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 CHI E’ WAEL ALFAQUEEH – Samantha Sam Comizzoli

CHI E’ WAEL ALFAQUEEH

Chi ha seguito i miei anni in Palestina o chi è stato a Nablus, conosce Wael; ma molti di voi non sanno chi è Wael Alfaqueeh. Non troverete link o video interviste di Wael, perchè non ama parlare in pubblico. Molte foto, sì, delle attività che svolgeva con il centro Tanweer; ma, con questo articolo, vi parlo un po’ di lui e lo faccio con le mie modalità. Quindi, tutto quello che segue sono MIE parole e MIEI pensieri (lo preciso).
Wael è il coordinatore del Centro culturale Tanweer a Nablus. E’ già stato prigioniero politico in mano agli israeliani 3 volte (questa è la quarta volta).
E’ sempre stato in prima linea, davanti ai soldati e con il volontariato. Abbiamo preso i proiettili assieme, fianco a fianco. Wael è conosciuto in tutto il mondo grazie a com’è, ai rapporti di amicizia/compagno che stringe con gli internazionali che vanno a Nablus. Essere amico/compagno non significa bere il caffè assieme, significa “esserci con i fatti”.
Il mio rapporto con Wael iniziò di merda. Facevamo entrambi parte di un gruppo che buttò fuori Wael ed un altro palestinese con una storiella montata ad arte. Io ho contribuito (inconsciamente) a questa cacciata; non sapendo che quel gruppo era già sotto potere israeliano. Passarono i mesi e le vicende (nel frattempo Wael continuava a lottare contro l’occupazione della Palestina) e quel gruppo buttò fuori anche me. Come dissi nel film. Mi ritrovai assieme a due compagni, per strada con le valigie, di sera, con Nablus che stava per essere attaccata dai soldati israeliani, durante il ramadan. In quel momento chiamai Wael. Nonostante l’ora dell’iftar, Wael si precipitò in nostro aiuto. Ci portò in un hotel per qualche notte, per tamponare l’emergenza. Poi ci trovò una sistemazione. Da lì, iniziammo a lavorare assieme.
Vi ho raccontato quest’episodio per far capire cosa intendo per “compagno/amico”.
Dopo fui deportata e con lo spirito di continuare a fare qualcosa per la Palestina, ho collegato Wael a Radio Nuova Resistenza. Ne è nato un bel progetto, attraverso il quale da Nablus (e più precisamente dal Centro Tanweer) trasmettono alla radio musica, notizie e voci dalla Palestina. Poi, Wael, è stato preso una terza volta dai soldati israeliani. Imprigionato per mesi, era stato rilasciato da poco.
Ed ora…. due notti fa, i soldati israeliani sono andati a prenderlo in casa. Wael è marito, padre e nonno. Immaginate…in casa…di notte davanti a tutta la famiglia.
Non riesco a nascondere la mia preoccupazione per questo quarto rapimento. Non me l’aspettavo davvero; ed il commento più sovente è “un’altra volta?”
Ecco, vedete, penso una cosa…. pensate ai lupi. Un lupo viene cacciato sempre, tutta la vita. Non è che ogni volta che viene attaccato, pensa “oh, no..un’altra volta?”. No, appena viene nuovamente attaccato, il lupo si difende, morde, attacca, lotta. Senza star lì a fare altri pensieri. Wael è un lottatore, di intelligenza e sensibilità. Suo figlio mi ha detto più volte di essere orgoglioso di lui e sa che sta sacrificando la sua vita per la liberazione del Popolo palestinese.
L’ultima volta che è uscito dalla prigionia, ha portato la sua famiglia al ristorante a Rafhidia (è il quartiere dei ristoranti a Nablus). Andavano a cena in un vecchio e noto ristorante palestinese. Il ristorante era quasi vuoto. A fianco, c’era la coda sulla strada per entrare a mangiare da KFC (a Rafhidia hanno aperto KFC, Pizza hut, e altre porcate simili grazie all’autorità palestinese). La figlia di Wael disse: “vedi padre, tu rischi e sacrifichi la tua vita per questo….li vedi, cosa fanno? Vanno a mangiare il pollo americano-israeliano”. Wael gli rispose: “no, io rischio e sacrifico la mia vita per chi non può neanche comprare il pane né il pollo”. Questo è Wael Alfaqueeh.
Ripeto, Wael è una persona intelligente; sa benissimo quando parla, con chi sta parlando. Non sono certo io a potergli dare consiglio (anzi, è sempre stato il contrario). Sa benissimo, se al suo fianco ci sono dei collaboratori di israele. Se ha scelto di continuare a lottare lo stesso, è per SACRIFICIO e sa il prezzo che si paga. E’ palestinese e non ha molta scelta.
Io però faccio la mia scelta, perchè sono in Italia e pertanto (questo è per voi che mi leggete, perchè lo so che mi leggete) il vostro passaporto israeliano in terra di Nablus, ve lo potete infilare nel culo.

Sto cercando di organizzare un presidio per chiedere la liberazione di Wael e tutti i prigionieri politici palestinesi. Non servirà a liberarlo, ma almeno servirà di supporto morale alla famiglia, alla Palestina e a noi..per sentirci meno inutili. Vi aggiornerò in merito.

 — con Wael S.a. Faqeeh

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