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Medjugorje, quei viaggi sospetti delle mogli dei boss di camorra | Il Mattino

La preparazione inizia dal parrucchiere, un paio di giorni prima dell’imbarco per la Bosnia. Mesches e messa in piega, manicure. Bisogna essere al massimo della forma, l’appuntamento è di quelli importanti, dall’altro capo dell’Adriatico le aspetta la Vergine Maria. Tra le migliaia di donne che ogni settimana salpano per l’Erzegovina ci sono una serie di signore della camorra. Mogli di boss ergastolani dell’area vesuviana, ma anche vedove di camorra dei quartieri a est di Napoli. Devote serve di Maria che periodicamente partono con le comitive di Madonna dell’Arco, il culto mariano più diffuso della Campania, dopo Pompei. Le mogli dei capiclan si confondono tra i pellegrini che si recano a Medjugorje carichi di fede e speranze. Pentite del male fatto dai loro consorti? In cerca di una forza celeste che le aiuti ad allontanarsi da un tran tran quotidiano alimentato dal pane della camorra? A quanto pare, no. Molte, da quanto sta emergendo in questi giorni, si mescolano tra i pellegrini per passare inosservate, ma lo scopo dei loro viaggi non è la preghiera. Vanno lì dove i clan avrebbero interessi radicati. Come nella migliore tradizione camorrista, in assenza di mariti, padri e fratelli, le donne vestono i pantaloni e vanno a controllare che gli affari vadano come devono andare. E, in questo caso, gli «affari» sarebbero le agenzie di viaggio e gli hotel di Medjugorie, qualche ristorante e negozi di souvenir per i pellegrini, intestati, secondo i pm, ai prestanome della camorra. È l’ipotesi della Procura di Santa Maria Capua Vetere, alla base del filone d’indagine che sta alimentando i sospetti di una regia napoletana dietro i business che ruotano intorno alle apparizioni della Vergine della Pace in Bosnia.

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Sorgente: Medjugorje, quei viaggi sospetti delle mogli dei boss di camorra | Il Mattino

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