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Picchiato portabagagli africano a Venezia. «Inneggiavano a Salvini»

Colpita anche una turista che l’ha difeso. Indaga la polizia locale

di Andrea Priante

VENEZIA Botte e spintoni tra porteur regolari e un abusivo africano, in pieno giorno, di fronte alla stazione di Venezia. Era già capitato, in passato, che tra i portabagagli che assistono i turisti in visita alla città scoppiassero delle risse per il controllo del territorio e per estromettere gli irregolari. Ma il regolamento di conti che c’è stato martedì mattina, ha finito per coinvolgere una donna di 55 anni, che fa la guida turistica in Vaticano, e che è stata colpita con un pugno da due energumeni che, nel mezzo del parapiglia, hanno urlato frasi come «Viva Salvini» e «Sei nel Paese di Salvini». Almeno questo è il racconto della vittima, confermato anche da un noto avvocato veronese che, per caso, ha assistito all’intera scena.

Maria Pilar, aggredita
Maria Pilar, aggredita

Lei è Maria Pilar, 55 anni, di origini spagnole anche se vive a Roma da quasi trent’anni. Ieri era arrivata in nave dalla Croazia, e con un’amica doveva raggiungere la stazione per lasciare in custodia i propri bagagli alcune ore, prima di raggiungere l’aeroporto e tornare a casa. «Un ghanese di vent’anni si è offerto di aiutarci con le valige – racconta – e con lui abbiamo percorso l’ultimo tratto di strada». L’aggressione è avvenuta intorno a mezzogiorno, appena giunti alla stazione. «Un tizio si è subito scagliato contro quel ragazzo, gridandogli “Abusivo! Negro! Cosa stai facendo?”. Poi ha chiamato un suo compare che è arrivato come una furia, ha afferrato l’africano e gli ha dato una tremenda capocciata in testa, poi un calcio in pancia e un pugno sulle costole…». A quel punto le due donne sono intervenute per difendere il ragazzo. «Se la sono presa anche con me. Hanno cominciato a gridare insulti di ogni tipo, e dicevano che mentre loro pagano le tasse io invece favorivo gli abusivi. “Sei una comunista di m.”, mi ripetevano. Ho risposto che quel giovane ci stava semplicemente aiutando con i bagagli, ma uno di loro mi ha dato un pugno in faccia. E intanto strillavano “Salvini! Salvini! Questo è il Paese di Salvini! Questa è l’Italia, è nostra!”». Mentre racconta l’episodio, Pilar è ancora sotto choc. «Ho detto a quei due che anch’io ero straniera, anche se vivo in Italia da tanto tempo e pago le tasse esattamente come loro. E quegli uomini ripetevano “Allora vattene anche tu, fuori dall’Italia!”. Sono sconvolta».

I due uomini – spiega la donna – avevano un cartellino che contraddistingue i porteur autorizzati a lavorare a Venezia. «Dopo l’aggressione se ne sono andati senza che nessuno dei vigili, che pure erano presenti almeno mentre mi insultavano, abbia mosso un dito per fermarli. Quando ho chiesto spiegazioni, gli agenti della polizia locale mi hanno risposto che già conoscevano i loro nomi…». Il ragazzo ghanese, invece, si è allontanato sanguinante. «Era ferito gravemente». Anche Pilar – che ha avuto il sangue freddo di fotografare i porteur – ha rifiutato di andare in ospedale: «Il mio volo per la Spagna partiva dopo poche ore, non potevo rischiare di perderlo. Appena tornerò in Italia, il 19 luglio, sporgerò querela». Il racconto è confermato dall’avvocato Paolo Tacchi Venturi: «È stato terribile: un’aggressione in pieno giorno! La signora chiedeva “Ma che razza di Paese stiamo diventando?” e loro ripetevano: “È il paese di Salvini! Viva Salvini!”. Eppure, l’aspetto agghiacciante di tutta questa vicenda, è un altro: nessuno è intervenuto per fermare quei due energumeni, neppure la polizia locale». Il comandante della polizia locale Marco Agostini assicura: «Stiamo indagando sul caso. Gli agenti, arrivati quando le presunte violenze erano già avvenute, non sono intervenuti semplicemente perché i due soggetti sono noti e si rischiava di aggravare la tensione e di creare problemi di ordine pubblico. Si tratta di due porteur tossicodipendenti di 37 e 41 anni, già implicati in risse simili».

Sorgente: Corriere del Veneto

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