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Yemen, comincia l’assalto a Hodeidah: gli Houthi colpiscono una nave saudita – La Stampa

GIORDANO STABILE
INVIATO A BEIRUT

Le forze della Coalizione sunnita guidata da Arabia Saudita ed Emirati arabi hanno lanciato questa mattina l’assalto alla città di Hodeidah, sul Mar Rosso, l’ultima porta ancora in mano ai ribelli yemeniti Houthi. Le forze della Coalizione hanno bombardato le postazioni dei guerriglieri sciiti, da terra e dal mare, dopo che era scaduto l’ultimatum di 48 ore lanciato da Abu Dhabi lunedì. Gli Houthi non hanno accettato di lasciare le loro linee di difesa e hanno risposto con razzi e missili. Uno avrebbe colpito uno nave saudita davanti alla città. Riad non ha confermato ma i ribelli sostengono che le altre navi della coalizione “si sono allontanate”.

 

 

Si rischia una “Aleppo yemenita”

A Hodeidah ci sono ancora circa 700 mila abitanti, che rischiano l’accerchiamento completo. Alcune migliaia di famiglie sono riuscite a fuggire verso le montagne. Il cerchio si è stretto nei mesi scorsi attorno alla città e l’Onu ha cercato fino all’ultimo di evitare la battaglia, che si annuncia la più sanguinosa di tutta la guerra, una sorta di Aleppo yemenita. Il presidente legittimo Abdrabbuh Mansour Hadi, cacciato dagli Houthi dalla capitale Sanaa nel febbraio 2015 ha dischiarato di “aver usato tutti i mezzi politici” per convincere gli sciiti a lasciare la città ma ormai tutti gli strumenti diplomatici “si sono esauriti”. All’interno della coalizione è Abu Dhabi a spingere di più per l’assalto perché spera di dare il colpo di grazie agli Houthi con la conquista dell’unico di porto di rifornimento.

 

 

Guerra per procura

Il vice ministro degli Emirati arabi, Anwar Gargash ha detto che la Coalizione “ha finito la pazienza”. In oltre tre anni di guerra sono state uccise fra le 12 mila e le 28 mila persone, a seconda delle stime, e altre decine migliaia, soprattutto bambini, sono morte prematuramente per le malattie e la malnutrizione. Una epidemia di colera ha colpito un milione di persone. La Coalizione, appoggiata da Stati Uniti e Paesi europei, sostiene di essere intervenuta per rimettere al potere il presidente legittimo Hadi, mentre gli Houthi, eredi dell’imamato sciita zaidita che ha governato per mille anni lo Yemen del Nord, fino al 1962, sostengono di essere “una forza popolare” che difende il Paese “dall’invasione straniera” e di aver abbattuto il “regime” di Hadi a causa della corruzione e il malgoverno.

 

 

La mediazione dell’Onu

Ma nello Yemen si combatte anche un’altra guerra per procura fra le potenze sunnite del Golfo e l’Iran sciiti. Teheran sostiene gli Houthi, anche se fanno parte di un’altra corrente dello sciismo, ma nega di aver inviato militari o armi. Il porto di Hodeidah è la principale porta di accesso per gli aiuti umanitari e, secondo Abu Dhabi e Riad, è usato anche per il contrabbando di armi. Nei giorni scorsi L’Onu ha lanciato una frenetica mediazione fra Houthi ed Emirati arabi per fermare l’assalto. L’inviato Martin Griffiths ha proposto alle parti di mettere il porto sotto “controllo neutrale” e usarlo solo per aiuti umanitari ma la mediazione è fallita e ora si rischia “una catastrofe umanitaria senza precedenti”.

 

 

Raid su una clinica di Mfs

Secondo le stime del centro studi per i conflitti Acled, soltanto dal gennaio 2017 sono state uccisi 28.003 persone, 8,4 milioni sono alla fame, 50 mila bambini sono morti per mancanza di cure e cibo insufficiente. Dati più alti di quelli ufficiali, che parlano di circa 12 mila persone uccise dal febbraio 2015. Le ong si stanno ritirando una dopo l’altra. La Croce rossa ha ridotto il personale, Medici senza frontiere ha denunciato la distruzione di una sua clinica che curava i malati di colera in un “raid della coalizione”, due giorni fa.

 

 

L’appello di Oxfam

Le ong umanitarie stanno premendo sui Paesi occidentali perché fermino l’assalto finale prima che sia troppo tardi. “Questo attacco potrebbe spazzare d’un sol colpo ogni speranza di negoziato.L’inviato speciale delle Nazioni Unite in Yemen Martin Griffiths è stato molto chiaro, ma ciò nonostante siamo di fronte ad un punto di non ritorno – ha spiegato Paolo Pezzati, esperto di emergenze umanitarie di Oxfam Italia –. L’attacco su Hodeida potrebbe causare una catastrofe umanitaria, generando un orrore difficile da immaginare”.

Sorgente: Yemen, comincia l’assalto a Hodeidah: gli Houthi colpiscono una nave saudita – La Stampa

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