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Ultimatum di Conte a Ue

La nave della Guardia di Finanza che all’alba ha portato a bordo oltre 260 migranti che si trovavano su un barcone con 450 persone a bordo, come si apprende, staziona davanti alle acque di Pozzallo (Ragusa), ma fino a questo momento non è stata data alcuna indicazione per l’eventuale sbarco al porto del piccolo comune. Il sindaco Giuseppe Ammatuna, fino a questo momento, non ha avuto alcuna comunicazione. Una sola donna, per motivi di salute, è stata trasferita in motovedetta fino alla terraferma e poi portata all’ospedale di Modica.Il presidente del Consiglio Conte sta lavorando per un accordo con gli altri Paesi Ue per una redistribuzione immediata dei 450 migranti recuperati a largo di Lampedusa. Se non ci saranno risposte dai partner europei, trapela da palazzo Chigi, in queste condizioni ai migranti non sarà consentito di sbarcare.

In costante contatto con i ministri Matteo Salvini, Enzo Moavero e Danilo Toninelli e con i responsabili delle unità di soccorso, per la risoluzione di questa ulteriore emergenza, oggi stesso, proseguono le stesse fonti, verrà inviata al presidente Juncker, a Tusk e agli altri leader europei una lettera volta a sollecitare l’applicazione immediata, anche in questo caso – viene specificato – dei principi europei affermati nel corso dell’ultimo Consiglio europeo di fine giugno. L’Italia, si sottolinea, non è più disposta a farsi carico in modo isolato di una problema che riguarda tutti i Paesi europei.

LE TRE IPOTESI IN CAMPO – A quanto si apprende, sarebbero tre le ipotesi in campo: redistribuzione immediata dei migranti con altri partner europei; contatti con Libia per il loro eventuale rientro sulle coste libiche, da dove sono partiti; permanenza a bordo delle navi dove fare riconoscimenti ed esami richiesti.

LA VERSIONE DI PALAZZO CHIGI – Secondo la versione fornita da fonti di palazzo Chigi, una parte dei migranti del barcone si è gettata volontariamente in mare. Questo spiega come le navi italiane siano intervenute per salvare dall’annegamento diversi occupanti dell’imbarcazione stessa. Nella serata di ieri – si fa presente – un convoglio costituito da 3 motovedette della Guardia Costiera e una della Guardia di Finanza ha intercettato il barcone a largo di Linosa. Alla vista delle unità italiane l’imbarcazione si è fermata e dopo alcuni minuti i naufraghi hanno iniziato a lanciarsi in acqua.

Grazie all’intervento di una motovedetta della Guardia Costiera i migranti che si erano tuffati in mare sono stati tutti recuperati. In nottata è poi giunto il pattugliatore Montesperone della Guardia di Finanza e una nave inglese di Frontex che hanno accolto 442 migranti. Le persone bisognose di assistenza, invece, sono state sbarcate dalla Capitaneria di porto a Lampedusa.

LE PAROLE DI SALVINI – In mattinata, sulla vicenda è intervenuto anche Matteo Salvini che non sembra intenzionato ad arretrare di un passo. Il titolare del Viminale ha informato il premier Conte che “occorre un atto di giustizia, rispetto e coraggio per contrastare i trafficanti di esseri umani e stimolare un intervento europeo”. Per questo ha insistito affinché alle due navi di Frontex e Guardia di Finanza venga data indicazione di fare rotta verso Sud. Direzione? Malta o Libia.

”In Italia si arriva solo con mezzi legali – ha spiegato il ministro dell’Interno – Si nutrono e curano tutti a bordo, mettendo in salvo donne incinte e bambini, ma non si arriva in nessun porto. Non possiamo cedere, la nostra fermezza salverà tante vite e garantirà sicurezza a tutti”. A Conte, Salvini ha sottolineato: ”Da quando siamo al governo, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, sono sbarcate 27.000 persone in meno. Se vogliamo mantenere questi risultati positivi, non possiamo mostrare debolezze”.

Sorgente: Ultimatum di Conte a Ue

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