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il manifesto del 15.06.2018 e i primi articoli online

Dopo tre anni la Bce chiude l’epoca del «quantitative easing». Resta il paracadute del costo zero del denaro ma scompaiono i 10 miliardi l’anno di risparmio sugli interessi per il debito. Il governo stretto tra le promesse elettorali e l’euro-disciplina sui conti pubblici

Economia

Draghi: Addio al Qe. E sul governo pentaleghista: «Non facciamo drammi»

Roberto Ciccarelli

La fine del “Quantitative easing”. L’annuncio della Banca Centrale Europea: gli acquisti del debito pubblico saranno azzerati a fine dicembre. Distensione con Roma purché resti nell’euro e rispetti i trattati Ue. Il presidente della Bce: “La moneta unica è irreversibile e sullo spread non c’è stato alcun complotto”. La reazione del vicepremier Luigi Di Maio: «Sul destino economico dell’Italia non deve decidere la Bce ma l’Europarlamento». Il governo si è avviato sul “sentiero stretto” tra i paletti di Francoforte e quelli di Bruxelles

Sulle commissioni di garanzia il Pd può perdere ancora

red. pol.

Accordo spartitorio con i berlusconiani: ai dem il Copasir e a Forza Italia la Vigilanza. Ma torna in campo il partito di Meloni che ha l’appoggio esterno della Lega e può strappare ancora qualche poltrona al partito di Martina. Fico: si decida entro la prossima settimana

Beneficenza «illecita», accuse a Trump e figli

Marina Catucci

Rapporto sull’emailgate, il Dipartimento di giustizia sostiene che l’ex direttore dell’Fbi Comey «non rispettò il protocollo, ma non fu neanche politicamente di parte»

Cultura

L’intelligence a caccia delle classi pericolose

Vincenzo Scalia

Un sentiero di lettura sulla nuova organizzazione delle forze dell’ordine inglesi. In Gran Bretagna, la polizia inglese ha conosciuto i tagli neoliberisti ai bilanci mentre cresceva “dal basso” la richiesta di legge e ordine. Così è stata sviluppata una politica della sicurezza a colpi di mappe criminali e profili individuali dei potenziali banditi da strada

Un campo di sterminio all’ombra della foresta

Guido Caldiron

«Hansel e Gretel è una delle storie preferite dai tedeschi. Il lieto fine che la contraddistingue nasconde in realtà i contorni di un pogrom prefascista». Parla Wolfram Fleischhauer, autore del noir «Il bosco silenzioso» e ospite della rassegna romana Krimi

Rubriche

Attualità dei propositi non attuati

Alberto Olivetti

Rileggendo articoli, saggi e analisi pubblicati dopo il 1978 e la crisi della Repubblica conclamata dall’assassinio di Aldo Moro nel corso dei due lustri successivi

L’Ultima

Il mito distorto dei Gurkhas nepalesi

Simone Pieranni

Il corpo speciale, nella città-stato dal 1949, ha garantito la sicurezza di Trump e Kim prima e durante il summit. Ora a raccontarne la storia c’è anche uno straordinario archivio fotografico

Sorgente: il manifesto del 15.06.2018 | il manifesto

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