Firenze, 13 giugno 2018 – “Ho ventidue anni e ‘per campare’ pedalo. Oggi ho fatto tre consegne e più di 18 chilometri, scusatemi se sono un po’ sudato”. Sulle spalle porta lo zaino «griffato» Deliveroo, un paio di cuffie alle orecchie che trasmettono Jimi Hendrix e uno smartphone agganciato sul braccio, che gli indica la retta via da seguire. E’ Francesco, sorridente, lo incontriamo con la sua bicicletta blu sotto l’arco di piazza della Repubblica. “Ho l’ossessione che me la rubino – dice mentre la appoggia con delicatezza al muro – è una mountain bike ed è l’unica soluzione per sopravvivere all’asfalto di Firenze. Ho deciso di comprarla con i miei ultimi risparmi prima di iniziare questo lavoro”.

Francesco è in anticipo di 10 minuti sulla consegna, per questo interrompe la sua corsa per fermarsi a parlare con noi. “Sono arrivato quest’anno da Bari e tutti mi parlavano di Firenze come del paradiso: ristoranti e bar in cerca di personale e grandi aziende aperte a nuove assunzioni. Purtroppo però in questa città se non conosci l’inglese, le porte, una dietro l’altra, ti si chiudono tutte in faccia. Così per iniziare a costruirmi un’indipendenza ho iniziato a pedalare”.

In sella Francesco sale la mattina e scende la sera, per lui questo è un lavoro a tempo pieno, ma la retribuzione non è quella di un full time: “Ci sono alcuni giorni morti, dove le ordinazioni scarseggiano e allora mi prende il nervoso e pedalo con rabbia perché so che finirò la giornata con 8 euro in tasca. Ma non sempre va così, a volte riesco a fare anche 9-10 ordinazioni al giorno. Ho infatti un buon ‘rating’, perché sono sempre disponibile, e avendo sempre fatto tanti servizi ho diritto di precedenza nel prenotare gli ordini che arrivano. Al mese solitamente prendo tra i 500 e i 600 euro, una cifra sufficiente per pagarmi l’affitto, le bollette e la spesa”.

Quali sono gli aspetti negativi del suo lavoro? “Prendo 4 euro lordi a consegna e la retribuzione oraria non è prevista. E a volte, quando faccio 10 chilometri per portare una margherita in viale Europa, mi sento un po’ sfruttato. Un altro problema è quello della mancia: se l’utente me la lascia tramite l’app, il 20% dell’importo va alla mia azienda. Inoltre se cado facendomi male o rompendo la bicicletta, il problema è tutto mio. I fattorini più tutelati in questo senso sono quelli di Runner Pizza, che hanno stretto un accordo sindacale con maggiori tutele e diritti. Per fortuna per adesso non mi è mai capitato niente”.