega che “dobbiamo lavorare alla ricostruzione del ponte, ma bisogna studiare per assicurare a Genova, e non solo, un percorso alternativo. Perché la A10 è un’arteria che interessava un traffico più intenso, non solo locale”. Anche il viceministro ai Trasporti, il leghista Edoardo Rixi, ha parlato di un’inevitabile demolizione di ciò che resta del ponte. “Il problema in futuro sarà come gestire il traffico genovese, con ferrovia e autostrada inutilizzabili. Il ponte è pericoloso e andrà distrutto. Saremo più vicini possibile a istituzioni locali e città per dare un collegamento nel più breve tempo possibile”, ha detto Rixi, arrivato sul luogo del disastro.

Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, invece ha fatto sapere di non voler puntare (adesso) il dito contro nessuno, ma ai microfoni del ‘Tg4’ ha affermato: “Da società Autostrade, che fa un utile miliardario, vorrei e vorrò sapere, da privato cittadino e da ministro, quanto viene reinvestito in manutenzione ordinaria. Perché se uno fa profitto, deve anche meritarselo”. Aggiungendo: “Serve chiarezza, non può esserci un’altra strage senza colpevoli e qui hanno nomi e cognomi ben precisi”. Dunque, “qualcuno deve finire in galera”.

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Il sindaco Marco Bucci ha proclamato per mercoledì 15 e giovedì 16 agosto, due giornate di lutto cittadino. “Si tratta di una tragedia terribile, ma Genova non è in ginocchio”, ha assicurato il primo cittadino, “la città sta reagendo”. Il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, ha detto di temere un numero di vittime molto più alto di quello diffuso finora. La macchina dei soccorsi e quella sanitaria hanno funzionato perfettamente, ha aggiunto, spiegando che in città è scattata una gara di solidarietà tra aziende, che hanno fornito gru e macchinari, cittadini pronti a donare il sangue e medici rientrati in servizio. “Chiariamo che non abbiamo bisogno di plasma, le scorte sono sufficienti, e il personale sanitario necessario verrà richiamato, inutile muoversi se non richiamati”.

A Genova gli studi dei medici di famiglia resteranno aperti per i casi meno gravi nei prossimi giorni, in modo in modo da alleggerire il lavoro dei pronto soccorso.

  • MATTARELLA: “DISGRAZIA SPAVENTOSA E ASSURDA”

“È una catastrofe quella che ha colpito Genova e l’Italia intera. Su persone e famiglie inermi si è abbattuta una disgrazia spaventosa e assurda. Il primo pensiero – mio come di tutti gli italiani – va alle vittime, ai feriti, alle sofferenze e alle angosce dei loro familiari. A quanti oggi piangono per i loro cari, desidero esprimere il più sentito cordoglio, la mia vicinanza e, insieme, la solidarietà della Repubblica”. Lo scrive in una nota il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

“Questo è il momento dell’impegno comune, per affrontare l’emergenza, per assistere i feriti, per sostenere chi è colpito dal dolore, cui deve seguire un esame serio e severo sulle cause di quanto è accaduto”, continua il presidente. “Nessuna autorità potrà sottrarsi a un esercizio di piena responsabilità: lo esigono le famiglie delle tante vittime, lo esigono le comunità colpite da un evento che lascerà il segno, lo esige la coscienza della nostra società nazionale. Gli italiani – dice Mattarella – hanno diritto a infrastrutture moderne ed efficienti che accompagnino con sicurezza la vita di tutti i giorni. I controlli, la cultura della prevenzione e l’intelligente ammodernamento del sistema delle comunicazioni, devono essere sempre al centro dell’azione delle istituzioni pubbliche e dei concessionari privati, a tutti i livelli”.

  • L’IMPATTO SULLA VIABILITA’

Devastante l’effetto del crollo sulla circolazione. La A10 Genova-Savona è stato chiusa nel tratto tra il bivio A7 Milano-Genova e Genova Aereoporto in entrambe le direzioni. Sull’ A10 Genova-Savona tra il Bivio per l’ A7 Genova-Serravalle e Genova Aereoporto, in entrambe le direzioni si è resa necessaria la chiusura del tratto.  Al Viminale è stato attivato il tavolo tecnico di “Viabilità Italia”, il Centro di coordinamento nazionale per fronteggiare le situazioni di crisi in materia di viabilità.

Genova, crolla ponte Morandi: i soccorritori sospesi in aria per il salvataggio

Rete ferroviaria italiana ha fatto sapere dalle 14 di martedì che è ripresa sul nodo di Genova la circolazione su alcune linee fra Genova Rivarolo e Genova Sampierdarena, che aveva portato all’interruzione dei treni dalle 11.40. Nel dettaglio è stata riattivata la linea Genova-Savona- Ventimiglia e la Genova piazza Principe-Arquata Scrivia (direzioni Torino e Milano); è riattivata con rallentamenti e alcune cancellazioni di treni regionali la linea Ovada-Genova piazza Principe mentre è ancora sospesa la circolazione fra Genova Borzoli e Genova piazza Principe.

La polizia di Stato consiglia di non percorrere le autostrade e di scegliere la viabilità ordinaria. Raccomanda di evitare le aree limitrofe al crollo del ponte per non essere d’intralcio alle operazioni di soccorso.

Circolazione ferroviaria ancora sospesa tra le stazioni di Genova Borzoli e Genova Sampierdarena sulla linea per Ovada. Trenitalia ha attivato un servizio sostitutivo con autobus fra il centro zona alessandrino e Genova Voltri. Si viaggia, invece, sulla Genova Piazza Principe – Arquata Scrivia (direzioni Torino e Milano), ma con ritardi medi di 60 minuti – con punte massime fino a 120 – e alcune cancellazioni di treni regionali.

  • VIADOTTO MORANDI, UNA STORIA TRAVAGLIATA

“Il Viadotto Morandi ha presentato fin da subito diversi aspetti problematici, oltre l’aumento dei costi di costruzione preventivati”. È la valutazione che l’ingegner Antonio Brencich, professore associato di Costruzioni in cemento armato all’Università di Genova, fa del ponte crollato in un articolo pubblicato da Ingegneri.info il 29 luglio di due anni fa. Le osservazioni dell’ingegnere contenute nell’articolo sono di carattere strettamente tecnico, ma fanno riferimento al fatto che il ponte, realizzato nei primi anni ’60, fu fin dai primi decenni “oggetto di manutenzioni profonde”. Nel 2009 si studiò un’ipotesi di demolizione controllata del viadotto, che avrebbe richiesto dagli 8 ai 12 mesi.

“La Gronda di Genova. Presentazione sintetica delle ipotesi di tracciato” è lo studio che Autostrade per l’Italia aveva realizzato assieme alla società d’ingegneria Spea e pubblicato nel febbraio 2009. La relazione, redatta 9 anni fa, metteva in guardia sui potenziali rischi. “Lo svincolo di innesto sull’autostrada per Serravalle, all’estremità est del viadotto – si legge – produce quotidianamente, nelle ore di punta, code di autoveicoli ed il volume raggiunto dal traffico provoca un intenso degrado della struttura sottoposta ad ingenti sollecitazioni. Il viadotto è quindi da anni oggetto di una manutenzione continua”.

  • GLI ATTUALI LAVORI DI CONSOLIDAMENTO

In relazione al crollo di parte del viadotto Polcevera sull’A10, Autostrade per l’Italia comunica che “sulla struttura – risalente agli anni ’60 – erano in corso lavori di consolidamento della soletta del viadotto e che, come da progetto, era stato installato un carro-ponte per consentire lo svolgimento delle attività di manutenzione”. “I lavori e lo stato del viadotto erano sottoposti a costante attività di osservazione e vigilanza da parte della Direzione di Tronco di Genova”, assicurano Autostrade.

Genova, la lunga notte dei Vigili del Fuoco: “Lavoreremo per giorni, 24 ore su 24”

L’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, Giovanni Castellucci, nel rispondere a domande sulla presunta pericolosità del ponte ha affermato: “Non mi risulta che il ponte fosse pericoloso e che andasse chiuso”.

Dopo il crollo del titolo di Atlantia, controllante di Autostrade per l’Italia, fino a quel momento piatto in Piazza Affari, è stato sospeso in asta di volatilità. Ha chiuso perdendo il 5,39%, bruciando oltre 1,1 miliardi di capitalizzazione.

Il ministro Danilo Toninelli annuncia intanto che chiederà la revoca delle concessioni alla Società Autostrade. “Sono passate nemmeno 24 ore dalla tragedia che ha colpito Genova _ scrive su Facebook _ alle società che gestiscono le nostre autostrade sborsiamo i pedaggi più cari d’Europa mentre loro pagano concessioni a prezzi vergognosi. I vertici di Autostrade per l’Italia devono dimettersi prima di tutto. E visto che ci sono state gravi inadempienze, annuncio fin da ora che abbiamo attivato tutte le procedure per l’eventuale revoca delle concessioni, e per comminare multe fino a 150 milioni di euro. Se non sono capaci di gestire le nostre Autostrade, lo farà lo Stato”.

Contro Autostrade si scaglia anche il vicepremier M5S Luigi Di Maio. Il crollo del ponte Morandi a Genova “si poteva evitare. Basta guardare le condizioni visibili a tutti di quel ponte per capire che la manutenzione non è stata fatta _ ha detto ai microfoni di Radio Radicale _ Non è stata una fatalità. I responsabili hanno un nome e cognome, e sono Autostrade per l’italia. Autostrade doveva fare la manutenzione e non l’ha fatta. Incassa i pedaggi più alti d’Europa e paga tasse bassissime peraltro in Lussemburgo. Bisogna ritirare le concessioni e far pagare le multe. Il ministro Toninelli ha già avviato le procedure per il ritiro della concessione e per comminare le multe. Se un privato non è in grado, le gestirà lo Stato”.

Sorgente: Il crollo del ponte Morandi: 35 vittime tra cui tre bambini di 8, 12 e 13 anni, ma si scava ancora – Repubblica.it

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