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L’alternativa dem

La costruzione di un’alternativa di governo. Il ‘fronte repubblicano’ o comunque una nuova compagine di centrosinistra. Da subito. Anche perché, “prima o poi servirà e dobbiamo essere pronti”. Per la prima volta dopo l’insidiamento del nuovo governo l’ex-premier, Paolo Gentiloni, ospite a Bologna di RepIdee, inizia a delineare il ruolo del Pd. Un ruolo simile a quello proposto nei giorni scorsi da Walter Veltroni, intervenuto a Piazza Pulita o da Romano Prodi, sempre a Bologna a RepIdee. E in linea anche con lo sforzo del reggente Maurizio Martina che parla di “una nuova fase costituente del Pd e del centrosinistra dove coinvolgere direttamente associazioni, sindacati, terzo settore, sindaci”. Un ‘coinvolgimento’ che Martina intende mettere in atto concretamente con le 50 tappe annunciate in giro per l’Italia.

E poi il capogruppo alla Camera, Graziano Delrio, reduce da un durissimo intervento in occasione del voto di fiducia al governo Conte: “Credo che se il centrosinistra fa le scelte giuste, riesce a mostrarsi unito, a coinvolgere le liste civiche, il civismo nelle città, può farcela certamente“.

Non interviene nel dibattito Matteo Renzi. Nella enews, al rientro dagli Stati Uniti, l’ex-segretario non tratta i temi sollevati da Gentiloni. Si dedica piuttosto alla critica al governo: tutti i giorni “premier, vicepremier e ministri parlano tanto. Commentano tutto. Hanno promesso la luna: dopo tante parole, vedremo che cosa sapranno fare”.

“Agli elettori di sinistra – ha detto Gentiloni a Bologna – lancio un appello: sì, abbiamo fatto anche tanti errori ma chi il 4 marzo non ci ha votato per dispetto, ora si trova Salvini al governo. Riflettano su questo. E adesso dobbiamo ricominciare dalla mobilitazione di tutto l’ampio arco del centrosinistra per ricostruire un progetto alternativo, sociale e politico“.

“Io candidato alla segreteria Pd? La cosa più urgente – ha sottolineato Gentiloni – è ricostruire un progetto di alternativa di governo, che deve avere basi sociali e politiche. Io mi metto a lavorare per questo”, “il primo obiettivo è rimettere assieme questa rete democratica che c’è in Italia, il volontariato, le associazioni, i corpi intermedi. Il Pd lì deve andare, questo è il lavoro che cercherò di fare, mettere Pd al servizio di queste reti”.

Quindi un’autocritica sugli errori commessi: “In questi anni ci siamo troppo dilettati con i vincenti della globalizzazione, abbiamo frequentato quelli che ce la fanno e non chi è rimasto indietro”. Poi l’ex-presidente del Consiglio ha postato sui social una foto della visita alle Cucine Popolari: “Alle #CucinePopolari a Battiferro, Bologna. Dove il Pd si incrocia col volontariato. Un bell’esempio da seguire”.

Per Martina la ricostruzione di un’alternativa dovrà essere il cuore del congresso dem. “Penso che si debba fare un lavoro di ripartenza e rilancio per l’alternativa a Lega e Cinque Stelle. E sono d’accordo con chi come Prodi indica innanzitutto un nuovo impegno di apertura e coinvolgimento. Io ho sempre pensato il nostro prossimo congresso così”.

E ancora Delrio: “Nelle ultime settimane ho visto un cambio di passo dei dirigenti del Pd. Finalmente si ricomincia a parlare tra di noi senza cercare divisioni. Poi dobbiamo fare una grande riflessione e rimettere in campo una serie di proposte nuove. Abbiamo tempo per riflettere ma bisogna stare uniti”. Da parte di Gentiloni, ma anche di Veltroni, c’è una certa freddezza sul Fronte Repubblicano proposto da Carlo Calenda.

E lo stesso ex-ministro ieri sui social ha puntualizzato la sua idea, rispondendo a un utente via twitter che lamentava l’assenza di novità se il Fronte dovesse ridursi a una sommatoria tra Pd e altre forze politiche. “E se il fronte repubblicano fossimo io, te ma anche Gentiloni, Minniti, Pinotti e Giovannini, Realacci, Provenzano, Spicola, Sala e Gori. E altri amministratori che hanno ben fatto come Rossi e sindacalisti come Bentivogli. Persone che hanno ben fatto, non partiti in quanto tali“.

Dalla ‘squadra’ di Calenda, manca Renzi. La cosa viene fatta notare sui social e l’ex-ministro ribatte: “L’ho scritto 60 volte che Renzi deve essere parte della squadra. Nomi esemplificativi e non esaustivi. Vi prego non ricominciamo con cartellini rossi…”.

Sorgente: L’alternativa dem

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