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Amnesty: Italia, Malta ed Europa collusi con la Libia – Remocontro

Amnesty International accusa l’Italia, Malta e l’Europa di essere “collusi con i libici” e di usare le vite dei migranti come “moneta di scambio”.-In un rapporto di 27 pagine l’organizzazione sostiene che soltanto fra giugno e luglio siano morte in mare più di 721 persone.-Libia Lager e disumanità assortite.

Di Remocontro09 agosto 2018

«Tra i diavolo e il mare blu profondo. I fallimenti dell’Europa nei soccorsi ai rifugiati e ai migranti nel Mediterraneo centrale»

Amnesty: Italia, Malta ed Europa collusi con la Libia. Le vite dei migranti usate come “moneta di scambio”.
27 pagine in cui l’organizzazione umanitaria internazionale sostiene che soltanto fra giugno e luglio siano morte più di 721 persone in mare, mette in evidenza le nuove politiche italiane che hanno lasciato le persone bloccate in mare per giorni e analizza come i paesi dell’Unione europea stiano cospirando per contenere rifugiati e migranti in Libia, dove sono esposti a torture e abusi.

  • “Nonostante il calo del numero di persone che cerca di attraversare il Mediterraneo negli ultimi mesi, il numero dei morti in mare si è impennato”.
  • “Le politiche europee hanno autorizzato la Guardia costiera libica a intercettare le persone in mare, tolto la priorità ai salvataggi e ostacolato il lavoro vitale delle ONG di salvataggio”.
  • “Il recente aumento delle morti in mare non è solo una tragedia: è una vergogna”.

Centri lager

  • Sono più che raddoppiati, dai 4.400 di marzo ai 10.000 di fine luglio (compresi 2.000 fra donne e bambini), gli internati nei centri libici.
  • “Virtualmente – scrive Amnesty – sono tutte persone intercettate in mare e riportate in Libia dalla Guardia Costiera libica che è equipaggiata, addestrata e supportata da governi europei”.
  • Per questo, secondo l’Ong, “i governi europei sono collusi con le autorità locali per contenere in Libia i rifugiati e i migranti, a dispetto degli orribili abusi che rischiano per mano della Guardia Costiera e nei centri di detenzione.
  • “In risposta a ciò, l’Italia ha cominciato a negare l’ingresso nei suoi porti alle navi che trasportavano persone salvate”. Questa nuova politica si rivolge alle navi delle ONG, alle navi mercantili e persino alle navi della marina straniera.
  • “Nel suo insensibile rifiuto di permettere ai rifugiati e ai migranti di sbarcare nei suoi porti, l’Italia sta usando vite umane come chip di contrattazione. Le persone disperate sono state lasciate bloccate in mare con insufficiente cibo, acqua e riparo, mentre l’Italia cerca di aumentare la pressione politica per condivisione della responsabilità in altri stati europei”

Le ragioni di Amnesty

  • Non è vero che tenendo i migranti bloccati in Libia e impedendogli di attraversare il Mediterraneo per raggiungere l’Italia gli si salva la vita.
  • Così come non è vero che al calo degli arrivi nel nostro paese corrisponde una diminuzione delle tragedie in mare. Anzi, è vero proprio il contrario.
  • Nei due mesi appena trascorsi, i migranti che hanno perso la vita nel Mediterraneo centrale dopo essersi imbarcati in Libia, sono stati 1 ogni 16 rispetto all’1 ogni 64 registrato nei primi cinque mesi dell’anno.
  • Sono anni che si conoscono le condizioni disumane in cui i migranti vengono tenuti prigionieri nei centri libici, anche quelli gestiti da Tripoli e non solo dai trafficanti.
  • Dopo il vertice tra Unione europea e unione africana nel novembre scorso in Costa d’Avorio, si era deciso un lavoro di svuotamento dei campi con il contributo dell’Unhcr e Oim e il trasferimento in Niger delle persone che vi sono rinchiuse.
  • Centri di detenzione, denuncia adesso Amnesty, che si stanno di nuovo riempiendo proprio per le operazioni di contrasto della Guardia costiera libica.
  • Negli ultimi mesi il numero dei detenuti è più che raddoppiato, passando dalle 4.400 persone di marzo alle oltre 10.000 della fine di luglio, tra le quali circa 2.000 sono donne e bambini.

Sorgente: Amnesty: Italia, Malta ed Europa collusi con la Libia –

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