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“Ho ucciso io l’ex buttafuori” – La Stampa

Milano, si è consegnato ai carabinieri l’assassino di Assane Diallo: “Quell’uomo infastidiva me e la mia fidanzata”

“L’ho ucciso perché infastidiva me e la mia fidanzata”. Si è presentato in caserma alle 10 di ieri sera il killer di Assane Diallo, l’ex buttafuori senegalese di 54anni assassinato sabato sera a Corsico, nel Milanese, con dieci colpi di pistola. Braccato dai carabinieri che erano sulle sue tracce, Fabrizio Butà, 47 anni, origini calabresi e una lunga lista di precedenti penali, ha confessato il delitto. Con lui è stata fermata anche la compagna, una 37enne di Corsico, accusata di favoreggiamento personale e di detenzione di un’arma e di droga. Perché nel box auto della donna, poco distante dal luogo del delitto, i carabinieri avevano trovato la pistola semiautomatica 9 per 21 millimetri con matricola abrasa usata per uccidere il 54enne, più di mezzo chilo di cocaina e un paio di bilancini di precisione.

 

Futili motivi

Nessuna forma di razzismo, insomma, dietro al brutale omicidio. Solo futili motivi avrebbero spinto l’assassino a premere il grilletto almeno dieci volte, davanti alla compagna, con lui nel parchetto del quartiere Lavagna, alle spalle del bar Erica, sabato sera. L’assassino e la vittima si erano sentiti per telefono e si erano dati appuntamento lì. Butà è arrivato armato e probabilmente non ha lasciato al 54enne neppure il tempo di parlare. Poi è fuggito lasciandolo a terra in una pozza di sangue.

L’indagine lampo dei carabinieri della Compagnia di Corsico, guidati dal capitano Pasquale Puca e dal tenente Armando Laviola, si era subito concentrata su di lui, un vecchio criminale di origine calabrese, che con le cosche della ‘ndrangheta attive in questi territori non c’entra nulla. Una “testa calda” capace di uccidere senza motivo. Perché lo aveva già fatto, nel ‘98, con un fucile a canne mozze, dopo una rissa in un locale sui Navigli. Ed era uscito di prigione solo nel 2013. Ora rischia di tornarci. A vita.

Sorgente: “Ho ucciso io l’ex buttafuori” – La Stampa

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