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Sicilia, arrestato Antonello Montante: l’ex leader industriali «spiava le indagini di magistratura e polizia»

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Sicilia, arrestato Antonello Montante: l’ex leader industriali «spiava le indagini di magistratura e polizia»
A domiciliari l’ex presidente di Sicindustria e delegato legalità di Confindustria. Per l’ex presidente di Sicindustria e delegato legalità di Confindustria l’accusa è di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione di esponenti delle forze dell’ordine.
di Salvo Toscano e Redazione Cronaca

 

Antonello Montante, ex presidente della Confindustria siciliana ed ex delegato nazionale alla legalità per la confederazione degli industriali, è stato posto agli arresti domiciliari dalla polizia di Caltanissetta. L’imprenditore è attualmente presidente della Camera di Commercio di Caltanissetta e presidente di Retimpresa Servizi srl di Confindustria Nazionale. Con lui sono state arrestate ai domiciliari altre cinque persone (tra cui tre poliziotti). Un altro indagato è stato colpito dalla misura interdittiva della sospensione dall’esercizio dell’ufficio pubblico per la durata di un anno.

Gli arrestati
Gli arrestati sono accusati, a vario titolo, di essersi associati allo scopo di commettere più delitti contro la pubblica amministrazione e di accesso abusivo a sistema informatico, nonché più delitti di corruzione. I provvedimenti di lunedì arrivano dopo una lunga indagine condotta dalla Squadra Mobile di Caltanissetta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia. Montante, infatti, era finito sotto inchiesta per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa a seguito delle accuse di alcuni pentiti, respinte dall’imprenditore, tra i protagonisti della svolta antiracket di Confindustria, su cui in questi anni l’inchiesta a carico dell’imprenditore ha addensato nubi di sospetti.

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L’indagine
L’indagine, di cui si era appreso tre anni fa, ha portato nel gennaio del 2016 alla perquisizioni di abitazioni e uffici di Montante. In quella circostanza furono trovati dossier e documentazioni che riguardavano anche politici e magistrati. Ora, il provvedimento cautelare annunciato da una nota nella quale però non si menziona la mafia. Secondo gli inquirenti sarebbe stata posta in essere un’attività illegale di spionaggio.

La vecchia inchiesta
Montante è stato uno degli esponenti di punta della svolta antimafia di Confindustria ricoprendo anche la carica di responsabile nazionale per la Legalità. Il 22 gennaio di due anni fa, Montante aveva ricevuto un avviso di garanzia per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa, venivano ipotizzati legami d’affari e rapporti di amicizia con Vincenzo Arnone, boss di Serradifalco, figlio di Paolino Arnone, storico padrino della provincia di Caltanissetta morto suicida in carcere nel 1992. Vincenzo Arnone è stato testimone di nozze di Montante.

Sorgente: Corriere della Sera

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